Liverpool-Everton: friendly derby… ma non troppo!
Sembrerà bizzarro, ma il Merseyside Derby è una rivalità definibile come “amichevole”. Le ragioni sono essenzialmente due.
Anzitutto, gli impianti. Anfield e Goodison Park distano meno di un miglio, col solo Stanley Park a dividerli. I cuori dei due team, quindi, pulsano entrambi nel nord della città. Perciò, non è raro trovare famiglie i cui componenti professino una fede calcistica antitetica: non sempre, durante la cena del post-derby, si respira un’aria da Mulino Bianco! I Reds, tra l’altro, devono la loro nascita proprio ad uno stadio ed all’avidità di un uomo. Agli albori, Anfield era utilizzato dall’Everton. Il consiglio dei soci, ad un certo punto, principiò a non vedere di buon occhio Houlding, l’usufruttuario dell’impianto: il prezzo dell’affitto continuava a salire ed era forte il sospetto che egli speculasse sull’enorme successo riscosso dalla squadra. Nel 1892, i Toffees si trasferirono al Goodison Park; Houlding, per tutta risposta, fondò il Liverpool Football Club.
In secondo luogo, le differenze. Oggi come oggi, non esistono questioni geografiche, politiche, sociali o religiose a dividere le due tifoserie, come accade invece in altri derby (basti pensare a quello di Glasgow). In realtà, durante gli anni ’50 e ’60, l’Everton era additato come rappresentativo della fazione cattolica della città, in quanto i migliori giocatori ed il tecnico erano di nazionalità irlandese; il Liverpool, di conseguenza, era visto come il club presbiteriano, ed in effetti grandi uomini scozzesi ne hanno scritto indelebili pagine di storia (due su tutti, Bill Shankly e Kenny Dalglish). Fortunatamente, con tanto fiato in corpo ed una sciarpa intorno al collo non esistono divergenze insanabili, se non quelle cromatiche. E poi, a volerla proprio mettere sul piano della fede extracalcistica, si può sottolineare come entrambe le squadre vantino un’origine di stampo metodista, per la felicità di John Wesley.
Il fulcro di ogni derby? I supporter! A Liverpool, la violenza tra le due tifoserie è sempre stata una rarità. I tifosi Reds furono tra i primi a dare i natali al movimento hooligan. Gli Scousers, il cui nickname deriva da un piatto tipico della città (una zuppa che veniva consumata specialmente dai marinai), furono i creatori del Look casual (polo Fred Perry, giubbotto Stone Island, jeans e trainer bianche): si vestivano così per poter compiere le loro scorribande senza correre il rischio di essere identificati dalle forze dell’ordine. Il loro vanto? La Kop è l’unica curva che i famigerati hooligans del West Ham non siano mai riusciti ad occupare! I dirimpettai dell’Everton sono noti come County Road Cutters, dalla strada lungo la quale si trova Goodison Park e dal verbo to cut, a sottolineare la loro abilità del maneggiare le armi da taglio.
Per comprendere che tipo di rapporto intercorra fra i due gruppi, basti citare un episodio del 2007. Rhys Jones, undicenne tifoso dei Toffees, mentre giocava a calcio per le strade della città rimase vittima di un colpo di pistola. Il Liverpool invitò i genitori ed il fratello ad Anfield, per farli assistere ad un match di Champions League. Poco prima del fischio d’avvio, il dolore di quelle persone fu attenuato, sicuramente in modo molto parziale, da alcune note musicali: lo Z-Cars, storico inno dell’Everton, risuonò nello stadio dei Reds.
Un tratto comune fra le tifoserie è l’odio per tutto ciò che provenga da Manchester. Nel 1984, Liverpool ed Everton si trovarono di fronte nel replay della finale di Coppa di Lega, che si svolse nel vecchio Maine Road di Manchester, allora casa del City. Dalle tribune partì un coro unanime: “where is Manchester?”.
A questo punto, è necessario rammentare che il lettore non è Alice, né l’Inghilterra il paese delle meraviglie. Il rischio di degenerazione è sempre dietro l’angolo… Nel 2005, nei pressi del Goodison Park, a seguito della vittoria per 1-0 dei padroni di casa sullo United, ebbe luogo “La battaglia nella valle di Everton”, il peggior episodio di violenza legata al calcio che si sia mai visto nel Merseyside: un centinaio di tifosi dei Red Devils vennero accoltellati e, negli ambienti hooligans, si assicura che Scousers e Cutters combatterono uniti contro la Red Army.
Tra qualche giorno, un nuovo capitolo della sfida per la supremazia cittadina, ad Anfield. Si può starne certi: stavolta, prima dell’inizio, in quel teatro di mille spettacoli, in quell’arena di mille battaglie, si udiranno soltanto cinque magiche parole: “you’ll never walk alone”. Brividi.
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