Nella storia del Manchester United purtroppo non ci sono soltanto storie positive, e nel reparto dedicato a quelle negative si ricorda la tragedia aerea di Baviera del 1958. Ripercorriamo questa tragedia che scosse l’intero mondo del calcio e che mise fine alla vita di tanti grandi campioni, giornalisti e civili.
I BUSBY BOYS – La squadra del Manchester United verso la fine degli anni 50 era soprannominata “The Busby Boys” per via del nome del tecnico Matt Busby. Questo gruppo di calciatori furono scoperti da Jimmy Murphy, capace di far passare i suoi giovani ragazzi dal settore giovanile alla prima squadra allenata appunto da Busby. I giocatori in questione erano considerati dei veri e proprio idoli a Manchester per il loro attaccamento alla maglia (rifiutarono tutte le proposte di trasferimento) e per le loro grandi doti calcistiche. I Busby Boys vinsero il campionato nel 1955-56 e nel 1956-57 alla tenera età di 21 e 22 anni ed i tifosi dello United erano pronti a scrivere anni di grandi trionfi.
I PRIMI PROBLEMI NEL DECOLLO – Il club di Manchester aveva noleggiato un aereo per far ritorno dalla trasferta di Belgrado, dove strappò la qualificazione alle semifinale della Coppa dei Campioni, ma già dall’inizio ci furono alcuni problemi. Il volo inizialmente fu ritardato di un’ora poiché Johnny Berry perse il suo passaporto, e successivamente si dovette fermare a Baviera per fare rifornimento.
Il capitano del volo 609 della British European Airways, James Thain fallì i primi due tentativi di volo per via del surriscaldamento del motore sinistro, ed al terzo tentativo decise di decollare ritardando l’accelerazione del motore in questione. Per questo motivo l’aereo dovette usare utilizzare un tratto di pista che quel giorno non fu utilizzato da nessun altro mezzo aereo ed in questa zona era presente uno strato di neve sciolta.
LA GRANDE TRAGEDIA – Alle 15:04 del 6 febbraio del 1958 l’aeroplano si staccò dal suolo senza riuscire a prendere quota e di conseguenza finì con lo schiantarsi contro una recinzione e successivamente in una casa, al momento vuota; al momento dell’impatto si distrussero parte dell’ala e della coda, e per via di tutto ciò il velivolo prese fuoco. Il lato sinistro prese in pieno un albero, mentre il lato destro un capanno di legno che conteneva un camion pieno di pneumatici e carburante che esplose all’impatto.
A bordo dell’aereo vi erano 44 persone in totale, 23 riuscirono a salvarsi, mentre per le restanti 21 non ci fu scampo.
UN ADDIO DOLOROSO – La sciagura in questione tracciò un bilancio negativo per il calcio inglese. Sul colpo persero la vita ben 7 giocatori, il capitano Roger Byrne (titolare nella nazionale inglese), l’attaccante Tommy Taylor (miglior attaccante inglese del periodo) che stava progettando il suo matrimonio, il giovane mediano Eddie Coleman (nelle liste dei migliori club europei), David Pegg (nel giro della nazionale dei Leoni), Billy Whelan (punto cardine della nazionale irlandese), lo stopper difensivo Mark Jones (lasciò una giovane moglie e un bambino piccolissimo) e la riserva difensiva Geoff Bent che odiava prendere l’aereo e fu obbligato a salire.
Inoltre perirono in quella tragedia parte dello staff tecnico ed alcuni giornalisti che seguivano la squadra inglese, tra cui Frank Swift, ex grande portiere dello United e della nazionale inglese che ricoprì il ruolo di telecronista dopo il suo addio al calcio.
BUSBY & CHARLTON – Il creatore di quel bellissimo United, Busby, rimase gravemente ferito e rimase appeso tra la vita e la morte per un lungo periodo, ma dopo alcune settimane fu dichiarato fuori pericolo. Bobby Charlton, promessa del calcio inglese, rimediò “soltanto” alcuni giorni di ospedale e su di lui in futuro il tecnico avrebbe ripreso a ricostruire lo United.
