
This work is licensed under a Creative Commons Attribution 2.0 Generic License.CC – Ronnie Macdonald
Sono giorni di attesa in casa Arsenal. Dopo il k.o. in Champions League contro l’armata di Guardiola (ritorno martedì 11 marzo alle 20:45 all’Allianz Arena) e un rassicurante 4-1 rifilato al Sunderland nell’ultimo turno di campionato, i ragazzi di Wenger torneranno in campo sabato 1 marzo alle 16 a casa dello Stoke City.
Intanto, però, tifosi e allenatore stasera daranno più che un’occhiata al match di Champions tra Olympiakos e Manchester United. Non si tratta di curiosità, o, perlomeno, non pura e semplice. La curiosità, infatti, ha un nome: Joel Nathaniel Campbell Samuels, attaccante costaricano in prestito all’Olympiakos e di proprietà dell’Arsenal.
Dalla passata stagione a questa, la squadra del nord di Londra ha compiuto un salto di qualità non indifferente, è vero, ma, al di là di abnegazione e tratti di bel gioco, la differenza con i top club d’Europa (e forse anche di Premier) probabilmente resta.
Il reparto d’attacco è numericamente folto, tenendo anche conto dell’assenza di Theo Walcott, fuori per tutta la stagione, che al suo rientro non darà dunque garanzia di affidabilità. Ma la qualità non abbonda. E’ ben noto che le prestazioni di Olivier Giroud (dentro e fuori dal campo, ci permettiamo di dire) non abbiano entusiasmato. Discreta fin qui la stagione di Podolski, come anche quella di Chamberlain. Gli altri, non ce ne vogliamo, non li consideriamo dei punti fermi nel progetto Wenger (Bendtner in primis).
Campbell sta facendo molto bene con la squadra greca (sette gol e undici assist finora); è molto giovane (classe ’92), Don Balón nel 2012 l’ha inserito tra i migliori calciatori nati dopo il 1991. E molto desideroso di giocare a Londra. Probabilmente non sarà lui la risposta definitiva alle ansie di Wenger e dei tifosi dell’Arsenal, tuttavia bisogna guardarsi intorno. Pensare al futuro. Un futuro non troppo lontano, nel quale i Gunners dovranno “diventare grandi”, confrontandosi da pari a pari con le grandi d’Europa, che lì davanti hanno “punte” di diamante, è il caso di dire.
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