Benritrovati amici tifosi dell’Everton e lettori di Passionepremier.com!
L’anno Toffee si apre con un mese ai limiti dell’indecenza, che ci vedrà affrontare tre volte il Manchester City, poi il Chelsea e l’avversario di oggi, il Tottenham, certamente non una squadra facile. Gli Spurs sono ad un passo dalla vetta, con Pochettino che ha costruito una squadra in grado di prendere pochi gol, potendo vantare la miglior difesa finora nel campionato, oltreché in grado di segnare davvero tanto, infatti il Tottenham in questa speciale classifica resta dietro solo alle tre in testa, e all’Everton. Dall’altro lato la squadra di Martinez segna tantissimo, grazie anche allo stato di grazia del suo bomber Lukaku, ma la difesa non tiene affatto. Troppa difficoltà quando incontriamo avversari palesemente più forti e troppe leggerezze quando incontriamo avversari meno attrezzati. La compagine blu del Merseyside naviga in un anonimo mid-table, sovrastata da squadre meno blasonate, come lo Stoke City di cui abbiamo abbondantemente parlato la settimana scorsa, ed autentiche rivelazioni del campionato come il Crystal Palace e il Watford. In un anno che vede la grande crisi del Chelsea e la mancanza di continuità del Manchester United, sarebbe stata da ipotizzare ben altra posizione per una squadra che crea e segna così tanto. Ma se mio nonno avesse tre palle…
Si scende in campo con l’ormai obbligatorio modulo 4-2-3-1, con l’inserimento di Cleverley a far coppia con Barry davanti alla difesa, in sostituzione dell’infortunato McCarthy e il tridente a supporto di Lukaku composto da Kone, Barkley e Aaron Lennon, ex del match.
E proprio Lennon porta immeritatamente in vantaggio i Toffees dopo 20 minuti in cui gli Spurs hanno dominato il campo in lungo e in largo, e prodotto una mole tale di gioco che il vantaggio appare davvero regalato. Questa rete interrompe il dominio di Lukaku, che non andrà infatti a segno in questo match ma sarà comunque l’assistmen per l’ala inglese che sigla così il suo primo gol in maglia dell’Everton. Il Tottenham non ci sta e riprende il suo lavoro certosino di studio del campo e dei movimenti degli avversari, e prima della pausa Alli la mette dentro per quello che è il momentaneo pareggio.
Il secondo tempo vede un Everton maggiormente propositivo, pensate un po’ che persino Barkley sembra essersi parzialmente svegliato dallo stato di coma in cui versa da agosto, forse umiliato dalla “rivalità” con Alli, soprattutto in ottica nazionale, e inventa delle belle giocate, che purtroppo però non vengono concretizzate soprattutto grazie alla difesa dei londinesi. La gara si conclude 1-1 con il rammarico degli Spurs che in più occasioni avrebbero meritato il gol del vantaggio ed un violento sospiro di sollievo dei nostri ragazzi, che hanno continuato a ballare dietro ma nonostante un Coleman in netta difficoltà tra Lamela e Carroll, hanno retto le sfuriate del Tottenham. Ottima la prova di esperienza di Baines e Howard, ottima anche la prova del subentrato Besic, che quest’anno sta dimostrando di avere una personalità niente male.
Prima di crogiolarci e di “gioire” per un punto strappato, dobbiamo però affrontare un altro impegno difficile: la sfida valida per l’andata della semifinale di Capital One Cup contro il Manchester City. A questo trofeo dobbiamo credere, dobbiamo credere nelle nostre capacità e sfruttarle tutte. È finito il tempo della tolleranza, ai tifosi viene chiesta fiducia ma questa va anche ripagata, almeno una volta. Queste gare sono le cosiddette “partite da tripla”, possono finire con qualsiasi risultato, ma è obbligo dei tifosi sperare in un risultato positivo…Come On You Blues!
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