Chelsea-Arsenal: 2-0. Mourinho batte Wenger, Chelsea a 19.
Formazioni:
Chelsea team to play Arsenal: Courtois, Ivanovic, Cahill, JT (c), Azpilicueta; Matic, Fabregas; Schurrle, Oscar, Hazard; Diego Costa. #CFC
— Chelsea FC (@chelseafc) 5 Ottobre 2014
#Arsenal team to play Chelsea: Szczesny, Chambers, Mertesacker, Koscielny, Gibbs, Wilshere, Flamini, Cazorla, Ozil, Alexis, Welbeck #CFCvAFC — Arsenal FC (@Arsenal) 5 Ottobre 2014
Marcatori: Hazard 27′, Diego Costa 78′
Il Chelsea di Josè Mourinho, primo in classifica di Premier League con 16 punti, viene da una difficile trasferta europea in casa dello Sporting Lisbona, dove ha vinto di misura (0-1) e soffrendo non poco, anche sul piano fisico. L’Arsenal ha invece vinto in scioltezza contro il Galatasaray all’Emirates (4-1), mostrando di essere in forma, di aver maturato un gioco costruttivo che valorizza la sorpresa dell’inizio stagione: Danny Welbeck. L’ex Man United ha messo a segno 6 gol nelle ultime 6 partite.
Oggi, a Stamford Bridge, ci aspettiamo di vedere dunque un match in cui entrambe le squadre esprimeranno il loro gioco. Immaginiamo una sfida ben diversa da quella dell’anno scorso, in cui l’Arsenal praticamente non scese in campo (finì con un tennistico 6-0). Sia perché speriamo di assistere a una bella partita, sia perché crediamo che l’Arsenal quest’anno abbia acquisito un po’ di maturità in più per competere contro una squadra solida e astuta come il Chelsea.
I Blues sono i favoriti dei bookmakers, e vincendo allungherebbero il distacco dalle dirette concorrenti (ricordiamo che in contemporanea si gioca anche Tottenham v Southampton).
PRIMO TEMPO – Il match inizia con 15 minuti di ritardo: il fischio d’inizio è stato spostato per consentire l’ingresso in campo di una parte della tifoseria che era stata bloccata all’esterno dello stadio, a causa del fermo di un tifoso.
Le squadre sono messe in campo in maniera speculare: 4-2-3-1 da entrambe le parti, con interessanti parallelismi tra Diego Costa e Welbeck, che partono ambedue molto dietro per fare densità a centrocampo.
Il primo tiro in porta arriva al 3′ con Sanchez, che trova un po’ di spazio nel traffico; il Chelsea sta molto attento a coprire tutte le linee di passaggio, consapevole della pericolosità tecnica dei vari Sanchez Wilshere e Özil, il quale questa volta viene schierato sulla destra.
Al 10′ un duro scontro tra Sanchez e Courtois mette un po’ di apprensione, il portiere belga necessita di cure ma poi torna in campo. Hazard varia su tutto il fronte offensivo, cominciando a creare qualche problema alla linea di difensori dell’Arsenal.
Scintille intorno alla metà del primo tempo: Cahill viene ammonito per un brutto fallo su Sanchez (che poteva valere anche il rosso per il difensore del Chelsea) e Wenger ha una reazione spropositata: invade l’area tecnica di Mourinho e mette le mani addosso al portoghese, spingendolo indietro. Non si era mai visto un Wenger così!
Due minuti dopo, al 22′, viene ammonito Chambers per aver fermato Hazard in contropiede sulla fascia sinistra. E Cech sostituisce Courtois, che viene portato in ospedale per accertamenti (23′).
Al 27′ si scatena Hazard: parte dal centrocampo, salta tutti, entra in area di rigore e viene fermato da un fallo sanguinoso di Koscielny, che porta al calcio di rigore. Il difensore poteva essere espulso, perché il belga si sarebbe trovato da solo davanti a Szczesny. Hazard non sbaglia e porta il Chelsea in vantaggio: 1-0!
