Reina: “Virus? Ho avuto paura quando mi è mancato l’ossigeno. Aston Villa la sfida ideale per rilanciarmi, ma ora…”

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Diversi sportivi sono stati colti nelle ultime settimane dal tremendo Covid-19. Anche dei calciatori professionisti e fisicamente molto attivi come Pepe Reina hanno infatti sofferto i sintomi del coronavirus che sta mettendo in ginocchio tutti il mondo, vivendo anche attimi di assoluta paura. Nelle confidenze sulle pagine del Corriere dello Sport, il portiere spagnolo in prestito all’Aston Villa ha rivelato di aver dovuto pure affrontare momenti di vero panico, soprattutto quando nei giorni del picco della malattia per 25 minuti ha accusato difficoltà respiratorie.

Questo il racconto da brividi di Reina, per fortuna adesso sulla via della guarigione: “La compagnia non mi manca, siamo io, mia moglie Yolanda, cinque figli e i due suoceri. La casa è grande e la solitudine non vi ha accesso. Però isolato lo sono stato dopo aver accusato i primi sintomi del virus. Febbre, tosse secca, un mal di testa che non mi abbandonava mai, quel senso di spossatezza…L’unico spavento quando per venticinque minuti mi è mancato l’ossigeno, come se la gola si fosse improvvisamente ristretta e l’aria non riuscisse a passare… I primi sei, otto giorni li ho trascorsi chiuso in una stanza”.

Chi ti aveva diagnosticato il Covid 19?
“I medici della Premier, mi hanno dato tutte le informazioni necessarie, oltre al protocollo da seguire. Qui in Inghilterra i tamponi li fanno esclusivamente ai malati gravi, nel mio caso non vi erano dubbi. Virus. Il fisico ha reagito bene. Ti dico la verità, a parte qualche momento non facile, è stato come se avessi avuto l’influenza, solo più pesante”.

Immagino che ti sia tornata la voglia di giocare?
“No, non ne ho affatto. Seguo l’evolversi della situazione, mi informo, vediamo”.

Stai vivendo un’esperienza professionale a metà, difficile a questo punto completarla.
“Sono in prestito fino a maggio. Ma quale maggio, forse giugno, luglio, agosto… ero venuto a Birmingham perché avevo bisogno di giocare ogni fine settimana, volevo sentirmi di nuovo protagonista e la sfida che mi aveva proposto l’Aston Villa era l’ideale. Adesso non so più quando, né come finirà. Da queste parti la situazione si è aggravata negli ultimi cinque, sei giorni. Le restrizioni sono minori rispetto a quelle italiane, si può ancora uscire per fare una passeggiata o una corsa nel parco, anche se il Governo ha chiesto a tutti di restare il più possibile a casa”.

Per il momento accontentati di salvare lo stipendio.
“Una soluzione giusta, il taglio, i calciatori hanno capito perfetta- mente la situazione e non si stanno sottraendo a quello che è un dovere morale. Giusto partecipare a questa enorme crisi del sistema. Sai cosa mi manca davvero?”.

Provo a indovinare.
“L’appartamento a Posillipo, il sole. Ho letto che la vitamina D può es- sere importante nella riduzione del rischio di infezioni respiratorie di origine virale, incluse quelle da coronavirus. Ci sono evidenze scientifiche sulla capacità della vitamina D di contrastare il danno polmonare da infiammazione. Non voglio sostituirmi a un virologo, né dire sciocchezze, se ne ascoltano troppe, ma è curioso che nel Sud della Spagna, così come nel Sud dell’Italia, i numeri siano incredibilmente inferiori a quelli del Nord”.