Giovani di belle speranze poi più o meno mantenute, ma anche un annunciato super-centravanti che non ha reso come quando ha indossato la gloriosa maglia del Real Madrid. Abbiamo scelto dieci giocatori che siamo certi farete fatica a ricordare con la maglia dell’Arsenal.

Per tradizione i Gunners sono un club che, specialmente sotto la guida di Arsene Wenger, ha spesso puntato su giovani di grandi speranze. Tantissimi ragazzi hanno lasciato Spagna, Francia o altri paesi europei per accasarsi a Londra e indossare la maglia dell’Arsenal. Di questi però non tutti hanno avuto grande fortuna. O meglio, non con la divisa biancorossa. L’esempio più lampante è probabilmente Serge Gnabry. E’ il 2011 quando questo promettente ragazzino tedesco lascia Stoccarda per volare a Londra. Tecnica e velocità non mancano, ma Gnabry fatica ad esplodere. In tre stagioni colleziona 14 presenze complessive e un gol. Nel 2015-16 va in prestito al West Browmich Albion, mentre la stagione successiva viene ceduto a titolo definitivo per 5 milioni di euro al Werder Brema. Ora è un giocatore chiave del Bayern Monaco e una presenza fissa nella nazionale tedesca.

Sicuramente meno successo ha invece riscosso altri Fran Merida. Doveva essere il nuovo Fabregas, anche se con caratteristiche più offensive. Si è invece rivelato un flop. Arrivato, come Fabregas, dalla cantera del Barcellona, Merida collezionò nel suo complesso 16 presenze e due reti. Poi una cessione all’Atletico Madrid nell’estate 2010, tanti prestiti, poche gare e addirittura un tentativo di rilanciarsi in Brasile con l’Atletico Paranaense. Del Brasile ne era invece il terzino titolare Andre Santos quando dal Fenerbahçe si trasferì a Londra nell’agosto 2011. Ma le belle prestazioni offerte con la Seleçao e con il club turco, il terzino sinistro brasiliano non riuscì a ripeterle. 33 presenze e tre gol in un anno e mezzo a Londra prima di tornare in Brasile, al Gremio.

L’anno prima, a Londra, era arrivato gratis dal Bordeaux il marocchino Marouane Chamakh. Reduce da 32 gol complessivi nelle ultime due stagioni con i girondini, l’attaccante africano doveva essere il nuovo volto dell’attacco di Wenger. Restò ai Gunners due stagioni e mezzo con il magro bottino di 14 reti (8 in Premier) in 67 presenze. Di certo Chamakh fece meglio (non che ce ne volesse tanto) di Park Chu-young, attaccante sudcoreano arrivato dal Monaco l’estate successiva. Doveva essere la risposta del più famoso Park Ji-sung del Manchester United: neanche lontanamente paragonabile dallo straordinario impatto dell’ex Psv con i Red Devils. 6 partite totali e un gol, poi una serie di prestiti prima dell’addio definitivo nel 2014. Nell’estate 2010 a Londra arrivò anche Sebastien Squillaci dal Siviglia. Un’annata con tante presenze, ma poco convincenti, tanto è vero che l’estate successiva i Gunners acquistarono Mertesacker al centro della difesa. Il difensore transalpino venne relegato in panchina: 39 presenze in tre stagioni, con prove che i tifosi hanno preferito dimenticare.

Bisogna invece tornare più indietro per ripescare in maglia Arsenal il croato Davor Suker. Arrivato dal Real Madrid nell’estate 1999, il centravanti non riuscì a ripetere le eccellenti prestazioni offerte in nazionale e in Spagna. Nell’unica stagione all’Arsenal andò in gol solo 11 volte in 39 presenze complessive. Tornando invece a giovani non esplosi, bisogna poi citare altri due nomi. Uno, più recente, è quello di Jeff Reine-Adelaide, lanciato da Wenger in Coppa di Lega ed FA Cup e che mai ha esordito in Premier. Ora è a Lione, alle prese con un grave infortunio, ma le qualità sono tante. Forse ci sarebbe voluta più pazienza. Pazienza che il club non ha avuto neppure con Jermaine Pennant. Arrivato a 16 anni dal Notts County, Pennant rimase all’Arsenal fino al 2005. Tanti prestiti, poche partite e una maggior fortuna decisamente trovata con Liverpool e Stoke City.
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