LE INDAGINI – Le autorità aeroportuali tedesche intentarono un’azione giudiziaria nei confronti del pilota del volo 609, il capitano James Thain, che sopravvisse allo schianto, imputandolo di esser decollato senza sbrinare le ali, e attribuendoli la piena responsabilità della tragedia. I testimoni affermarono che la colpa non fu del pilota, di fatto i tedeschi si basarono su una foto scattata prima della partenza dove era visibile uno strato di neve, ma controllando i negativi originali non si vide nulla di tutto ciò.
I testimoni che accorsero subito dopo lo schianto non furono presi in considerazione ed il processo contro Thain andò avanti fino al 1968, quando finalmente fu dichiarato innocente a tutti gli effetti. La causa ufficiale dello schianto fu un accumulo di ghiaccio e neve sciolta, che impedì al velivolo di raggiungere la necessaria velocità per il decollo. Thain dopo l’incidente non fu reintegrato, andò in pensione e fece l’avicultore nel suo allevamento; morì nel 1975 per un attacco di cuore.
LE CRITICHE – Brian Glanville, lo storico commentatore inglese, pochi giorni dopo la tragedia, lanciò delle critiche al Manchester United e all’organizzazione di quel volo. Si chiedeva il perché non furono utilizzati due aerei invece che soltanto uno, ripetendo l’errore della tragedia del Torino a Superga. Attaccava i dirigenti, sperando nella loro censura, per la pazzia che portò a questa grande dolorosa tragedia.
I RICORDI DEI SOPRAVVISSUTI – Bill Foukes successivamente disse: “Ci fu un impatto tremendo. Guardai giù e sotto i miei piedi l’aereo si spezzò in due. Uscimmo velocemente facemmo ciò che potemmo per aiutare le persone che erano state ferite”, mentre un altro sopravvissuto rilasciò: “Quando mi sono svegliato, ero in una corsia di ospedale con altri cinque della squadra. Ho cominciato a chiedermi dove fossero tutti gli altri e lo chiesi ad un prete, che mi rispose che ciò che vedevo era la nostra rimanenza e che gli altri erano deceduti.”
DIMENTICATI DA TUTTI – Alcuni giocatori come Charlton riuscirono a ricostruire la propria carriera, ma per molti altri non fu certamente cosi. Albert Scanlon si lamentò del fatto che ricevettero solo lo stipendio nel periodo di lungodegenza e che se mai volesse andare allo stadio dovrebbe persino pagare il biglietto per entrare. Anche Ray Wood si lamentò del fatto che non ebbero dei riconoscimenti, come se i Busby Boys fossero stati dimenticati nel nulla, ma il presidente Edward rispose che al tempo non vi erano dei fondi e che al giorno d’oggi si cercherà di fare qualcosa per loro.
L’ULTIMO RICORDO – L’ultimissimo atto di questa storia è stato scritto a Barcellona nella notte magica del 1999. Era la finale della Champions League e lo United al 90° minuto era sotto di una rete a zero contro i tedeschi del Bayern Monaco, ma nei 3 minuti di recupero compie una clamorosa rimonta e vinse la Coppa dei Campioni. Era la notte del 26 maggio, il giorno del compleanno di Sir Busby, scomparso 5 anni prima, ed i tifosi dei Red Devils giurarono di sentire la presenza di Busby e dei suoi ragazzi, erano ritornati per portare ancora una volta lo United a vincere quel prestigioso trofeo, perché il sogno dell‘Old Trafford non avrà mai fine.
- Alla scoperta di… Yan Couto, il nuovo Dani Alves - Maggio 30, 2021
- Fantasy Premier League – La Classifica Finale - Maggio 27, 2021
- I Top5 e i Flop5 della Premier League 2020/21 - Maggio 24, 2021




