BLUES CORNER – Metti una sera al Bridge…

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CHELSEA
stamford bridge chelsea
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CC – Jason Bagley

A DREAM COME TRUE – Amici Blues buon giorno! Qua a Londra piove ed è una giornata grigia ma a me importa ben poco dopo aver vissuto ieri sera una delle serate più belle ed emozionanti da molto tempo a questa parte.
Come vi avevo annunciato, proprio ieri ho avuto l’occasione di andare a vedere a Stamford Bridge la partita di Premier League tra Chelsea e West Ham.

L’ARRIVO A STAMFORD BRIDGE – Dopo una giornata passata a lezione ed una merenda veloce a base di cioccolata calda in una famosa e trendy catena di caffetterie (si quella lì, quella famosa, di proprietà dell’ex owner dell’ex squadra di pallacanestro NBA dei Seattle SuperSonics) a Maida Vale verso le 17  prendo la metropolitana e mi dirigo verso sud, Bakerloo line fino a Paddington e poi District and Circle line direzione Fulham Broadway, la fermata della metropolitana in Fulham road, dove si trova per l’appunto Stamford Bridge.
Durante il tragitto, che ha avuto una sosta a metà strada che mi ha consentito di lasciare a casa lo zaino con i libri, già si respirava il clima partita, ma il tutto in estrema tranquillità e sicurezza.
A fianco a me avevo Mark e Lewis, due tifosi di lunga data degli Hammers, non particolarmente fiduciosi e speranzosi sul match che andava ad iniziare: ed in effetti come dargli torto, la loro squadra non sta navigando in buone acque e non penso che l’innesto dei due italiani (Borriello e Nocerino nda) possa dar loro una reale spinta.
Ed è proprio dei nuovi Hammers che con loro ho parlato: rivelata la mia italianità, mi hanno subito chiesto come erano i 2 nuovi claret and blue e che tipo di giocatori erano.
Mentre su Nocerino mi sono limitato al politically correct, definendo l’ex centrocampista un “hustle player, not technically gifted but with a great intensity” (un giocatore che ci mette tanta passione ed intensità non particolarmente dotato tecnicamente), sull’ex centravanti di Milan, Juve e Roma me la sono cavata con un “a disco machine” (servono traduzioni?) che di certo non li ha lasciati soddisfatti.
Per riequilibrare la bilancia ho espresso il mio apprezzamento su Carroll, un giocatore che, bizzarrie fuori dal campo a parte, potrebbe davvero dare un grande contributo alla causa.
Arrivato alla stazione della metro di destinazione mi sono limitato a seguire il flusso e le indicazioni ed ecco dopo pochi minuti apparire Stamford Bridge illuminato e già brulicante di tifosi.
Mentre sono in coda a ritirare il mio accredito faccio amicizia con un giovane tifoso Blues di nome Tim, in compagnia di suo padre, entrambi con la maglia della squadra ben in vista (il ragazzino di Oscar, il padre di Terry, giustamente).
Tim è un ragazzino che sanguina di Chelsea Blue e parla in modo davvero competente considerando la sua giovane età (6 anni).
Vedendo la gioia e la tranquillità con cui tutti si approcciano al match mi viene quasi naturale pensare al confronto con l’Italia ed al clima di grande tensione ed adrenalina che si vive per i derby e confesso che di gran lunga preferisco the English style.
Ed anche i prezzi dei biglietti sono nettamente inferiori: il biglietto più caro a Stamford Bridge costa 81 sterline mentre per andare a vedere il Milan o l’Inter o la Juve in tribuna d’onore o comunque nei posti migliori non te la cavi mai con meno di 250-300 euro.
Io con 47 sterline sono praticamente a bordo campo, in terza fila vicino alla linea di metà campo dal lato opposto alle panchine.
In attesa che il match inizi, dai maxi schermi vengono proiettate le immagini di precendenti leggende Blues, una su tutte quella di Gianfranco Zola: magic box è ancora apprezzatissimo ed è ritenuto da gran parte dei tifosi  the best ever in maglia Chelsea , assieme a Terry e Lampard.

LA PARTITA – La partita sin dall’inizio si presenta come molto dura, con il West Ham che si chiude e cerca di ripartire e con il Chelsea che prova con Hazard, Oscar e Willian a perforare la difesa dei martelli ma ogni tentativo viene vanificato.
Terry ed Eto’o nel finale del primo tempo vanno vicini al goal ma niente da fare la porta di Adrian è stregata.

Ed anche la ripresa segue lo stesso copione: nonostante l’ingresso in campo di Lampard i ragazzi non riescono a segnare nonostante il 72% di possesso palla, 13-3 nel conto dei corners e diverse occasioni da rete create (38 tiri, 9 nello nello specchio della porta difesa da Adrian).
A dire il vero Eto’o avrebbe anche segnato nei minuti finali ma l’arbitro, non particolarmente apprezzato dal pubblico, ha annullato la segnatura.
Dunque è un pareggio a reti bianche con Mourinho ed i ragazzi che vedono il City allontanarsi, portando il distacco a +3, seguiti dall’Arsenal (che ha 2 punti in più di noi).

IMPRESSIONI – Finisce così con un pareggio, ma per me è comunque una vittoria perchè Stamford Bridge mi ha conquistato, per il suo modo di accoglierti e farti sentire al centro dell’azione, il tutto con garbo ma allo stesso tempo con passione.
Posso dire veramente che il miglior modo per approcciarsi al calcio è venire a Stamford Bridge a vedere il Chelsea: campioni in campo e campioni in tribuna.

Per ora è tutto ragazzi!

Edoardo Orlandi
EdoardoO83

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