FOCUS-Ardiles, l’apolide di guerra

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Maradona lo fece al napalm.Lo fece di mano, umiliando tutti i centrocampisti  difensori inglesi, con rabbia, volutamente, non mi prendete mai, sono più bravo(ci mancherebbe) e anche più furbo dell’arbitro, di voi e di tutto il vostro popolo; divise perpetuamente due popoli che perpetuamente divisi lo erano già. Si prese una vittoria calcistica personale e per il suo popolo sulla sconfitta alle Malvinas che ha ben vedere un uomo argentino di Cordoba aveva già ottenuto anni prima in uno stadio di Birmingham, una vittoria presa ancor prima della fine della guerra anzi, appena un giorno dopo il suo inizio, una vittoria presa senza sparare, dando solo due(qualcuno in più) calci ad un pallone in un territorio solo teoricamente ostile come solo i grandissimi sanno fare.

Il 2 Aprile 1982 il presidente dell’Argentina, il generale Leopoldo Galtieri decise di dichiarare guerra al Regno Unito per riprendersi dopo circa 150 anni le Isole Falkland, più che per l’arcipelago in sé per sé per calmare le acque all’interno del paese che per al giunta dei militari si stavano facendo sempre più tumultuose. I britannici con in testa la lady di ferro Margaret Thatcher ne fecero immediatamente una questione di sopravvivenza nazionale, per non dimostrare la decadenza del decaduto impero coloniale e, anche in questo caso, mettere sotto il tappeto qualche cumulo di polvere e proteste nascenti oltremanica.Arrivarono i morti e dopo l’iniziale effetto-sorpresa a favore dei sudamericani in due mesi l’Inghilterra ne venne a capo e ribadirono il nome delle isole:Falkland.

Il 3 Aprile 1982 al Villa Park si giocò una semifinale di Fa Cup tra il Leicester e il Tottenham Hotspur e appena un centrocampista degli Spurs tocca il primo pallone nei primissimi secondi del match viene letteralmente e quasi fisicamente sommerso da fischi, ululati, grida e infine dal coro “England,England”. Cosi per 90 minuti 90. Il protagonista di tutte queste affettuosità è Osvaldo Cèsar Ardiles , sontuoso centrocampista da 222 presenze nel Tottenham in 10 anni dal 1978 al 1988 con una amarissima pausa di un anno. Con ordine: Ardiles nasce a Cordoba il 3 Agosto 1952 e dopo piccole esperienza nella sua città si fa conoscere come il grandissimo giocatore che è prima in sudamerica all’Huracan e poi al mondo intero, guidando la selecciòn al trionfo mondiale in casa nel 1978, protetto senza soluzione di continuità alle spalle dal Caudillo(un pò troppo simpatizzante a destra) Daniel Passarella e   armando la perennemente assetata bocca di fuoco di Mario Kempes. Subito dopo la fine della Kermesse mondiale decide di metter casa a White Hart Lane accompagnato da un altro centrocampista argentino campione del mondo, Ricardo Villa che rimase con lui in Inghilterra fino al 1983 ed anche durante la guerra grazie ad un passaporto italiano(durante lo scontro era vietato alle persone argentine lavorare in Inghilterra).

Ovviamente tutti in madrepatria e non solo presero per pazzi Villa e soprattutto Ardiles che con il suo talento(molto forse troppo brevemente: il riassunto perfetto di Xavi ed Iniesta di circa 40 anni fa) poteva scegliere di andare a giocare ovunque volesse.Ovviamente lui se ne fregò.Ovviamente nei primi due anni fece vedere a malapena il 30% del suo repertorio.Disse:“Noi giochiamo alla sudamericana e i nostri compagni all’inglese. Non ci capiamo molto”. Beh, Ossie (soprannome del buon Ardiles in Inghilterra, a cui dedicarono anche una canzone “Ossie’s Dream”, hit per diverse settimane) non ci voleva molto a capirlo. Ovviamente tutti a dire ecco si sapeva, ma cosa volevate fare lì al Tottenham, loro giocano diversamente, non sarete mai accettati. Ovviamente rimangono e trascinano gli Spurs alla vittoria in FA Cup e Charity Shield. Chicca e ulteriore riconoscimento personale per Ossie: nel 1981 parteciperà come attore al film Fuga per la vittoria(leggendaria la sua bicicletta) con Pelè, Moore e Van Himst(e Stallone).

Siamo ritornati alla stagione 81/82 e ai fischi dei tifosi inglesi a quel calciatore rimasto apolide per due mesi:traditore in Argentina perché giocava in Inghilterra, traditore in Inghilterra perché era argentino.Gli unici a non essersi fatti condizionare dall’inutile guerra furono proprio i tifosi degli Spurs che difesero il loro beniamino a dispetto delle bandiere e dei fantomatici interessi nazionali: non gli girarono le spalle e replicarono con il coro “Argentina, Argentina” per tutta la partita ed esposero un celebre striscione:”Potete tenervi le Malvine se ci lasciate Ossie”.

 

Finale giustamente dolce come lo zucchero(di canna, che fa meno male): nel 81/82 il Tottenham bissa la vittoria in FA Cup senza Ardiles per tre motivi:1) dovette partire per il mega ritiro anticipato della sua nazionale in vista di Espana 1982,amaro mondiale in cui venne a sapere della morte del cugino sui cieli di quelle maledette isole;2) come suddetto nessun argentino poteva lavorare in Inghilterra durante il conflitto;3) non sussistevano le condizioni minime per andare in giro per il paese a farsi insultare, infatti Ardiles trascorse una grigia e uggiosa stagione in prestito al PSG prima poter finalmente ritornare a casa, rimanerci fino al 1988, vincere la Coppa Uefa 1983/84 ed entrare nelle grazie all-time dei tifosi Spurs.