Barton-Arsenal, le parole di Bad Joey sul club londinese alla vigilia del derby col Chelsea.
Joey Barton, centrocampista del QPR e personaggio molto discusso – e discutibile – del calcio inglese, ha rilasciato un’intervista alla Radio BBC nella quale parla dell’Arsenal in vista della supersfida di domenica a Stamford Bridge contro il Chelsea.
Barton vede nell’assenza di trascinatori il vero problema dei Gunners, privi di calciatori in grado di fare la differenza quando il gioco si fa duro. “Nessuno può dire che Wenger abbia fatto un cattivo lavoro nel costruire il club a livello organizzativo, ma questo è stato fatto sacrificando trofei e la competizione ad altissimi livelli. Pensate a quando c’erano i vari Petit,Vieira, Adams e Keown e tutti quei guerrieri e guardate ora lo spogliatoio dell’Arsenal; di quel tipo di giocatori che ti fanno vincere le sfide contro i “top four clubs” ora non c’è affatto abbondanza…”
Il centrocampista inglese ha poi parlato dei metodi di lavoro di Wenger, cambiati rispetto a quelli di un tempo e che non consentono di uscire fuori dalle righe in determinate situazioni nelle quali un po’ di “cattiveria” potrebbe avere effetti positivi. “Rispetto ai primi anni di Wenger c’è stato un cambiamento nelle dinamiche dello spogliatoio. Un giocatore mi ha detto che Arsene non apprezza che si alzi la voce all’intervallo quando le cose non stanno andando bene. Talvolta ci vuole qualcuno che ti galvanizzi e che magari urli e sgridi gli altri. Certamente non è il modo di fare di Wenger, ma ritengo che questa sia una mancanza dell’Arsenal”.
Certamente Barton “gioca in casa” quando si parla di baruffe e comportamenti sopra le righe, ma analizzando le sue parole e quello che è accaduto ai Gunners nelle ultime stagioni, si può certamente ritenere che le sue parole non siano poi così prive di significato. Talvolta la squadra guidata dall’alsaziano è sembrata priva di quel carattere che ha invece contraddistinto i primi dieci anni della sua gestione e il magro, magrissimo bottino ottenuto contro i top club, ne è la dimostrazione più evidente.
Vedremo nella sfida di domani a Stamford Bridge contro l’eterno rivale e nemico Mourinho, se l’Arsenal avrà compiuto quel passo in avanti dal punto di vista caratteriale ed emotivo che è stato alla base degli insuccessi del club negli anni passati.
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