Tutti i segreti del Manchester City di Guardiola campione d’Inghilterra

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Josep Guardiola via One Football

Il percorso è stato lungo e pieno di difficoltà, soprattutto nella prima parte di stagione, ma è giunto al suo coronamento: il Manchester City è campione d’Inghilterra, soprattutto grazie ad uno straordinario girone di ritorno, in cui la formazione di Pep Guardiola è stata quasi impeccabile.

Per i Citizen è il momento di una festa, che dovrà essere necessariamente contenuta: la formazione di Pep Guardiola dovrà tenere alta l’asticella dell’attenzione, dato che il 29 maggio è in programma la finale di Champions League contro il Chelsea.

Ma quali sono stati i segreti che hanno condotto la formazione di Guardiola al trionfo? Partiamo dai numeri: il Manchester City sino ad ora ha collezionato, al momento, 25 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte, con 72 gol segnati e 26 subiti. Il tutto con una prima parte di stagione caratterizzata da qualche difficoltà: dopo dieci giornate la compagine era quinta in classifica, avendo vinto solo la metà delle sue gare.

Ma come gioca il Manchester City? La squadra ha assimilato i dettami tattici imposti da Guardiola nel corso degli anni: la formazione è sempre stata perfettamente disposta in campo, con gli uomini bravi a ruotare le posizioni per coprire bene tutte le zone del terreno verde. Per l’applicazione delle idee proprie dell’allenatore spagnolo si è rivelato cercare la superiorità numerica nella zona mediana, ottenuta anche grazie al grandissimo lavoro svolto dai terzini.

Soprattutto Zinchenko e Cancelo, infatti, sono dotati di un piede particolarmente delicato: i due sono saliti spesso all’altezza del centrocampo, per aiutare la squadra in fase d’impostazione. Soprattutto il portoghese, poi, si è spesso spinto in avanti sino alla trequarti, dotando la sua squadra di una soluzione d’appoggio in più in fase di costruzione.

Una presenza che ha messo in difficoltà le retroguardie avversarie agevolando i compiti di esterni talentuosi (Foden, Sterling, Mahrez, Torres) che hanno avuto la possibilità di cercare soluzioni di uno contro uno, per cercare dribbling o avere vita facile nel cercare cross in area di rigore.

Il Manchester City, però, ha sfruttato anche l’enorme qualità di palleggio dei suoi centrocampisti: De Bruyne Bernardo Silva, infatti, sono finiti spesso sul tabellino in quanto pregiati assist-man, rispettivamente con undici e sei passaggi vincenti. I loro movimenti, inoltre, hanno agevolato gli inserimenti di Ikay Gundogan, capocannoniere della squadra con 12 gol (davanti a Sterling, secondo a quota 9).

Se il top-scorer della formazione di Guardiola è un centrocampista, è anche per la particolare scelta fatta ad un certo punto dal tecnico, che ha deciso di rinunciare al centravanti per utilizzare un esterno o una mezzala come falso nueve. 

La squadra si è contraddistinta anche per la solidità della sua fase difensiva, che ha visto il suo avvio già con un pressing alto di tutta la formazione. Il Manchester City ha sfruttato anche una stagione quasi perfetta di una coppia difensiva, quella formata da Stones Ruben Dias, che ha dato finalmente sicurezze a Guardiola.

Archiviato il trionfo nazionale, la testa è rivolta a quella coppa dalle grandi orecchie da tempo oggetto del desiderio in casa Manchester City. La grande occasione per Guardiola e soci arriverà il 29 maggio, quando ad Istanbul andrà in scena la finalissima di Champions contro il Chelsea: occasione da non sbagliare, per coronare una stagione che a quel punto sarebbe perfetta.

Raffaele Digirolamo