Che cosa può dare Ashley Young all’Inter

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Photo by Getty Images

Una fascia da capitano indossata dopo nove stagioni trascorse al Manchester United, ma il fascino di un avventura in terra straniera che si presenta ormai agli sgoccioli della carriera. Un’avventura non in Cina o per i petroldollari arabi o a chiudere il proprio ciclo nella Mls come hanno fatto tanti suoi connazionali: Ashley Young potrebbe infatti rispondere alla chiamata dell’Inter. Anzi, stando ad alcune indiscrezioni, il giocatore nato a Stevenage avrebbe già detto sì.

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Perché proprio Young? Perché ai nerazzurri serve un giocatore esperto, già pronto e in grado di ricoprire tutta la fascia. Veloce, forte tecnicamente, duttile, in grado di giocare a destra e a sinistra, Conte lo ha conosciuto in Premier League da avversario e sa che può portare qualità, ma anche carisma. Inoltre, cosa non da poco, Young è negli ultimi sei mesi di contratto con il Manchester United e il costo del cartellino è praticamente irrisorio. Un affare per il club nerazzurro? Per qualità, esperienza e professionalità certamente sì. Young è però più abituato a giocare sulla fascia destra che a sinistra, il vero ruolo dove Conte è in emergenza. In questo caso il tecnico salentino dovrebbe giocare con un destro adattato, spostando l’inglese oppure uno tra Candreva e Lazaro sulla corsia mancina.

Inter, chi è Ashley Young

Classe 1985, ex compagno di scuola di Lewis Hamilton, Ashley Young ha indubbiamente vissuto i migliori anni della sua carriera con la maglia dell’Aston Villa. Cresciuto nell’academy del Watford, dopo tre stagioni e mezzo con gli Hornets con cui ha giocato fino al gennaio 2007, si è trasferito a Birmingham per vestire la maglia dei Villans. Qui, nel ruolo di ala destra, si è consacrato come uno dei migliori esterni offensivi inglesi di quegli anni, conquistando stabilmente tra il 2011 e il 2012 il posto da titolare in nazionale. Proprio nell’estate 2012 si è verificato il suo passaggio al Manchester United.

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Con i Red Devils è alla nona stagione e, dopo un periodo di tanta panchina e poche gare da protagonista, all’arrivo di José Mourinho è stato riadattato da ala a terzino di spinta, rivelandosi prezioso anche come esterno a tutta fascia in un centrocampo a cinque. Le buone prestazioni delle ultime stagioni lo hanno portato a riconquistare la nazionale inglese, con cui ha giocato un mondiale da protagonista nel 2018 in Russia. Doti che non sono passate inosservate alla dirigenza nerazzurra e ad Antonio Conte, che ha dato l’ok al suo acquisto. Ok che sembra però non intenzionato a dare Ed Woodward, che vorrebbe trattenere Young sino al termine del contratto. Si sa però in questi casi come la volontà del calciatore possa fare la differenza.