LA PESANTE EREDITA’ DI SIR ALEX FERGUSON

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E’ un inizio di stagione tra i più difficili dell’ultimo ventennio per il Manchester United. L’avvicendamento in panchina tra Ferguson e Moyes è stato inevitabilmente traumatico per l’ambiente del club più titolato d’Inghilterra e certamente i primi risultati dell’anno non hanno agevolato l’inizio dell’ex tecnico dell’Everton all’Old Trafford.

Reduci da una trionfale cavalcata nell’ultima Premier League, i Red Devils hanno vissuto tutta l’estate in attesa di conoscere l’esito della questione Rooney, richiestissimo dal Chelsea di Mourinho e più volte in disaccordo col tecnico Moyes, tecnico che lo lanciò ai tempi dell’Everton. Di conseguenza il mercato si è sbloccato soltanto negli ultimi giorni con l’acquisto del possente centrocampista belga Marouane Fellaini per una cifra vicina ai 33 milioni di euro.

L’agevole vittoria all’esordio in campionato a Swansea (4-1) aveva illuso i Diavoli Rossi sulla sicura continuità tra la gestione Ferguson e quella Moyes. Nelle successive cinque gare di Premier, è invece arrivata una sola vittoria, peraltro casalinga contro il Crystal Palace, non certo una squadra di primissimo livello.

Le sconfitte contro Liverpool e Manchester City, le più acerrime rivali dello United, hanno evidenziato i limiti di una squadra che non sembra avere ancora assimilato i dettami tattici del nuovo allenatore. Se contro il Liverpool la sconfitta è stata di misura (1-0) e tutto sommato immeritata, nel derby all’Etihad Stadium, la superiorità dei Citizens è stata schiacciante sotto tutti gli aspetti. Il 4-1 finale è stato perfino clemente nei confronti dello United, che soltanto nel finale ha trovato la rete della bandiera con una magistrale punizione di Rooney. A parziale discolpa di Moyes c’è la condizione fisica non ottimale di giocatori indispensabili come Van Persie, Rooney e Rafael, ma la sensazione avuta è quella di una squadra svagata in campo e priva della sicurezza che soltanto il carisma di un uomo come Alex Ferguson in panchina poteva dare.

Il tonfo casalingo contro il West Bromwich (1-2) nell’ultima giornata  – la prima dopo 14 incontri nella storia dei due club – ha sicuramente confermato il momento di difficoltà dei Diavoli Rossi.

Non è certo il caso di pronunciarsi in maniera definitiva sulle ambizioni reali di titolo sugli uomini di Moyes, ma le avversarie quest’anno sono sicuramente molto più agguerrite della stagione scorsa. Alle solite Chelsea e City, si sono infatti aggiunte all’albo delle pretendenti Arsenal, Tottenham e Liverpool, rinforzatesi in estate e protagoniste di un avvio di stagione molto promettente.

Il calendario ora propone tre sfide sulla carta agevoli per rilanciarsi. Nel prossimo weekend lo United farà visita al fanalino di coda Sunderland, per poi affrontare, dopo la sosta per le nazionali, Southampton e Stoke tra le mura amiche.

L’ambiente intorno a Moyes è compatto e all’interno della società filtra assoluta fiducia nei confronti del tecnico scozzese. Del resto anche un mito come Sir Alex cominciò tentennando la sua carriera all’Old Trafford nel 1986, vincendo soltanto nella stagione 1992-1993 il suo primo titolo. Certo era sicuramente un altro calcio e risulta difficile pensare che la dirigenza americana del patron Glazer possa attendere anni prima di rinfoltire la gloriosa bacheca del Manchester United.