Delusione per come è maturato il risultato. Questo è il sentimento che circonda un po’ tutti gli Evertonians dopo il match di ieri. Perché l’avversario non era imbattibile e i nostri ragazzi non hanno avuto un approccio come si deve alla partita.
GUNNERS – L’Arsenal è un ottima squadra. Le assenze di Wilshere, Walcott e Ramsey sono importanti e il pacchetto arretrato non è stato esente da colpe come capita spesso alla squadra di Wenger ma il collettivo è di ottima qualità e la vittoria è stata meritata. I padroni di casa hanno affrontato l’avversario con il giusto piglio, sfruttando le invenzioni di Ozil e le scorribande di Cazorla e Chamberlain. L’errore di Gareth Barry che ha concesso il rigore trasfrormato da Arteta (a proposito, quell’esultanza potevi risparmiartela caro il mio Mikel) ha spianato la strada al 4 a 1 finale.
TOFFEES – Il risultato è fin troppo netto per gli uomini di Martinez. I nostri hanno giocato bene e hanno avuto anche un’occasione d’oro, nella ripresa, per passare in vantaggio ma Ross Barkley ha calciato alto da posizione favorevole. Li ci sarebbe potuta essere una svolta positiva per noi e, forse, oggi racconteremmo un’altra storia ma tant’è. Di sicuro, la squadra è apparsa stanca con l’andare dei minuti. Normale per chi ha in rosa giocatori acciaccati o appena rientrati da infortuni. Ma, più di altri motivi, è stato un approccio molle l’origine della sconfitta.
MENTALITA’ – Il Boss deve lavorare sulla testa dei suoi giocatori e fargli capire che le partite si devono giocare dal primo minuto e non cominciare a giocare quando si va in svantaggio. E’ capitato altre volte, quest’anno, di vedere un Everton costretto a rincorrere a causa di errori di distrazione (Derby al Goodison), timoroso (sconfitta in trasferta col City) o impreparato ad affrontare la partita (Derby ad Anfield). Sotto questo aspetto bisogna fare un lavoro migliore. Le attenuanti ci sono e bisogna tenerne conto ma a me piace la gente che lotta e che, anche se inferiore come qualità, almeno ci prova convinta di poter portare a casa il risultato. Ieri, commentando la partita con i ragazzi di Everton Italia, son saltati fuori i nomi di Parkinson, Horne, Ferguson etc. Tutti giocatori che non saranno stati talenti rari ma che non si risparmiavano mai e lottavano per la loro maglia. Secondo me è su questo tipo di giocatore che il nostro allenatore deve puntare, qualcuno che faccia da guida ai nostri giovani quando la partita si fa difficile.
FUTURO – Il lavoro fatto quest’anno è stato molto buono. Bisogna tenerlo ben presente. La strada per migliorare è perseguibile ma bisogna farlo in maniera intelligente. Dobbiamo confidare nel lavoro del nostro Manager e del suo staff. Per ora, rimane l’amarezza di aver perso ma, intanto, fin li ci siamo arrivati e non era scontato guardando da dove eravamo partiti quest’estate.
Davide Ghilardi
EVERTON ITALIA
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