Si conferma la media di quest’anno: i Gunners sono più vulnerabili nei primi tempi, avendo subito (ad ora) 6 degli 8 gol incassati nei primi 30 minuti. L’Arsenal impiega la fine del primo tempo per recuperare un po’ di terreno, soprattutto in termini di convinzione: con una fragile psicologia nei grandi scontri, i Gunners non possono permettersi di concedere margini “mentali” al Chelsea. Wilshere e Sanchez sono i più attivi tra le file dell’Arsenal, ma i Blues sembrano poter approfittare dei tanti palloni persi sulla trequarti dai ragazzi di Wenger. Come infatti accade al 44′, quando Hazard apre in maniera meravigliosa a sinistra per Schürrle, con un cambio gioco stratosferico per precisione e ampiezza: il tedesco viene atterrato appena fuori dall’area da Chambers, che rischia il rosso, essendo già ammonito.
Dopo 4 minuti di recupero, le squadre tornano negli spogliatoi.
SECONDO TEMPO – Si torna in campo con le stesse squadre della prima frazione di gioco. L’Arsenal prova a farsi vedere in avanti, cercando, più che la precisione o la pericolosità, di dimostrare al Chelsea di essere pienamente nel match. Al 50′ ci prova Cazorla dal limite dell’area, che incrocia ma chiude un po’ troppo. Al 58′ Szczesny ha un grande riflesso su un disastroso intervento di Flamini, che stava per compiere un autogol nel tentativo di mettere in angolo un cross da parte di Hazard.
A cavallo del 60′ l’imprecisione di Schürrle in un paio di occasioni salva l’Arsenal dal doppio svantaggio.
Come all’inzio primo tempo, la partita torna ad essere molto fisica; gli schemi tattici sono, come prevedibile, sballati; per cui, ad avere la meglio sono i calciatori che meglio si adattano ad occupare più ruoli nello scacchiere di Chelsea v Arsenal. Tra questi, non c’è senz’altro Özil, ancora carente in personalità: uno dei peggiori in campo, insieme a Koscielny. Al 69′ Cazorla lascia il posto a Oxlade-Chamberlain, mentre uno stanco e discreto Schürrle esce per Mikel.
Sfiora Fabregas con il braccio e devia in angolo un tiro di Wilshere: ha rischiato il rigore anche lui…
A quindici minuti dalla fine, Diego Costa e Hazard combinano in area di rigore, invertendosi i ruoli: per poco il belga non chiude la partita. E due minuti dopo allora lo fa Diego Costa: su assist di Fabregas dalla metà campo, splendido, il centravanti scavalca Szczesny con un pallonetto non difficile. 2-0 Chelsea!
Wenger ci prova, sostituendo Sanchez con Podolski (78′) e Wilshere con Rosicky (83′), ma il tempo stringe e le occasioni non arrivano. Nel Chelsea, all’87’ esce Oscar, che ha fatto un lavoro oscuro ma molto importante, per Willian.
Nel corso del primo minuto di recupero, Welbeck compie un’entrataccia su Fabregas, che gli costa il cartellino giallo.
Finisce qui, 2-0, dopo 4 minuti di recupero.
Wenger perde ancora contro Mourinho, per la settima volta su dodici incontri (cinque i pareggi). L’Arsenal dimostra di non essere guarito dalla sua malattia “big matches”: l’anno scorso, 17 dei 41 gol concessi dall’Arsenal (ovvero il 41%) erano arrivati in sole tre partite: contro il Man City (6-3), il Liverpool (5-1) e il Chelsea (6-0). Quest’anno i gol subiti negli scontri diretti (1 dal Man City e 2 dal Chelsea) sono diminuiti di gran lunga, ma l’atteggiamento globalmente più remissivo dell’avversario e l’incapacità di imporre il proprio gioco rimangono lì, a consacrare l’Arsenal come una delle squadre più eleganti e inconcludenti della Premier League. Farà arrabbiare i suoi tifosi, questa definizione; ma da queste partite c’è da imparare: il Chelsea potrà vincere il titolo, perché è in grado di dividere la tensione nei momenti del match, di smaltirla, senza temere il peso della responsabilità. E con un Hazard così brillante, un Fabregas così illuminante e un Diego Costa così decisivo sarà difficile che la Premier, quest’anno, non finirà nella bacheca di Fulham Road.
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