A Hard Day’s Night
Fateci caso, quando capita di incontrare un lontano parente, un amico che non vediamo da tanto, un ex compagno di scuola, ci si abbraccia e si pongono le solite domande ‘Da quanto tempo..come stai..che mi racconti..’, le risposte mediamente (tanto per utilizzare un termine Verdoniano) sono ‘Tutto bene dai, un po’ stressato, sempre di corsa, ma tutto bene’. Mi ha sempre stupito il modo in cui oramai attribuiamo in modo del tutto automatico le condizioni di stress e isterica fretta alla nostra vita, considerando come positivo solo tutto ciò che avviene al di là di questo stato. Sarebbe forse più corretto rispondere ‘Non molto bene, ultimamente sono molto stressato e vado sempre di corsa..”. D’altronde bisogna pur stare al passo con i tempi e, ad oggi, riuscire a portare a termine tutti gli obiettivi prefissati sembra diventato il driver principale di questa epoca.
Ne sapevano qualcosa anche i FabFour, sebbene ci riferiamo ad un’altra epoca, capaci di registrare ben 13 album in studio dal 1963 al 1970, centinaia di concerti, vari film, colonne sonore, migliaia di interviste, numerosi libri, non-album singles, infiniti viaggi e molto altro, ben otto anni di totale abbandono al mondo musicale. Se avessimo avuto la possibilità e la fortuna di incontrare Ringo Starr la sera del 19 Marzo 1964, alla domanda ‘Ehi, come va?’ avrebbe risposto proprio così: ‘It’s been a hard day’s night’. Si trattava di una delle serate in cui i Beatles stavano girando il film intitolato appunto “A Hard Day’s Night” che dava il titolo anche al singolo in 45 giri e al terzo album della loro carriera. Ringo Starr spiega come quell’espressione sia nata in modo del tutto spontaneo, quel giorno avevano cominciato a lavorare di mattina presto, terminando solo a notte fonda.
“It’s been a hard day’s night
and I’ve been working like a dog
It’s been a hard day’s night
I should be sleeping like a log..”
L’accordo iniziale del brano è un G7sus4 (che in italiano si legge ‘Sol settima sospeso quarta’) dove rimane sospesa, ovvero viene a mancare, una delle note facenti parte dell’accordo. È uno degli accordi più studiati nel corso degli ultimi decenni dagli appassionati di musica, per il quale esistono interi siti internet che ne parlano e migliaia di tribute bands che tentano di riprodurlo, non sempre con il migliore dei risultati. George Harrison disse che John Lennon lo suonò per caso, ma capirono subito che fosse ciò di cui avevano bisogno per dare la giusta scossa all’inizio del pezzo. La sua importanza nella loro carriera è paragonabile forse solo al MI maggiore di chiusura del brano “A day in the life”, infatti dà il via al loro periodo più pieno e creativo, sembra quasi lo sparo dello starter prima del record sui 100 metri di Bolt.
Mister Klopp deve aver udito lo stesso suono lo scorso 4 Dicembre prima del derby con l’Everton, deve aver avvisato i suoi giocatori che era giunto il momento di cominciare a correre seriamente, di tenere duro nel periodo storicamente più impegnativo del campionato inglese. I ragazzi di Klopp ci sono riusciti, hanno ottenuto ben 9 vittorie sulle 10 partite disputate dall’inizio di Dicembre al 2 Gennaio. L’unica sconfitta riguarda il match contro l’Aston Villa nella Carabao Cup, dove il Liverpool è stato costretto a far scendere in campo la sua squadra B, essendo già impegnato a qualche km di distanza, meno di 24 ore dopo, a Doha in Qatar per la semifinale del mondiale per club FIFA con il Monterrey.
Il 2019 è stato per i Reds probabilmente uno dei migliori anni della sua storia. Nella scorsa Premier League ha chiuso la stagione a 97 punti, solamente uno in meno di uno stratosferico Manchester City. La stagione ha però regalato ai tifosi del Liverpool una Champions League, una Supercoppa Europea e la vittoria del mondiale per club FIFA, il primo della sua storia. Il 2020 è ancora tutto da vivere, e il futuro si prospetta decisamente roseo, se pensiamo che finora in campionato la squadra di Klopp è riuscita a conquistare 58 dei 60 punti a disposizione, aggrappandosi saldamente al primo posto, con un sostanziale distacco dalle inseguitrici, anche con una partita ancora da recuperare.
È con la speranza che il 2020 possa essere così positivo per tutti, che auguro un buon anno agli appassionati di calcio e musica inglese, dandoci appuntamento come sempre qui nella nostra rubrica The Beatles Reds Corner.
La musica è molto più di quello che sembra.
Simone Ferracci
- The Beatles Reds Corner – Let It Be – Song 20 - Marzo 23, 2020
- The Beatles Reds Corner – I Want To Hold Your Hand – Song 19 - Marzo 16, 2020
- The Beatles Reds Corner – With A Little Help From My Friends – Song 18 - Marzo 9, 2020




