IRONS CORNER – Big Sam, o non Big Sam

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West Ham

Questo è il dilemma, se sia più opportuno nella mente soffrire i colpi della testardaggine del ragazzone di Dudley e i dardi dell’oltraggiosa (s)fortuna negli infortuni o prendere le armi contro un mare d’affanni, e licenziando Allardyce, porre loro fine?

Ad oggi ogni giornale/blog/forum del Regno che si occupi dei nostri Martelli è tormentato da questo dubbio amletico: andiamo a vedere ora le principali argomentazioni a sostegno dell’una e dell’altra tesi.

Tagliategli la testa!” – Il ricordo della sciagurata avventura di Avram Grant in claret&blue è fin troppo fresco nella memoria dei tifosi (ricordate l’aereo che sorvola East London con lo striscione “Avram Grant – Millwall legend“!?): una retrocessione annunciata quella del 2011, con la dirigenza che appoggiò fino all’ultimo secondo il capitano di una nave, che, fin dalle prime partite, sembrava più una zattera di fortuna. Molti rivedono in Big Sam e questo inizio di stagione una replica di quel terribile periodo della storia degli Irons, e temono che la dirigenza stia puntando sul cavallo sbagliato: un nuovo allenatore con nuove motivazioni più qualche acquisto nel mercato di invernale potrebbero cambiare decisamente le cose.

Del resto, la tematica infortuni non scoraggia i detrattori di Allardyce, in quanto gli si imputa da un lato una ragguardevole miopia (stile Mister Magoo) nel mercato estivo, durante il quale, avendo messo ben in chiaro la posizione di assoluto titolare di Carroll, ha scoraggiato ogni tentativo di portare un altro attaccante degno di questo nome in squadra; dall’altro un eccessivo incaponirsi su un modulo che, privato dei suoi principali interpreti a causa degli infortuni, non sta dando e non può dare risultati apprezzabili.

Il coach avrebbe dovuto saper rimescolare a tempo di record gli ingredienti per tirare fuori una ricetta degna del miglior “Cotto e Mangiato“, sfruttando le pur magre abilità e potenzialità (ogni riferimento a Maiga e Demel è fortemente voluto) di quei pochi Hammers rimasti fuori dall’infermeria: ad aspettare il ritorno messianico di Carroll potrebbe farsi troppo tardi!

All we need is just a little patience” – Sembra di sentire in sottofondo il fantastico pezzo dei Guns and Roses ogni qualvolta capita di leggere i, per dire la verità, rari articoli a favore di Sam Allardyce: il tema principale è, per l’appunto, la pazienza. In fondo la squadra è stata falcidiata dagli infortuni che hanno influenzato non solo la vena del goal, ma anche la solidità difensiva: con l’Hammer of the Year 2012/13 Reid in campo, in 10 partite i goal subiti sono stati solo 8, contro gli 11 concessi nelle successive 5 gare!

Con un po’ di pazienza, una volta recuperati gli effettivi, si sentiranno gli effetti della cura Allardyce: per ora il gioco si vede a sprazzi, e certi giocatori (a partire da capitan Nolan) stanno rendendo molto meno di quel che potrebbero, ma se c’è un tipo col carattere e la testaccia dura per imporsi e imporre il suo gioco, quello è proprio Big Sam! Inoltre, come fa notare molto giustamente la leggenda del West Ham Tony Cottee (e se non sapete chi sia…MALE! Andate subito a recuperare l’Irons Corner del 6 dicembre! NdR), la decisione dell’esonero verrebbe presa da Gold e Sullivan senza alcun input da un “uomo di calcio”, solo sull’onda degli ultimi risultati negativi: una “panicky decision” che difficilmente aiuterebbe gli Hammers a sollevarsi.

Del resto se Moyes fosse stato cacciato alla sua seconda non proprio felicissima stagione dall’Everton (col più basso piazzamento dei Toffees nella loro storia) o Pardew dal Newcastle dopo le difficoltà della stagione scorsa, mettendo un freno alla Pards’ revolution, ora probabilmente parleremmo di una storia  ben diversa e forse non così positiva.

Fiducia – Personalmente ritengo che Big Sam sia al momento l’unica soluzione praticabile per il West Ham: qualsiasi allenatore dovesse arrivare ora, erediterebbe tutte le magagne già evidenziate, con l’aggravante di doversi adattare ad un ambiente nuovo e il rischio che il cd. effetto novità non porti i risultati sperati. Inoltre a tratti i Martelli, in questa stagione, hanno fatto vedere anche un discreto gioco, e, se il coach riuscisse a far rendere come si deve giocatori che fino adesso sono andati in modalità risparmio energia, limitando i danni, al ritorno dei titolari potremmo vederne delle belle e puntare alla salvezza con più fiducia.

Intanto i tifosi scaldano la voce per il prossimo scontro diretto, i Black Cats arrivano sabato pomeriggio ad Upton Park:

COME ON YOU IRONS!

Elisa Villani

Veronese nata nell'anno del Mundial, ex giuri-studente ora logimasterata e giuri-praticante, ha tre grandi amori: il suo Mr D., il West Ham United e l'Unendo Yamamay Busto Arsizio. I suoi sport preferiti sono il jogging, il Subbuteo, entrambi praticati a un buon livello amateur, e il sollevamento forchetta in cui è fuoriclasse alla Maradona.
Vive, ama e impreca tra la Bassa Veronese, i Tribunali veneti, il Palayamamay e il divano da dove segue le partite degli Irons.
Elisa Villani