IRONS CORNER – Occasione sprecata

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L’ultima partita con l’Everton suona proprio così: un’occasione di redenzione sprecata dopo il poor game contro il Watford, perché per quanto visto in campo, la vittoria era alla portata dei ragazzi di coach Bilic; ma quanto di questo pareggio è demerito nostro e quanto invece è attribuibile ad un mix tra tiri sfortunati e “merito” dei nostri arcigni avversari?

The match – I ragazzi partono in quarta, ritmo spumeggiante anche se poca fortuna sotto porta, e permettono alla squadra del Merseyside di affacciarsi in avanti pericolosamente solo dopo almeno un quarto d’ora. Spenti gli entusiasmi iniziali, la gara resta comunque piacevole, soprattutto quando il nostro gioiellino Lanzini (complimenti a tutti gli osservatori europei per averlo ignorato e averci lasciato questa perla) decide di deliziarci con una rete di pregiata fattura… ci sta abituando bene il ragazzo!

Purtroppo dal gol in poi la partita si è complicata, certo, eravamo in vantaggio, ma se già prima la squadra di Martinez non ci stava regalando carezze, una volta passati in svantaggio hanno iniziato a pestare come fabbri, neanche fossero loro i Martelli! Tierney, l’arbitro della gara, onestamente non è sembrato all’altezza, anzi pareva piuttosto intimidito e restio a tirare fuori cartellini, portando il match a giocarsi prevalentemente sul piano fisico che su quello tecnico-tattico e lasciando spazio ad interventi, quale quello di McCarthy su The Flash Payet, al limite del reato di lesioni personali gravi.

Il countdown al gol di Lukaku, che onestamente potrebbe trovarsi un altro hobby oltre quello di segnare contro di noi, era cominciato, e lui, puntuale come “Una poltrona per due” a Natale, a dieci minuti dal nostro vantaggio va ad insaccare il pareggio. Nonostante ciò, a dispetto delle uscite per infortunio di Payet e poi anche di Valencia (subentrato proprio al posto di The Flash), cagionati rispettivamente dal McCarthy e Coleman per i quali sono certa esista un apposito girone infernale, i ragazzi hanno cercato comunque di portare a casa la vittoria, sfruttando un Moses in stato di grazia. Purtroppo di pareggio si è trattato, peccato, perché per quanto fatto vedere dagli Irons, forse, non ci fossero stati quei maledetti infortuni, si sarebbe potuto ottenere qualcosa di più.

Bilic & co. – Il condottiero croato sta lavorando bene: dopo le prime infelici uscite casalinghe, sembra aver trovato la chimica giusta per dare agli Hammers una quadratura ad Upton Park che gli ha permesso di far scricchiolare la solida difesa dei Toffees. Purtroppo gli Irons hanno ancora qualche problema a mantenere lucidità nell’aggredire l’avversario, e dopo il vantaggio, forse un’inconscia voglia di respirare ha fatto mollare un po’ la presa: ciò contro una squadra come l’Everton non è ammissibile, infatti il pareggio è arrivato quasi immediatamente. Il rock nello spogliatoio deve comunque aver riportato coi piedi per terra la squadra che, nonostante infortuni e arbitraggio morbido, ha cercato sempre la vittoria, che carattere!

Moses merita la menzione d’onore : ha letteralmente causato più di un mal di testa a Galloway, mettendo lo zampino in ogni azione veramente pericolosa del WHUFC, insieme al gioiellino Lanzini è stato sicuramente il migliore in campo. Consistente, seppur non appariscente, la gara dell’eminenza grigia Mark Noble, che alcuni (scellerati) considerano non all’altezza degli obiettivi della squadra, il capitano ha fatto la sua parte, lottando com’è nella sua natura e sembra in ripresa dopo alcune opache prestazioni.

The Second Coming – Andy, com’era prevedibile, ha sofferto l’isolamento in questa partita, il centrocampo claret&blue non è riuscito ad approfittare della sua fisicità e dei suoi centimetri, rimanendo troppo distante e lasciando AC9 a vedersela da solo con la muraglia Toffees. Carroll non è Sakho e il condottiero croato dovrebbe pensare a modificare il piano di gioco quando il ragazzone è in campo: Andy ha grandi qualità fisiche e da cecchino che, specie in una gara in cui il risultato è bloccato e gli avversari si difendono in modo così duro, avrebbero potuto e potrebbero rappresentare una svolta, la differenza tra una vittoria e un pareggio.

Adesso abbiamo un po’ di tempo, gentilmente concessoci dalla, da me poco sentita, pausa per le nazionali, prima di andare ad insegnare il calcio ad una squadra di cui ora non ricordo bene il nome, Totten…qualcosa, speriamo che il nostro staff medico faccia miracoli e intanto prepariamoci ad affrontare un weekend senza WHUFC.
COME ON YOU IRONS!

Elisa Villani