FOCUS – L’ultima meravigliosa Champions del Leeds United

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Everton-West Browich

Leeds-Champions: La straordinaria cavalcata degli uomini di O’Leary nella stagione 2000/01

Sarebbe troppo facile esonerare l’allenatore, io non sono un vigliacco e adesso ho più responsabilità di lui” – raccontava Massimo Cellino, fresco proprietario del Leeds United, ai microfoni della Bbc il 25 Agosto, quattro giorni prima di licenziare Dave Hockaday, ventottesima vittima in 23 campionati. La prima (o quasi) in terra britannica. La sconfitta nel derby italiano con la famiglia Pozzo, proprietaria del Watford, è costata cara all’ex-neo allenatore del Leeds. Terza sconfitta in 4 giornate e terz’ultimo posto in Championship.
Ringraziando di cuore l’assist dell’imprenditore cagliaritano colgo l’occasione per raccontarvi l’affascinante cavalcata dei Whites nell’indimenticabile Champions del 2001.

IL MALEDETTO UNITED: La storia del Leeds United, storico club della grande città operaia dello Yorkshire, è in gran parte legata alla figura di Don Revie, l’allenatore che riuscì a portare il club di Elland Road a vincere due campionati e due Coppe delle Fiere. Curiosità: fu proprio il Leeds a vincere l’ultima edizione del torneo nel 1971, ma con la successiva istituzione della Coppa Uefa si decise di stabilire il detentore del trofeo disputando un match tra Barcellone e Leeds, vincitrici rispettivamente della prima e dell’ultima edizione. L’incontro si giocò il 22 settembre 1971 al Camp Nou e vide la vittoria della squadra di casa per 2-1.
Don Revie fu, a cavallo fra gli anni sessanta e i primi anni settanta, l’antagonista principale di Brian Clough, la cui storia è narrata nel romanzo di David Peace “The Damned United”, portato poi sul grande schermo da Tom Hooper. Il film racconta i 44 giorni sulla panchina del “maledetto United” di Clough, fino a quel momento stentoreo detrattore del cinico e spietato Leeds di Don Revie, reo di giocare un football troppo aggressivo. Un piccolo capolavoro cinematografico che ogni appassionato di calcio inglese non può davvero perdere.

Don Revie. Allenatore del Leeds dal 1961 al 1974

LA PRIMA FASE A GIRONI: Nonostante la storia del Leeds narri di numerose cadute e lunghe pause dal grande calcio, l’inizio del nuovo millennio sembra sorridere ai tifosi del West Yorkshire. Il terzo posto del campionato 1999/2000 permette allo United di qualificarsi al terzo turno preliminare di Champions League e con un doppio successo sui tedeschi del Monaco 1860 di raggiungere la fase a gironi. L’urna di Nyon suona come una sentenza di condanna: Milan, Barcellona e Besiktas e l’esordio al Camp Nou, eufemisticamente, non fa ben sperare. 4-0 (reti di Rivaldo, De Boer e doppietta di Kluivert). La settimana successiva ad Elland Road arriva il temutissimo Milan di Zaccheroni. La complicità di Dida (amaro ricordo per i tifosi milanisti) permette a Bowyer di regalare il successo ai Whites allo scadere e la doppia sfida con i turchi del Besiktas diventa così decisiva. All’andata gli uomini di O’Leary regalano spettacolo schiantando i turchi con un fragoroso 6-0, a Istanbul non si andrà oltre lo 0-0, ma il contemporaneo 3-3 tra Milan e Barcellona (con la meravigliosa sfida nella sfida sui calci piazzati tra Albertini e Rivaldo) riaccende le speranze di accedere alla seconda fase. Il 24 Ottobre l’Elland Road fa registrare nuovamente il tutto esaurito: il calcio di punizione di Bowyer porta i Whites sull’1-o, poi il pareggio allo scadere, ancora di Rivaldo, rompe i cori dei 36.000 presenti, ma Leeds e Milan sanno che basterà un pareggio per far fuori il Barcellona. E così sarà 1-1, all’incornata di Matteo risponde Serginho. Nell’ultima mezzora non succede praticamente nulla. Al fischio finale esplode la gioia degli 11 in maglia bianca. Impresa compiuta.

