Manchester City-Stoke City 0-1, clamoroso scossone all’Etihad.
Marcatori: Diouf (57).
TEAM NEWS: Hart, Sagna, Kolarov, Kompany (C), Demichelis, Fernando, Nasri, Yaya Toure, Silva, Jovetic, Aguero #cityvstoke #mcfc
— Manchester City FC (@MCFC) 30 Agosto 2014
#scfc Starting XI vs Man City: Begovic; Bardsley, Shawcross (c), Wilson, Pieters; Whelan, Nzonzi; Diouf, Walters, Moses; Crouch — Stoke City FC (@stokecity) 30 Agosto 2014
PRIMO TEMPO-I Citizens si presentano in campo con un’unica sorpresa nella formazione titolare: Dzeko è in panchina, spazio al Kun Aguero. Hughes, dall’altra parte, opta per uno schieramento dalla duplice finalità: alleggerire con qualche lancio lungo la più che presumibile pressione avversaria, ed ecco Crouch; colpire in contropiede qualora ve ne sia la possibilità, ed ecco Diouf e Walters.
Il primo quarto d’ora è un assoluto monologo del City, fatto di possesso palla prolungato. Il ritmo però, come spesso capita alla squadra dello sceicco, non è travolgente. L’unica azione pericolosa, di fatti, la si registra al minuto 11: buon lavoro di Silva sulla trequarti, scarico per Sagna che, dalla destra, appoggia la palla a Nasri che prova il tiro, con susseguente buona parata di Begovic.
Altri dieci giri di lancette, e nulla accade. Yaya Toure si fa notare al 25° per un tiro dal limite che farà la gioa degli omologhi inglesi della Gialappa’s Band, ammesso che esistano. L’impressione è che gli uomini di Pellegrini, ritrovandosi ad affrontare un avversario molto chiuso, difettino della pazienza necessaria in queste circostanze, e che forzino spesso la giocata, commettendo inevitabilmente troppi errori.
Al 37°, il tecnico cileno è costretto a spendere il primo cambio: Fernando, che sembrava avesse simulato l’infortunio per giustificare una palla persa colpevolmente nella sua metà campo, smentisce i malpensanti ed abbandona claudicante il terreno di gioco, sostituito da Fernandinho.
Tre minuti di recupero. Allo scadere del secondo, Toure, ispirato da Clichy, scheggia la traversa: è sempre 0-0. La prima frazione di gioco si chiude senza altri sussulti: l’arrocco bianco-rosso farebbe impallidire Kasparov.
SECONDO TEMPO-Hughes, nell’intervallo, boccia Walters, optando per l’ingresso dell’esperto Odemwingie, con l’evidente intento di limitare le scorribande di Kolarov. Le squadre tornano in campo, si spera con miglior piglio.
Al 51°, Silva e Nasri imbastiscono una combinazione nello stretto da stropicciarsi gli occhi, ma la conclusione del francese è deviata in corner. Cinque minuti più tardi, la clamorosa svolta: Begovic alza oltre la traversa un pericoloso tiro di Toure; sul ribaltamento di fronte che segue al calcio d’angolo, Diouf resiste ad una carica, si beve Fernandinho, entra in area e trafigge Hart, piuttosto goffo nella circostanza.
Il City sembra accusare il colpo. Minuto 62: Odemwingie ridicolizza Kolarov e pennella per Diouf che, solo davanti al portiere avversario, non impatta la sfera, per quello che sarebbe stato il probabile colpo del ko. L’esterno di padre nigeriano e madre russa, qualche istante dopo, paga per la troppa generosità: tiene in campo un pallone sbilenco al salato prezzo di un infortunio muscolare, e deve lasciare spazio ad Adam. L’Ingegnere, per tutta risposta, esaurisce i cambi, inserendo Dzeko e Navas, rispettivamente per Nasri e Jovetic.
I padroni di causa aumentano il ritmo ed alzano il baricentro. L’onnipresente Toure ci riprova al 77° e la sua botta, deviata, non si insacca per questione di centimetri. I Citizens spingono ma non concretizzano, mentre gli opponenti risultano pericolosi in contropiede, anche se Crouch non è sicuramente il più adatto all’uopo.
Adam sarebbe il perfetto protagonista del romanzo di Le Carre, “La talpa”, visti i palloni persi ed i folli retropassaggi dal potenziale letale: fortunatamente, capitan Shawcross e Wilson restano concentrati. Finisce al 94°: lo Stoke compie l’impresa, grande rivincita per Mark Hughes.
CONSIDERAZIONI FINALI: un Manchester City troppo brutto per essere vero perde in casa 3 punti che, nella corsa al titolo, potranno avere un certo peso. Sagna conferma la sua fase discendente ed Hart non è una sicurezza. Falcao sarà la giusta medicina? Lo Stoke espugna l’Etihad mettendo in luce, ancora una volta, uno Shawcross a cui, inspiegabilmente, non è mai stata data una chance in un top club.
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