CURIOSITA’ – George Best, ti ricordi quel 14 settembre?

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Correva l’anno 1963, la First Division (attuale Premier League) stava per conoscere uno dei più grandi giocatori che abbia mai calcato un campo di gioco. Il 14 settembre dello stesso anno esordisce contro il West Bromwich Albion un ragazzino (a 17 anni siamo ancora ragazzini) venuto dal nulla o, meglio, a Belfast, George Best.

Best (il cognome già la dice lunga) è uno di quegli esempi di quando il calcio arriva al limite, all’esagerazione, al voler superare l’avversario in dribbling non 30 cm prima, non 20, non 10, ma all’ultimo istante. George è una sfida continua tra equilibrio e follia, dominata soprattutto da quest’ultima. La follia ha contraddistinto non tanto il genio calcistico di George Best, probabilmente il miglior calciatore di sempre del Regno Unito, ma la sua vita privata. Tutti noi conosciamo il suo modo di fare sbarazzino, la sua passione per le donne e la propensione all’alcool, a me ha sempre incantato per un altro aspetto. Best, irlandese di Belfast, lascia l’intera Inghilterra ai suoi piedi con il suo comportamento a volte definibile anche come eroe byronico. Un simbolo inimitabile dell’anticonformismo che spopola nella nazione più vittoriana che sia mai esistita. Questa è la grandezza di George Best, più dei titoli vinti, più delle sbronze prese, più delle donne avute, più di quel 14 Settembre 1963 che gli cambiò la vita.