Caro Dean Smith

0
373

Caro Dean,

E’ sempre dura reagire a una sconfitta. Ogni allenatore risponde a modo suo ad una partita persa: c’è chi esorta i suoi a fare meglio nello spogliatoio immediatamente dopo il termine del match e c’è chi si chiude in se stesso cercando quegli errori che sono costati la prestazione. Chissà come avrai reagito dopo la sconfitta dell’Aston Villa di domenica contro il Manchester City. Nei giorni che precedevano la partita si sentiva dire molte volte frasi come “avversario sulla carta impossibile” oppure “mi accontento anche di un punto”. Ciò che mi preoccupa maggiormente non è tanto il risultato (la partita si è conclusa con un tennistico 6 a 1 a favore dei Citizens) quanto la prestazione in sé. Gli undici ragazzi scesi in campo sembravano lontani parenti di quelli che, solamente qualche mese, misero in difficoltà al Eithad Stadium lo stesso avversario costringendolo a subire il gioco avversario per 45 minuti. La sconfitta di domenica preoccupa soprattutto perché non è chiaro a nessuno come possa reagire l’Aston Villa a questo risultato che non solo è parso più come un’umiliazione, ma ci ha anche fatto sprofondare al terzultimo posto. Se il campionato finisse domani saremmo retrocessi, ed ecco avvicinarsi lo spettro retrocessione che nemmeno la campagna acquisti da 200 milioni è riuscito ad allontanare.

A questo punto non si può più sbagliare, non abbiamo più l’alibi della neopromossa la quale trova sempre una giustificazione quando perde contro le big. Non abbiamo più tempo per perdere per strada punti, qualsiasi sarà l’avversario. Noi tifosi saremo sempre li a cantare al Villa Park perché la squadra viene sempre prima di tutto, anche del risultato. Caro Dean, non vogliamo più vedere quel viso rassegnato che dipingeva il tuo volto dopo il sesto gol del Manchester City. Solo un favore ti chiedo: vinci soprattutto per noi tifosi che non vogliamo vivere un altro 2016.

Zaina Alberto