Nell’anno del Signore 1973 eravamo praticamente nella stessa situazione infatti loro vivevano ancora nel ricordo della coppa alzata sette anni prima mentre noi agli ultimi mondiali avevamo raggiunto la posizione migliore possibile per una squadra di esseri umani e cioè il secondo posto, con tanti saluti da Jairzinho, Tostao, Pelè e Rivelino.
Europei del 72 abbastanza male per entrambe con due meste eliminazioni ai quarti di finale contro la solita Germania Ovest loro e contro un sorprendente Belgio noi. Insomma un periodo nero per due madri del calcio europeo e mondiale, l’Italia e l’Inghilterra. In quell’anno ci furono ben due “amichevoli” tra le due nazioni per due diverse date da ricordare: a Giugno ospitammo i Maestri per festeggiare il 75° anniversario della nascita della FIGC e vincemmo due a zero aiutati anche da un caldo torrido(durante le stesse celebrazioni avevamo battuto anche il Brasile mostrando anche sprazzi di bel giuoco); invece in inverno fummo noi ospiti a Wembley in un anniversario che senza nulla togliere alla nostra cara e sempre ligia federazione è molto più affascinante: il 14 Novembre 1973 erano passati esattamente 39 anni dalla leggendaria battaglia di Highbury, sfida in cui perdemmo 3-2 giocando però per 80 minuti con un uomo in meno e dando filo da torcere agli inglesi che all’epoca avevano tanta puzza sotto al naso verso chiunque non fosse d’oltremanica e calciava un pallone(e qualche volta avevano ragione a pensare così).
Ulteriori elementi “mistici”: mai l’Italia aveva vinto fuori casa contro l’Inghilterra e, indovinate un pò, quindici minuti prima dell’inizio dell’incontro inizia a cadere una pioggerellina fitta fitta all’ inglese degna della guerra dei trent’anni….. Formazioni cosi in campo alle 20 ora locale agli ordini del pacioso portoghese Signor Marques Lobo INGHILTERRA:Shilton, Madeley, Hughes, Bell, McFarland, Moore, Currie, Channon, Osgood, Clarke (dal 74′ Hector),Peters. Ct: Alf Ramsey.
ITALIA:Zoff, Spinosi, Facchetti, Benetti, Bellugi, Burgnich, Causio, Capello, Chinaglia, Rivera, Riva. Ct: Ferruccio Valcareggi.
In poche parole quasi se non proprio per intero le formazioni-tipo.Nemmeno a dirlo gli inglesi partono a mille all’ora,un ritmo insostenibile per gli azzurri che infatti scelgono presto e saggiamente di mantenere le posizioni e una volta contenute senza troppe sofferenze le sfuriate iniziali di Channon e Currie anche grazie ad un intervento come al solito senza fronzoli del nostro buon Dino, ripartire alternando lanci lunghi per Riva e Causio e, quando il pressing inglese diventa soffocante, affidarsi ai piedi del divino Rivera per liberare area, tre quarti e propria metà campo con brevi tocchi che fanno una volta ancora sospirare per eleganza e leggiadria, i presenti italiani e non. Alla fine del primo tempo il tabellino delle reti è vuoto ma parla di un ‘Inghilterra sicuramente più offensiva ma anche di un’Italia che non si è mai sottratta allo scontro fisico e in fin dei conti ha retto senza mai dare l’impressione di capitolare rispondendo spesso e volentieri con rapidi capovolgimenti.
Stesso canovaccio tattico nella ripresa con gli inglesi che mano mano perdono lucidità ma diventano sempre più rabbiosi e Zoff che viene sempre più spesso chiamato in causa, il tutto interrotto sempre più spesso dai contropiedi azzurri di Chinaglia,Benetti e Riva.All 35° della ripresa l’Italia corre il pericolo più grande su un cross di Madeley e quindi quasi clamorosamente inizia a spingere e sette minuti dopo arriva il contropiede perfetto: la difesa si appoggia in uscita a Capello, apre per Chinaglia sulla destra che prima dribbla Mc Farland e poi scaraventa uno scaldabagno che Shilton può a malapena deviare verso il centro dell’area di rigore dove arriva Capello che aveva seguito l’azione e depone docilmente la palla in rete portandoci in vantaggio.La reazione degli albionici e a dir poco furibonda ma la difesa dell’Italia è solida e non si spaventa portando tranquillamente la nave in porto.
In una sola notte i ragazzi di Valcareggi riuscirono in molteplici obiettivi: riscattarono i leoni di Highbury, vinsero per la prima volta oltremanica e presero anche una vendetta personale dato che furono soprannominati prima del match “squadra di camerieri” per il passato lavorativo inglese di Chinaglia, dai sempre gentili tabloid della Regina…..
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