BLACK CATS CORNER – Tirarsi fuori dalla zona salvezza senza apparenti meriti sportivi

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Capita all’uomo che cammina nel deserto in cerca d’acqua, nonostante le interminabili distese di sabbia, di vedere un’oasi. Si tratta dei cosiddetti miraggi, una sorta di reazione non conforme alla realtà dovuta ad un’alterata attività degli organi sensoriali. Probabilmente unita alla pochezza dell’avversario è questa l’unica spiegazione che mi sono dato ripensando al derby del Tyne-Wear dopo l’ennesimo KO interno contro il Palace, con quel nastro che torna a riavvolgersi fino alla debacle con i Villans che ha di fatto dato il ben servito a Gus Poyet.

Prepariamoci ad aprire il paracadute, perchè il salto nel vuoto, da qui a fine campionato, è tutt’altro che un’allucinazione visiva. Non è per merito nostro, ma per demeriti altrui se siamo ancora lì a galleggiare sulla red-line, nell’unica speranza che sia la benevolenza delle dirette concorrenti a trascinarci a riva. La squadra di Pardew è con lo United di Van Gaal la formazione più in forma del campionato, ma se nemmeno le enormi motivazioni con le quali si partiva al fischio d’inizio ci spingono ad andare oltre i nostri evidenti limiti, non ci resta che sperare in un tamponamento alle nostre spalle. A nostro favore gioca davvero poco, a partire dalla classifica avulsa, che ci vede primeggiare solo contro il Burnley (in attesa dello scontro diretto casalingo contro il Leicester, probabilmente il break point della nostra stagione). Identico risultato si otterrà calcolando la differenza reti, con la squadra di Ginger Mou ad una lunghezza dai Black Cats (-24 a -23). A ruota Qpr (-21), Leicester (-19) e Hullc City (-16)

Il Calendario –  Una premessa: dimentichiamo ciò che è successo la scorsa stagione, quando a sei giornate dalla fine, complici i due recuperi con City e Wba, la squadra di Poyet riuscì a raccogliere 13 punti nelle ultime sei partite (includendo il KO tra le mura amiche contro lo Swansea alla 38esima, a salvezza ormai acquisita). Lì le avversarie si chiamavano appunto Manchester City, Manchester United e Chelsea, tre trasferte dalle quali, senza alcuna spiegazione logica, si uscì non solo indenni, ma con un bottino di 7 punti. Tornando alla metafora del miraggio, lo scorso anno a furia di peregrinare nel deserto, invece dell’oasi ci imbattemmo nel cartello “Dubai, 5 km”.
Arsenal, Stoke, Everton e Chelsea sono le trasferte che ci attendono da qui alla fine, alternate alle due gare casalinghe con Soton e Leicester. Un cammino arduo, che difficilmente ci consentirà di replicare i 38 punti dello scorso Maggio, quando per salvarsi di punti ne bastavano 34, quota che probabilmente non garantirà la permanenza in Premier League in questa stagione.

Le Altre – Chi sembra favorita nella corsa finale è curiosamente il Leicester. Ultima in classifica, la squadra di Nigel Pearson sta attraversando un ottimo periodo di forma e al di là dell’impegno proibitivo nel recupero contro il Chelsea, sembra che il calendario sorrida alle Foxes. Tre gli scontri diretti ancora da disputare (Burnley e Sunderland fuori casa, QPR in casa nell’ultima uscita stagionale) e ancora tre gare interne contro Swansea, Newcastle e Southampton. Stesso discorso per il Burnley, che ha già affrontato tutte le Top. Ad avere pochi margini di errore è invece il QPR, che di punti a disposizione ne avrà 15 e non 18, dato il 3-3 dello scorso martedì contro i Villans, anticipo della giornata che andrà in scena questo week-end. Un calendario da brividi aspetta invece l’Hull City, partita ad inizio stagione con ambizioni diverse dalla salvezza la squadra di Steve Bruce affronterà nell’ordine Liverpool, Palace, Arsenal, Burnley, Tottenham e United. Anche qui le speranze di salvezza attraversano irrimediabilmente lo scontro diretto.

Magre consolazioni: nemmeno i dirimpettai sorridono.
#HAWAYTHELADS

Marco Lauria

Il filetto al pepe verde, lo spritz amblè, AM degli Arctic Monkeys, Woody Allen, Kevin Spacey, Chandler Bing, i dropshot di Dolgopolov, il mancino di Morfeo

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