HILLSBOROUGH, 25 YEARS AGO
25 anni fa il 15 Aprile del 1989 si compiva una delle tragedie più tristemente note del calcio inglese e probabilmente mondiale. 96 tifosi dei Reds non tornarono mai a casa perdendo la vita in quel sanguinoso pomeriggio.
Pensare di poter morire in uno stadio seguendo la propria squadra del cuore è qualcosa di inammissibile, eppure quell’incidente si verificò; a causa di inadempienze ai doveri di coloro che avrebbero dovuto garantire alla sicurezza dei tifosi che quel giorno si erano spinti all’Hillsborough Stadium di Sheffield per assistere alla semifinale di FA Cup tra Liverpool e Nottingham Forrest.
Tra quelle 96 anime innocenti vi era anche quella di Jon-Pol Gilhooley, il più giovane a perdere la vita in quel drammatico giorno di 25 anni fa. Nella fattispecie si tratta anche del cugino di Steven Gerrard, il quale da grande uomo prima che grandissimo giocatore ha ricordato svariate volte essere il motivo per il quale ha raggiunto i risultati che ha raggiunto. La spinta dall’alto a diventare quello che è diventato, ovvero uno dei centrocampisti più forti della storia del gioco.
VITTORIA PER I 96
Domenica il Liverpool si è imposto sul Manchester City con una vittoria di vitale importanza per le sorti della propria stagione.
La truppa di Rodgers dopo un roboante primo tempo al termine del quale conduceva per 2 a 0 si è fatta raggiungere nel risultato in pochi minuti intorno al quarto d’ora della seconda frazione, rischiando per altro di capitolare dopo qualche sbandata difensiva di troppo. Invece a poco più di 10 primi dal triplice fischio un errore in rinvio di Kompany ha regalato una chance a Coutinho che con il destro di prima intenzione è riuscito a superare Hart e a far esplodere Anfield intero.
Al termine della partita le lacrime di Gerrard regalano un’immagine toccante che dipinge il capitano, giocatore determinato a vincere più di qualunque altro quel titolo che unico nella sua gloriosa bacheca ancora non giace.
Probabilmente il suo pensiero sarà volato all’amato cugino che ancora una volta dall’alto assisteva alle sue imprese, sicuramente sarà una lotta serrata fino all’ultima giornata.
Rimangono ora quattro “finali” da provare a conquistare (con un Henderson in meno, rosso diretto per lui nel finale concitato contro i Citizens e con uno Sturridge in forte dubbio, uscito malconcio dalla stessa partita), con la stessa grinta con sono state conquistate queste 10 vittorie consecutive.
RISPETTO
Permettetemi di concludere facendo una considerazione su quanto il calcio inglese sia più avanti in tutto e per tutto rispetto al nostro.
Mentre da noi si espongono striscioni di sfottò contro morti e tragedie che hanno colpito squadre rivali (Superga è solo un esempio) e si fischia nei minuti di silenzio, praticamente ogni squadra della Premier League e anche alcune di categorie minori, ha espresso il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime di quel tragico giorno all’Hillsborough Stadium e alla tifoseria del Liverpool in generale.
Durante il minuto di silenzio in onore dei 96, prima delle partite di questo turno, in ogni stadio regnava una quiete immobile, quasi paradisiaca nella sua rispettosità. Tutto per un minuto si è fermato per qualcosa di molto più importante di una partita “di cartello”, la memoria di 96 innocenti morti ingiustamente davanti alla loro squadra del cuore.
Anche per questi 96 tifosi forse più che mai questo è l’anno in cui bisogna vincere il titolo.
Y.N.W.A.
Filippo Donada
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