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Dopo la disfatta di domenica contro la squadra dello sceriffo più famoso d’Inghilterra, un 5 a 0 in quel di Nottingham che non ammette repliche, niente come l’espressione di S. Nilo il Siro (e chi altri mai?) “il silenzio è d’oro” dovrebbe caratterizzare la settimana dei Martelli di East London… invece, mentre mi crogiolo un po’ nell’autocommiserazione da tifoso tradito e nelle mie orecchie risuona un vecchio pezzo dei Bright Eyes (If the brakeman turns my way): “Hey, where have all the dancers gone? Now the music doesn’t play – Tried to listen to the river but you couldn’t shut your mouth – Better take a little time to level out“, pare che tutti in quel di Green Street abbiano trovato quel fiato che è mancato nel mercato estivo, negli spogliatoi, sui campi d’allenamento ed infine in gara, considerato l’andamento barbino della stagione, per dire la loro con risultati piuttosto deludenti.
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“WHEN PANIC GRIPS YOUR BODY” OVVERO BIG SAM ALLA DERIVA – Nove cambi rispetto alla partita, se così si può definire quello scempio, contro il Fulham, con ben tre debuttanti in prima squadra dal primo minuto ed altri due a gara in corsa, con una formazione mai provata prima contro una compagine motivata e arcigna: lanciare nuovi talenti nel calcio che conta? Big Sam, lo stai facendo nel modo sbagliato! Cinque reti subite senz’appello, e nell’immediato post-partita, invece di un meritato mea culpa o di uno “scusate, ora non è il tempo di parlare, è il tempo di lavorare“, le orecchie di ogni tifoso degli Irons sono state offese dall’ennesimo piagnisteo di stagione su quanto siamo sfortunati ad avere l’infermeria piena, su come le formazioni da mandare in campo siano obbligate e sulle carenze assolute in determinate zone del campo… viene da domandarsi dove fosse quest’uomo quando si decideva di affrontare un campionato duro come la Premier con soli 3 centrali difensivi (Tomkins, Collins e Reid ora tutti infortunati) e soli 4 attaccanti, di cui uno infortunato ancora prima di iniziare (su di lui si potrebbe scrivere un bel “A Christmas Carroll” da quanto è stato ectoplasmico in stagione fino ad ora, non essendosi mai visto sul campo), due, Maiga e Petric, buoni al massimo per la Championship, ed un onesto ma non fenomenale Carlton Cole ingaggiato short-term a tirare avanti la baracca (Vaz Tê non calcolato).
Infine, come nemmeno i bambini colti con le mani nella marmellata, ecco il “ma la dirigenza era stata avvisata dei cambi per la partita, perchè non sono nella posizione di decidere cosa fare senza consultarli“: scaricabarilismo avanzato stile supercazzola dei poveri da parte del tredicesimo allenatore di calcio più pagato al mondo.
Indicazioni su dove stiamo andando o come abbiamo intenzione di andarci? Zero.
Fuffa? A quantità industriale da inizio stagione.
Quando il silenzio sarebbe preferibile a qualunque altra parola.
“FUZZY LOGIC IN THE CRAZY RAIN” OVVERO DIRIGENZA IN CONFUSIONE COMPLETA – Per non farci mancare nulla, ecco arrivare una bella letterina indirizzata da Gold e Sullivan ai tifosi: “A messagge from the Joint-Chairmen“, titolo da radiogiornale anni ’20, roba forte!
Poi si legge e si scopre che, riassumendo, i due pezzi grossi rinnovano il sostegno all’omone di Dudley, accolgono la tesi del “poveri noi, come siamo sfortunati ad avere tutti questi infortuni“, mettono il recupero dall’infermeria come top priority, rassicurano sull’intento di portare nuovi talenti in squadra nonostante la difficoltà nel mercato di Gennaio, ripassano l’ormai tediosa sinfonia sull’Olympic Stadium, ed infine chiedono, per l’ennesima volta il supporto dei tifosi.
Orbene, premesso che è ovvio che la dirigenza difenda il proprio operato, specie quando sono stati investiti così tanti soldi, viene da domandarsi perché si decida proprio ora di uscire con un comunicato che in sostanza non dice nulla di nuovo e sembra sia stato scritto da persone che purtroppo non hanno avuto alcuna voce in capitolo negli eventi. Altra occasione persa per tacere!
SAD BUT TRUE – Diciamo le cose come stanno: la dirigenza ha fatto sottoscrivere a Sam Allardyce un contratto faraonico di cui è quasi impossibile liberarsi. Si può quindi solo sperare che il coach decida di scuotersi dal torpore in cui è caduto (lo si guardi steso in panca con l’aria affranta nei match casalinghi per capire di che parlo) e di prendere in mano la situazione: qui non serve solo un motivatore, ruolo in cui Big Sam, solitamente forte, non ha affatto dato il meglio di sé in stagione, ma anche un vero e proprio tecnico che prepari la squadra ed elabori contromosse rapide ed efficaci per affrontare diverse situazioni di gioco, tasto dolente degli Hammers di quest’anno.
Nel mercato estivo i dirigenti non hanno pensato a sollevare la minima obiezione alla miopia negli acquisti: esterni a non finire, pochi difensori centrali, un’unica punta degna di questo nome, ma già rotta; tuttavia hanno grandi speranze di risollevarsi nel mercato invernale, infatti è stato ingaggiato Roger Johnson dai Wolverhampton Wanderers. Traduzione: siamo messi così male da considerare un’opzione esercitabile l’ingaggio di uno scarto della League One, mentre giocatori tipo Heitinga, nell’anno del mondiale, preferiscono scaldar la panchina a Goodison Park, piuttosto che fare i titolari in claret&blue!
IL PUNTO DELLA SITUAZIONE – Invece di perdersi in inutili chiacchiere, società ed allenatore dovrebbero pensare a lavorare seriamente: Big Sam prendendosi le sue responsabilità, ammettendo i suoi sbagli e cercando di correggere soprattutto tatticamente il tiro, la società facendo sì quadrato intorno all’allenatore, ma con un qualcosa in più di una bella tiratina d’orecchi in privato!
Dopodiché, bisognerebbe indirizzare la propria attenzione su giocatori che credono di essere ad Upton Park in vacanza, a partire da capitan Nolan fino alla Diva Joe Cole: l’ammutinamento, per quanto un allenatore si dimostri poco capace (e voglio essere gentile giusto perché Natale non è distante abbastanza), non può essere tollerato: la salvezza non è un’opzione è un imperativo categorico! Tutti devono remare nella stessa direzione, perché se anche Big Sam facesse discorsi alla Pacino in “Ogni Maledetta Domenica”, e sicuramente non è questo il caso, ma poi in campo vanno undici gelatine alle more, difficilmente se ne caverà un ragno dal buco!
Intanto gli Irons si preparano a far visita ai Citizens proprio domani e difficilmente, nonostante si siano “preservati i titolari” col Nottingham Forest, vedremo una sinfonia tanto differente dal solito, data la differenza di valori in campo.
Al momento l’unico vento rimasto che possa gonfiare le vele della squadra viene dagli spalti, da dove non cessa di risuonare alto e sincero:
COME ON YOU IRONS!
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