Se qualcuno dovesse pensare ad un uomo simbolo per quanto riguarda la Champions League conquistata dal Chelsea a Monaco di Baviera la stragrande maggioranza delle persone sceglierebbe Didier Drogba. La stagione 2011-12 non è certamente stata la migliore della sua carriera, ma indubbiamente è stato l’uomo giusto nei momenti giusti. Perché è lui che ha siglato il gol vittoria nella semifinale d’andata contro il Barcellona, è sempre lui ad aver firmato il gol del pareggio a 2 minuti dalla fine dei 90′ regolamentari ed è soprattutto lui ad aver siglato il rigore decisivo che ha permesso ad una squadra di Londra, per la prima volta, di conquistare la Champions League.
Basterebbe probabilmente questo a sottolineare il perché Didier Drogba meriterebbe un posto speciale nella storia del calcio. Ma non ci si può certamente limitare al 19 maggio 2012, giorno di quella finale. Tanti hanno messo la propria firma in una finale di Champions League e non hanno certamente avuto la carriera dell’attaccante ivoriano. Lui che è stato per due volte capocannoniere della Premier League e che è stato il primo africano a superare le 100 reti segnate nel campionato inglese. Lui che è recordman di gol con il Chelsea nelle competizioni europee ed è anche grazie a lui che un club che nel secolo scorso aveva pochissima storia europea, si è definitivamente affermato come una delle big del calcio, anche fuori dai confini inglesi.
Chelsea e non solo, Drogba nella storia
Certamente con la maglia del Chelsea Didier Drogba ha scritto le pagine più importanti della sua carriera. Nel 2012 i tifosi lo hanno eletto attraverso un sondaggio sulla rivista ufficiale, come miglior giocatore della storia del club. I suoi gol hanno portato infatti tantissimi trofei nella storia del club. Ha segnato in tutte e quattro le finali di FA Cup vinte (2007, 2009, 2010 e 2012), nelle finali di Coppa di Lega 2005 e 2007 e nella Community Shield 2005. Ma di gol Drogba non ne ha siglati solo in Blues. Nell’unica stagione all’Olympique Marsiglia è andato a segno 32 volte ed è soprattutto grazie a lui che l’OM è tornata a giocarsi una finale continentale a cinque anni di distanza (sempre in Coppa Uefa). A segnato in Cina e, tornato in Europa dopo un anno e mezzo, ha permesso al Galatasaray di vincere campionato, Coppa di Turchia e Supercoppa (suo il gol decisivo).
L’Africa nel cuore
Per i suoi gol (più di 370 in carriera) l’IFFHS lo ha nominato miglior goleador del XXI secolo. Oltre che con i club, Drogba ha firmato pagine di storia anche con la sua nazionale. Le 65 reti siglate con la maglia della Costa d’Avorio lo collocano al primo posto nella classifica dei goleador della nazionale ivoriana. E grazie anche alle sue reti Les Elephants sono riusciti a qualificarsi per la prima volta nella storia alla Coppa del Mondo. Se George Weah era il simbolo del calcio africano negli anni ’90, nel decennio successivo il suo posto è stato preso proprio da Drogba, insieme a Samuel Eto’o. Eroi e idoli di tutto il continente nero. Simboli di quell’Africa calcistica che ha provato e ancora prova a competere (al momento invano) contro le grandi nazionali europee e sudamericane. Lui che dalla sua Costa d’Avorio è fuggito da bambino, ma che nonostante il passaporto francese non ha mai rinunciato a vestirsi d’arancio. Lui che è diventato ambasciatore delle Nazioni unite, che ha creato una fondazione ad Abidjan e che ha deciso di realizzare un ospedale e in questo periodo ha deciso di offrirlo per la sperimentazione del vaccino contro il Covid-19. Goleador in campo e anche nella vita. Credete basti tutto questo ad inserire Didier nella storia del calcio? La risposta ci appare scontata.
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