La stagione del Cardiff: il migliore, il peggiore, la sorpresa e il voto all’allenatore

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LA STAGIONE DEL CARDIFF

Ascesa e crollo. Si potrebbe intitolare così la stagione del Cardiff, promosso in Premier League e subito retrocesso in Championship. Un’annata certamente negativa per una squadra le cui aspettative alla vigilia del campionato erano ben note: lotta per la salvezza, difficile chiedere di più. E quel di più non è arrivato, complice probabilmente un mercato piuttosto scarno, con pochi investimenti di livello. Uno di questi poteva essere rappresentato dallo sfortunato Emiliano Sala, la cui tragedia potrebbe senz’altro aver influito, a livello mentale e non solo, nel gruppo di Warnock. La squadra ha comunque avuto il merito di lottare praticamente sino alla fine per la salvezza e la situazione sarebbe potuta andare diversamente senza qualche palese torto arbitrale (uno su tutti la sfida interna contro il Chelsea).

IL MIGLIOREEtheridge 7. Le Filippine in ambito sportivo sono per lo più conosciute per il pugile Manny Pacquiao e per una nazionale di basket che attira un gran numero di simpatizzanti. Ma ora saranno note anche nel calcio grazie a questo portiere nato in Inghilterra ma che ha scelto di giocare per il paese della madre. A 29 anni è arrivato a disputare la sua prima stagione di Premier League, dimostrando di poterci giocare alla grande. Super esplosività, eccellente reattività e sicurezza tra i pali: indubbiamente il migliore.

IL PEGGIOREZohore 5. Spesso e volentieri il gene di famiglia fa scherzi strani. Evidentemente nel suo caso il talento deve averlo ricevuto tutto il cugino Didier Drogba. Perché il danese, eterna promessa del calcio nordico mai esplosa, ha dimostrato pochissimo in quella che poteva essere la stagione della sua maturità. Un solo gol segnato e un numero 10 che sarebbe stato senz’altro meglio sulle spalle di qualcun altro.

LA RIVELAZIONEReid. Prima stagione in Premier League per l’uomo che in Championship aveva fatto sognare i tifosi del Bristol City. Cinque reti non sono un bottino particolarmente ricco, ma lo elevano comunque al ruolo di capocannoniere della squadra. Un po’ troppa discontinuità, ma tante giocate interessanti.

L’ALLENATORE Warnock 5.5. Ha la colpa di chiedere alla proprietà di investire solo a gennaio per rafforzare l’attacco, un reparto decisamente troppo debole per competere a questi livelli. D’altro lato ha il merito di riuscire a restare attaccato al treno salvezza con un gruppo tutt’altro che eccelso e soprattutto dopo la tragedia di Emiliano Sala.