
Viva el Fulham. Che i tifosi inglesi fossero incredibili lo sapevamo già. Che i tifosi del Fulham fossero tra i piu’ incredibili tra i tifosi inglesi lo sospettavamo. Ora invece ne abbiamo la certezza: i tifosi del Fulham sono ASSOLUTAMENTE incredibili.
Abbiamo spesso in passato parlato di Fulhamish, quella particolare caratteristica di noi tifosi dei Cottagers che ci consente non solo di non drammatizzare determinate situazioni negative (in fondo it’s just football…), ma addirittura di trasformarle in situazioni in cui ridere un po’ insieme; ma non avremmo mai creduto, se non ne fossimo stati testimoni diretti, che la inopinata retrocessione di questa annata sfortunata potesse essere trasformata in occasione dell’ultima gara casalinga in una festa. Sì, avete letto bene: una FESTA.
Trasferta. Quando un mesetto fa chi scrive decise di assistere “anyway” all’ultima gara del campionato contro il Crystal Palace, lo fece con la piccola speranza che quella gara potesse dare alla nostra squadra i punti necessari per una salvezza in quel momento ancora possibile. Le cose come sappiamo non sono andate esattamente in questo modo e la gara con il Crystal Palace è risultata inutile ai fini della classifica, ma con i biglietti aerei e quelli della partita già acquistati la “puntatina” londinese rimaneva comunque appetibile. Certo, l’entusiasmo non era alle stelle ma Londra è sempre Londra e soprattutto il Cottage è sempre il Cottage.
Meeting. La mattina della partita alla spicciolata una bella fetta degli Italian Cottagers ha fatto del Bricklayer’s il suo punto di ritrovo e tra una pinta e l’altra questi ragazzi che fino a quel momento si erano incontrati solo su Facebook hanno avuto modo di scambiare le loro vedute sul loro essere Fulhamites. E’ stato davvero un bel prepartita che è servito ad esorcizzare l’amarezza per la retrocessione anche grazie all’atmosfera del pub dove tutti erano assolutamente tranquilli, compresi i molti tifosi del Palace con cui abbiamo scambiato qualche parola e che si dicevano tutto sommato dispiaciuti per la retrocessione del Fulham in quanto “squadra di Londra, vicina e in una zona bella e tranquilla dove si sta e si beve bene”.
Raggiunto il Cottage con la sempre emozionante passeggiata attraverso il Bishop’s Park ed effettuata la foto di rito sotto la statua del Maestro Johnny Haynes, abbiamo “respirato” la salubre aria dei tifosi del Fulham di cui abbiamo colto qualche commento: “non è solo negativa questa retrocessione:molti non verranno piu’ perché non ci sarà l’Arsenal o il Liverpool, in realtà venivano per vedere queste squadre, non il Fulham; molti però ritorneranno proprio perché si giocherà contro squadre “vere” inglesi come il Bournemouth, il Brighton, speriamo il Leyton Orient, e speriamo di fare un campionato d’alta classifica cosi’ ci sarà piu’ coinvolgimento”.
Largo ai giovani. I “soliti” 25.000 spettatori fanno da splendida cornice alla gara. I giocatori si scaldano, dagli spalti solo applausi, non c’è assolutamente nessuna contestazione, solo applausi. Forse saremo noiosi, ma vogliamo ribadirlo, ancorchè inutile: in Italia una cosa del genere non potrà mai succedere: a vedere l’ultima partita di una squadra retrocessa ci vanno al massimo in 5000 e sono fischi nel migliore dei casi. Inutile dirlo, appunto. Anche, e soprattutto per queste cose chi scrive è “diventato” inglese, rimpiangendo di non esserci nato.
Della partita diremo poco: il solito Fulham un po’ sbadato in difesa e poco incisivo in attacco, subisce due gol ma le recupera entrambe con due dei magnifici giovani reduci da una rocambolesca sconfitta nella finale della Youth FA Cup, la prima mai raggiunta dal Fulham; i gol di Woodrow e David, peraltro di ottima fattura entrambi, sembrano segnare un ideale passaggio di consegne. Vogliamo leggere questa cosa come un “segno”: saranno i nostri giovani, con l’aiuto di qualche terribile “vecchietto” a farci tornare in Premier League, magari non subito, ma firmeremmo qualsiasi cosa per il 2016…
Applausi. Al termine dell’incontro i giocatori del Fulham fanno il giro del campo applaudendo i tifosi e ringraziandoli. I tifosi dagli spalti rimandano gli applausi ed espongono bandiere e striscioni che recitano cose come “Still Believe”, “13 years of great football, Thank you”, “we’ll be back”. Cose veramente dell’altro mondo, di un mondo migliore del nostro, un mondo che amiamo e che occasioni come questa ci confermano che ameremo sempre, e sempre di più. Non stupitevi signori: questo (e molto altro) è il FULHAM.
Fiesta. Quasi nulla in confronto a quello che succede da quel momento in poi nei pub della zona, e in particolare al Golden Lion, in Fulham High Street, tradizionale ritrovo dei Fulhamites, gremito fino all’inverosimile con la gente fin fuori al marciapiede adiacente: una “fiesta” vera e propria andata avanti fino a tarda notte con fiumi di birra (ovviamente), e canti inneggianti al Fulham ad libitum.
Un passante casuale digiuno di notizie sportive va via, probabilmente convinto che il Fulham abbia vinto il campionato inglese. E’ solo in anticipo. Magari di un solo anno.
WE ARE FULHAM
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