Tottenham – Arsenal, domani, alle 17:00 ora italiana, a chiudere la trentesima giornata di Premier League.
All’andata, all’Emirates, era finita 1-0 per i Gunners. Ancora una vittoria, poi, era venuta per l’Arsenal in FA Cup, quando batterono gli Spurs per 2-0.
Santi Cazorla si è detto molto fiducioso che possa arrivare anche il terzo successo: “Loro stanno giocando abbastanza bene al momento e daranno ogni cosa contro di noi. […] Ma se noi giochiamo come facciamo di solito possiamo battere chiunque”. Che sia una partita sentita, nella quale la rivalità tra le due squadre del nord di Londra diventa il fattore principale nella contesa, è fuori di dubbio; ma, dati alla mano, ci si gioca la classifica.
Bando ai sentimentalismi, insomma: il Tottenham, quinto, viaggia con 53 punti, ma già 29 partite alle spalle; mentre l’Arsenal, con una partita in meno, si ritrova al terzo posto (“ex aequo” con il Liverpool) con 59 punti. Questa Premier un po’ sfasata (ricordiamo che il Man City ha sempre tre partite in meno: Sunderland, derby e Aston Villa) non permette di fare grandi calcoli in prospettiva. Ma non ci vuole molto a realizzare che, molto probabilmente, saranno Liverpool Arsenal Tottenham e – ci sentiamo di includerlo – Manchester United a lottare per un posto un Champions.
UNDER PRESSURE – Il Tottenham è l’unica squadra ad avere un bilancio curioso, data la classifica del tutto rispettabile: quello tra gol segnati e gol subiti, che è in un rapporto perfettamente paritario. 37/37 = 0. Non dovrebbe essere, pertanto, difficile per i Gunners andare a segno a White Hart Lane. Ma l’attenzione sarà richiesta anche in difesa, e, a sentire le parole di Emmanuel Adebayor, l’Arsenal dovrà stare attento al pressing sui portatori di palla, perché, ha detto al Mirror, “non riescono a gestire la pressione”. L’ex Gunner non le manda a dire: “L’Arsenal è una buona squadra quando ha la palla, quando non ce l’ha non è così buona“. Il motivo, a sentirlo, è che “non hanno presenza fisica. Tolto Flamini, io non vedo nessuno che si metta in una vera battaglia. Rosicky non è quel tipo di giocatore, Cazorla non è il tipo di giocatore che difende. Arteta prova a farlo, ma non è quello il suo lavoro”. Finito? Macché. “Loro non hanno nessuno che possa dire: ‘Se devo calciare, calcio. Se dobbiamo lottare, io sono in prima linea’. Ed è così che noi dobbiamo giocare. Pressandoli e costringendoli a sbagliare”. Idee chiare, parole anche.
LA LUNGA LISTA – Nella conferenza pre-partita, Wenger ha confermato la disponibilità di Kallstrom per domenica: un rinforzo quantomai opportuno, dato il prolungarsi della fase finale del recupero di Aaron Ramsey (altre due settimane, pare). Intanto, il re degli infortunati, l’ultimo aggiunto alla lista, Mesut Özil, ha postato sul suo profilo ufficiale Facebook una foto che lo ritrae in piena “rehab”.
Il tecnico si è espresso sulla serie di infortuni che ha colpito l’Arsenal, massivamente e in punti cruciali della stagione: “Sono preoccupato […]. Stiamo analizzando molto a fondo perché sia successo, per vedere se c’è un collegamento tra tutti questi infortuni”.
A esprimersi in proposito non è stato il solo. Ci riferiamo a quel ficcanaso del preparatore atletico dell’Olanda, Raymond Verheijen, il quale ha dichiarato al Daily Mirror la sua convinzione che i problemi di infortuni dell’Arsenal siano dovuti all’incompetenza dei metodi di allenamento. “Un infortunio può capitare per ‘sfortuna’ ma quella è un’eccezione alla regola”, ha detto. Verheijen non è nuovo a critiche sui metodi di preparazione: ricordate quando l’estate scorsa ebbe da ridire sull’infortunio di Van Persie nel pre-campionato?
LONDRA E’ PRONTA – Sperando che White Hart Lane non mangi altri pedoni, Wenger potrebbe decidere di schierare ancora Ox-Chamberlain (in duo con Arteta contro il Bayern), con Monreal che dovrebbe riprendere il suo posto in difesa (rimpiazzato da Vermaelen a Monaco), Rosicky, volente o nolente, a coprire l’assenza di Özil.
La vittoria dell’Arsenal è meno pagata dai bookmakers, e l’inerzia sembra andare in quella direzione: le due sconfitte contro Chelsea e Benfica non hanno aiutato a saldare il morale del Tottenham. But that’s London.
Guardate il North London Derby, guardate la bellezza di una città che si sfida così tanto, che si divide, che si anima. Che vinca l’una o l’altra, Londra avrà comunque offerto un altro capitolo della sua gloriosa storia calcistica. E poi, “Sir“, “when a man is tired of London, he’s tired of life…“.
Enjoy.
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