Italiani in Premier League: ecco i migliori. Comanda Zola

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2013
Photo by Getty Images

Quel blu del Chelsea che ricorda tanto la maglia azzurra. E’ indubbio che il club londinese è quello in cui i giocatori italiani che hanno giocato in Premier League hanno ottenuto i maggiori successi e soprattutto hanno disputato annate importanti e positive, tanto da renderli idoli dei tifosi. Troppo facile in questo senso parlare di Gianfranco Zola, che dopo le sue sette stagioni a Londra si è conquistato anche il titolo di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico. 80 gol e 311 gare giocate e l’aver contribuito a scrivere più di una pagina della storia del club. Un Chelsea che sapeva d’Italia quello di fine anni ’90, dove oltre a Zola ci giocarono anche Roberto Di Matteo e Gianluca Vialli. Tutti furono protagonisti, in particolare il centrocampista nato in Svizzera (a segno in entrambe le finali), nelle FA Cup vinte nel 1997 e nel 2000. In quell’anno in rosa c’era anche Carlo Cudicini, anche lui rimasto amatissimo dai tifosi Blues.

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Italiani in Premier, tantissimi a cavallo del nuovo millennio

Ma in quelle stagioni di Premier alla fine degli anni ’90, sono stati tantissimi i giocatori italiani scesi in campo. E se qualcuno è da considerarsi una vera e propria meteora, altri hanno scritto pagine importantissime nella storia dei club inglesi. Gianluca Festa è rimasto nel cuore dei tifosi del Middlesbrough, lui che decise di restare anche dopo la retrocessione del 1997 e che aiutò il club a ritornare in Premier League l’annata seguente. In quell’anno capocannoniere della squadra fu Fabrizio Ravanelli, che tra coppe e campionato segnò 31 reti. Paolo Di Canio divenne un idolo per la tifoseria del West Ham, dopo esserlo stato nello Sheffield Wednesday insieme ad un altro italiano, Benito Carbone, anche lui in campo nella finale di FA Cup del 2000, ma con la maglia dell’Aston Villa.

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Nell’estate 1997 arrivarono al Derby County Francesco Baiano dalla Fiorentina e Stefano Eranio, che con il Milan aveva vinto tutto e che dei Rams indossò anche la fascia di capitano. Così come nel cuore dei tifosi del Crystal Palace entrò Attilio Lombardo, che nonostante le soli 49 presenze complessive totalizzate in una stagione e mezza, entrò a far parte della squadra del secolo delle Eagles, lui che lasciò il club solo per via di una grave crisi finanziaria. Dell’Everton ha scritto invece pagine importanti Alessandro Pistone, che nel 1997 aveva lasciato l’Italia per il Newcastle e che, dopo tre stagioni, divenne un nuovo giocatore dei Toffees, con cui collezionò oltre 100 presenze in sette anni.

Italiani in Premier League, pochi successi nel nuovo millennio

Pistone è però uno dei pochi italiani che nel nuovo millennio è riuscito a fare bene in Premier League. Ad inizio millennio arrivò al Middlesbrough un giovane Massimo Maccarone, che fece bene nel primo campionato ma meno nei successivi, nonostante una Coppa Uefa sfiorata nel 2005-2006. Per il resto tanti giocatori con molte apparizioni sporadiche e pochi successi. Sono sicuramente positivi i primi due anni al Manchester United di Matteo Darmian, coronati con il successo in Europa League contro l’Ajax. Così come positive sono state le stagioni al Southampton di Graziano Pellè, entrambe concluse in doppia cifra nel tabellino delle marcature.

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Annate controverse hanno invece vissuto altri giocatori. Mario Balotelli al Manchester City è stato criticato per alcune bravate, ma certamente apprezzato dai tifosi e preziosissimo nella Premier ottenuta nella stagione 2011-12 (17 reti totali in quella stagione). Allo stesso modo fondamentali sono stati Fabio Borini e Vito Mannone nella clamorosa salvezza che il Sunderland ha ottenuto nel 2015-16 ai danni degli acerrimi rivali del Newcastle. E tra coloro che tutt’oggi militano in Premier? Se da un lato qualcuno fatica, dall’altro c’è chi, come Angelo Ogbonna, si sta confermando un elemento prezioso nella rosa del proprio club. Alla quinta stagione al West Ham, ha anche indossato in alcune gare la fascia di capitano degli Hammers. Nel Chelsea invece i ruoli di Jorginho ed Emerson Palmieri non sembrano più essere così centrali come lo erano sotto la guida di Sarri, ma è indubbio che per Lampard i due italo-brasiliani siano elementi preziosi su cui poter contare. E chissà che non sia quel blu a suscitare nei giocatori italiani un fascino particolare…