Yellow Submarine
Liverpool – Man City dello scorso 10 Novembre è stata una delle più belle partite viste in Premier League, e non solo, degli ultimi anni. Corsa, ritmo, velocità, tecnica, spregiudicatezza sono solo alcune delle qualità messe in campo da entrambe le squadre per tutti i 90 minuti. La partita, come ben sappiamo, è terminata con la vittoria del Liverpool che, qualora ce ne fosse ancora bisogno, ha voluto marcare ancor di più la sua voglia di arrivare al titolo in fondo a questa competizione.
La cosa che però ha maggiormente colpito la mia attenzione è stata un’immagine alla fine del match quando i giocatori erano già rientrati tutti negli spogliatoi: un cameraman in mezzo al campo inquadra un Klopp che, con lo sguardo euforico, passeggia ancora sul prato verde per continuare a godersi la vittoria. L’allenatore dei Reds improvvisamente si accorge della telecamera a due passi da lui e, con un gesto istintivo della mano, lo invita ad allontanarsi mentre si sta dirigendo sotto la curva della KOP. In quel momento l’inquadratura si allarga e mostra davanti ai miei occhi uno stadio ancora ancora pieno. Klopp, con il suo classico pugno chiuso, incita il pubblico in onore della vittoria appena ottenuta. In quel momento il calore del pubblico è riuscito ad attraversare lo schermo e ad arrivare al cuore di ogni sportivo.
I tifosi lo hanno aspettato fino alla fine, lo hanno acclamato, hanno voluto ritagliarsi un momento intimo di gloria con lui. Jürgen Klopp non è solamente l’allenatore del Liverpool, è un condottiero, è il capitano della nave che raduna i marinai prima di salpare verso il mare, il comandante di un sottomarino pronto a soffrire con il proprio equipaggio per arrivare alla meta.
“In the town where I was born,
Lived a man who sailed to sea,
And he told us of his life,
In the land of submarines.”
“Yellow Submarine” è stata registrata alla fine della primavera del 1966 e pubblicata all’inizio dell’estate dello stesso anno. È una delle canzoni più divertenti dei Beatles, come ci racconta Paul McCartney, autore del brano, è stata scritta per far “divertire i bambini”. Paul compose anche la musica appositamente per permettere al giocherellone del gruppo, Ringo Starr, di cantarla, cercando di contenere l’estensione vocale della melodia e non mettere a dura prova le scarse qualità canore del batterista dei FabFour. Questa canzone, oltre ad essere stata inserita nell’album “Revolver”, è stata poi utilizzata come colonna sonora di un lungometraggio a cartone animato uscito tre anni dopo e ha dato il titolo all’album che raccoglieva tutte le song tracks del film stesso.
Le buffe e colorate immagini del lungometraggio, avrebbero oggi potuto lasciar spazio al viso e alle espressioni iconiche di Jürgen Klopp, l’uomo dal sorriso più contagioso del mondo del calcio e che spesso regala esilaranti interviste nella sala stampa di Anfield. Liverpool, che ha visto storicamente nel porto e nel commercio marittimo la sua reale occasione di rinascita e di crescita a partire dalla seconda metà del 1800, non poteva che diventare la sua terra d’adozione. La sua nave è approdata all’Albert Dock, dopo un lungo viaggio partito anni fa con le sue splendide vittorie in terra tedesca, patria di origine. Ora su quella nave è salita tutta la città di Liverpool, ci si conosce tutti all’interno dell’equipaggio, si canta e si fa festa insieme per il tanto atteso approdo alla meta.
“And our friends are all aboard,
Many more of them live next door,
And the band begins to play…
We all live in a yellow submarine,
Yellow submarine, yellow submarine.
We all live in a yellow submarine,
Yellow submarine, yellow submarine..”
Simone Ferracci
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