Cosa dobbiamo aspettarci dal West Bromwich in Premier League

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Il West Bromwich Albion è pronto a tornare in Premier League dopo aver trascorso le ultime due stagioni in Championship. I Baggies, retrocessi nel 2018, hanno fatto di tutto fin da subito per riprendersi il loro posto nel massimo campionato inglese e in soli 24 mesi hanno centrato l’obiettivo. Il primo tentativo di “risalita” nel 2019 non andò a buon fine, ma la squadra allenata da Slaven Bilic non si è di certo scoraggiata e lo scorso luglio ha ottenuto la tanto agognata promozione.

La stagione 2019/2020 è stata senza alcun dubbio positiva per questo club. Il secondo posto ottenuto con ben 83 punti è infatti valso il ritorno diretto in Premier. L’attacco ha segnato con costanza (il secondo migliore del campionato) e la difesa nel complesso ha retto bene.

Slaven Bilic punterà sicuramente sui protagonisti della promozione e tra questi va citato Matheus Pereira, talentuosa ala destra. Il brasiliano ha fatto decisamente bene lo scorso anno, basti pensare che ha segnato 8 reti e ha fornito la bellezza di 20 assist, numeri di tutto rispetto che hanno convinto la dirigenza ad acquistarlo a titolo definitivo dallo Sporting Lisbona. Pereira dovrà innescare con le sue giocate Charlie Austin, esperto attaccante inglese; sperando che il centravanti replichi la meravigliosa stagione fatta con la maglia del Queens Park Rangers nel 2015 (18 reti). Il perno di centrocampo sarà Jake Livermore, mediano roccioso che farà da schermo alla difesa. Per il reparto arretrato gli uomini di riferimento saranno: Kieran Gibbs e Semi Ajayi. L’ex Arsenal dovrà dimostrare di essere un leader mentre il nigeriano vorrà replicare le belle prestazioni fatte in Championship.

In questo momento la rosa presenta sì degli elementi di esperienza e di talento, ma potrebbero non bastare per centrare la salvezza, considerando il livello delle dirette concorrenti. La dirigenza nelle prossime settimane dovrà fare un ottimo lavoro in sede di calciomercato per fornire a Slaven Bilic uomini funzionali alla sua idea di gioco, altrimenti la permanenza in Premier League potrebbe diventare un’impresa. I nomi associati in questo momento al West Bromwich non sono di certo altisonanti, si parla di Watkins ed Henry del Brentford e di Duffy del Brighton, giocatori sì interessanti, ma che non possono (apparentemente) garantire un netto salto di qualità. L’allenatore croato dovrà essere bravo a compattare la squadra e a dargli un’identità, un po’ come ha fatto Chris Wilder allo Sheffield United la scorsa stagione, il nuovo modello di riferimento per le neo-promosse, operazione non certo semplice.

di Andrea Gozio