Irons Corner – Avanti così!

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Dopo l’entusiasmante vittoria di sabato coi Citizens, e a dispetto dell’eliminazione in coppa ad opera del solito Leicester City , l’unico incitamento che sento di dover fare ai ragazzi e al coach è di invitarli ad andare avanti così: che inizio di stagione il nostro!

Hat-trick signori, per non scontentare nessuno: Arsenal, Liverpool e ora Manchester City a dimostrare che i buoni risultati non sono piovuti dal cielo, o regalati da arbitraggi discutibili, essi sono frutto di programmazione, lavoro e volontà di raggiungere risultati importanti, questo è il West Ham che credo ogni tifoso desideri vedere.

Ciao Manch€$t£r – Partita vietata ai deboli di cuore, la sfida di sabato ha messo a dura prova il nostro sistema cardiocircolatorio, ma si è conclusa con una immensa gioia: la capolista, che non prendeva goal dall’inizio del campionato, che giocava in casa, che aveva una rosa pazzesca, che durante il match aveva avuto il 72% di possesso palla e che aveva tirato nello specchio della porta claret&blue ben 27 volte, usciva dal campo battuta da un West Ham duro come pochi.

Moses e Sakho ci hanno fatti esultare nel primo tempo: la squadra ha giocato in modo attento e compatto, cercando di pungere con ripartenze veloci, i goal ne sono stati la logica conseguenza. Purtroppo per noi però, siccome se non soffrissimo non saremmo il West Ham, siamo stati colpiti agli sgoccioli del primo tempo da un Kevin De Bruyne che ha pensato di iniziare a ripagare l’investimento su di lui da £54 milioni proprio sabato!

Il secondo tempo è storia: il ManCity assalta all’arma bianca e noi a difenderci con le unghie e con i denti. A questo proposito un monumento andrebbe eretto in onore di Reid, un gigante a guidare la difesa, e soprattutto di Adrian, che ha letteralmente volato tra i pali, bloccando ogni tentativo dei Cittadini di pareggiare il conto. Pare proprio che il nostro numero uno non abbia risentito delle tre gare di assenza dopo la maledetta partita col Leicester City: il Condottiero croato lo ha richiamato ad ultimo baluardo di difesa, e lui ha risposto con una prestazione superba, ribadendo, se ce ne fosse bisogno, chi è il numero uno in questa squadra.

Quarantacinque minuti di sofferenza, a cercare di recuperare palla, di chiudere gli spazi, di raddoppiare le marcature, di fare da barriera umana davanti alle cannonate dei padroni di casa, quando finalmente arriva il fischio finale, dopo tutta quella tensione si può finalmente esultare: l’impresa è compiuta!

Un nobile capitano – Partita a due facce per l’Eminenza Grigia Mark Noble, dopo un buon primo tempo, nonostante la buona volontà, nella ripresa è stato un po’ confusionario, correndo spesso a vuoto: indiscutibile l’impegno del ragazzo, ma più lucidità da lui è doveroso aspettarsela, anche considerando il fatto che ormai ha responsabilità da capitano. Con tutta probabilità, il ragazzo si è fatto prendere dalle emozioni dell’agone sportivo (stai vincendo una partita per cui tutti ti davano spacciato ancor prima di giocare) e ha messo in secondo piano la freddezza che normalmente deve contraddistinguere chi ricopre il suo ruolo; per queste ragioni non mi sento di criticare più di tanto il capitano, la partita la abbiamo portata a casa, si tratta solo di un piccolo appunto perché in futuro speriamo tutti possa migliorare ancora.

Un piccolo esempio giusto per far capire, a chi ancora non lo conoscesse, chi è il nostro capitano:

https://vine.co/v/eUL6H1In0gP

Il mio capitano si impegna al massimo, gioca senza paura e a volte commette errori, non è un vigliacco, è duro, ma non commette falli gratuitamente violenti, non simula, e anche quando ad esempio la sua squadra sta ottenendo un risultato storico fuori casa, per cui ci si aspetterebbe logicamente di sfruttare ogni occasione per perdere un po’ di tempo, è il primo a correre dal compagno (nel caso di cui sopra Jenkinson) che si rotola inutilmente a terra per richiamarlo all’ordine, perché il mio capitano è leale e rispettato per questo.

Il maledetto Leicester City – La notizia di oggi è che siamo fuori dalla League Cup, con una sconfitta di misura ad opera della solita e solida compagine guidata da Ranieri, ed è già la seconda resa in stagione per gli Irons contro i the Foxes! Dopo la partita con gli azzurri di Manchester e solo tre cambi alla squadra che ha iniziato all’Etihad, compreso l’inserimento, forse un po’ prematuro, dal primo minuto di Andy Carroll, speravamo tutti in un finale differente per il match. Volevamo vedere i Martelli avanzare ancora in coppa, invece dobbiamo accontentarci di notare che la squadra progredisce fin troppo lentamente quando deve creare gioco e di lamentarci con l’arbitro per qualche più che discutibile decisione.

Questa ad esempio:

Da un rigore sacrosanto per noi, nasce invece un giallo per il capitano : poco da dire sul match per il resto, tutto sommato non abbiamo tirato fuori una prestazione degna di nota, e tranne un Adrian mostruoso, il ritorno di The Second Coming e qualche acuto di Zarate e Moses non vi sono grandi cose da segnalare.

Bilic ha da lavorare ancora parecchio coi ragazzi per quello che riguarda questo tipo di partite, quando non si tratta solo di difesa tignosa e veloci ripartenze, anche se, in questo caso, con un po’ più di fortuna saremmo arrivati ai rigori… col nostro portierone, allora, chissà cosa sarebbe potuto accadere?

Inutile piangere per quello che è accaduto ieri, oggi è già il giorno di guardare avanti, perché sabato arrivano dalla contea di Norfolk i Canaries di Norwich: l’imperativo è vincere, mettere punti in cascina e cominciare a blindare Upton Park, già troppe volte violato in queste prime partite.

Birre in fresca per sabato, Martelli, ore 16:00 del Belpaese il calcio di inizio, saremo pronti a sostenere con la voce i nostri beniamini:

COME ON YOU IRONS!

Elisa Villani