LA SECONDA FASE A GIRONI: Questa volta al sorteggio non si può chiedere di essere benevolo. Qualificata come seconda il Leeds pesca Real Madrid, Lazio e Anderlecht. L’esordio è ancora una volta con una spagnola e la squadra di O’Leary tiene testa per un’ora di gioco ai rivali prima di subire due reti in altrettanti minuti da Hierro e Raul, uomini simbolo di quel Real Madrid. Si va a Roma, al cospetto dei Campioni d’Italia. Leggendo la formazione della Lazio ad un inguaribile romantico, cagionevole vittima delle sette sorelle, cadrà una lacrima: “Peruzzi, Favalli, Couto, Nesta. Pancaro, Nedved, Simeone, Veron, Lombardo, Salas, Crespo“. Ironia della sorte il Leeds recita la parte del leone e sfodera una prestazione superba conquistando i 3 punti grazie alla rete di Alan Smith. Ancora una volta è il mini-calendario sorride ai Whites, e regala nel momento opportuno il decisivo doppio impegno con l’Anderlecht, senza dubbio la squadra meno quotata del girone. Sofferto 2-1 all’Elland Road e poderoso 1-4 in Belgio. La classifica recita: Real 10, Leeds 9, Anderlecht 3, Lazio 1. Merito del doppio, largo successo negli scontri diretti il Leeds, con due giornate di anticipo, conquista i quarti di finale.

LA DOPPIA SFIDA COL DEPOR: A La Coruna i tifosi del Deportivo accolgono il sorteggio con entusiasmo. Delle 8 squadre ancora in corsa il Leeds con i turchi del Galatasaray rappresentano di certo il cliente meno scomodo. L’andata si gioca ad Elland Road e per O’Leary c’è una grande novità: il ritorno in campo di Harry Kewell, il talento dei Socceroos noto per le strabilianti capacità tecniche e per la grama fragilità che le è valso il soprannome “The Jewel” ovvero” il gioiello”. E’ la prima volta che un club dello Yorkshire si spinge così avanti nella massima competizione europea e il clima è elettrizzante. Quel 4 Aprile 2001 segna probabilmente l’apice della storia europea del Leeds United. I Gol di Ian Harte, Alan Smith e di un giovanissimo Rio Ferdinand regalano ai tifosi del Leeds una notte indimenticabile. 3-0, la semifinale sembra cosa fatta, ma c’è da giocare la partita di ritorno al Riazor. Dopo 9′ Djalminha porta in Depor in vantaggio su calcio di rigore, gli spagnoli credono alla remuntada e dominano il match. Si va all’intervallo sull’1-0, e i legni della porta difesa da Martyn tremano ancora. Nella ripresa il Leeds recita la parte del sopravvissuto. Quando il pericolo sembra ormai scampato Diego Tristan realizza il 2-0 regalando un finale al cardiopalma. Mancano ancora 15 minuti. La difesa del Leeds miracolosamente regge. E’ semifinale.

L’esultanza di RIo Ferdinand dopo il 3-0

LA SEMIFINALE CON IL VALENCIA: Sembra incredibile: ancora una spagnola. Il Valencia di Hector Cuper, già finalista della scorsa edizione. L’andata si gioca in Inghilterra, l’Elland Road è naturalmente sold-out.
Leeds United: Martyn, Mills, Harte, Ferdinando, Matteo, Bowyer, Dacourt, Batty, Kewell, Viduka, Smith. In panchina: Robinson, Kelly, Woodgate, McPhail, Wilcox, Bakke, Burns.
Valencia: Canizares, Angloma, Pellegrino, Ayala, Carboni, Albelda, Baraja, Mendieta, Kily Gonzalez, Sanchez, Carew. In panchina: Palop, Deschamps, Djukic, Zahovič, Vicente, Aimar, Aurelio.
Il Leeds comincia forte con una terrificante sassata di Smith. Canizares respinge. Sale la pressione del Valencia e Martyn più volte salva il risultato. Viduka e Kewel sembrano impotenti. Il primo tempo si chiude a reti inviolate. Si ricomincia e al 69′ il legno nega la gioia del gol a Bowyer, poi è la traversa a fermare il colpo di testa di Viduka. Il Valencia va due volte vicino al gol nel finale. Finisce 0-0.
Il ritorno nel vecchio Mestalla sarà un calvario. 3-0 e sogno infranto. Titoli di coda. E’ l’inizio della fine.

Marco Lauria
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