Bravo chi lo ferma. Parliamo del Manchester City che continua inarrestabile la sua corsa verso il titolo di Premier League e che ora è in testa alla classifica con ben 10 punti dalle due inseguitrici principali, il Manchester United e il Leicester.
Non è stata fin dall’inizio un’ascesa irresistibile quella della squadra di Per Guardiola, anzi: a novembre le cose si stavano mettendo malissimo, con risultati altalenanti e un grigiore che l’aveva portata a districarsi nel pantano a metà classifica. In molti davano la stagione, almeno per quanto riguardava la corsa al titolo nazionale, per persa.
È servita una batosta contro il Tottenham per suonare la sveglia e non fermarsi più, inanellando 17 partite senza sconfitte (e 13 vittorie di fila) che hanno portato i Citizens a distanziare tutte le altre contendenti. Vedremo se il divario si confermerà o nelle prossime partite chi è subito dietro potrà rosicchiare qualcosa, difficile a dirsi.
Chi ha lasciato oramai ogni speranza è il Liverpool, sesto a 16 punti dalla vetta. I campioni in carica abdicano a ogni ambizione di riconferma e sono tante le ragioni di una stagione già da considerarsi fallimentare, almeno per i presupposti con cui era partita. Innanzitutto, il numero elevatissimo di infortuni che ha minato la stabilità della difesa, ma anche alcuni giocatori che non sono stati all’altezza del loro nome e ruolo nella struttura di gioco. È tardi per rimediare alla Premier, ma la corsa a un buon piazzamento per l’Europa che conta è apertissima.
Stagione 2020/21 amara anche per i Gunners. L’Arsenal non è all’altezza del proprio nome e sfoggia un deprimente decimo posto a 22 punti dal Manchester City. Nonostante questo, non è ancora il momento di mollare la speranza di risalire verso una qualificazione alle coppe europee che restituirebbe fiducia all’ambiente e ai tifosi, delusi da un pessimo attacco. La difesa gira meglio, ma da sola non basterà.
Di delusione in delusione, chiudiamo con lo Sheffield United, atteso a riconfermare il buon piazzamento della scorsa stagione in cui arrivò al nono posto. Lontanissimi i tempi in cui l’Europa League non era un miraggio, la squadra di Wilder è ultima in solitaria con 11 punti, con 3 vittorie all’attivo, 2 pareggi e 19 sconfitte. Un vero patimento per i tifosi che non possono supportare i propri beniamini allo stadio, arma che in passato ha sempre aiutato la squadra a ben figurare nelle partite in casa.
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