Amici blues un carissimo saluto a tutti voi!
Corner di umore funereo questo che sancisce il termine della nostra stagione con due mesi d’anticipo.
Una stagione che definire disastrosa equivale a profumarla di oli ed essenze prelibate.
Neanche nei nostri peggiori incubi avremmo potuto noi tifosi blues immaginare un qualcosa di più inverecondo di quanto successo fino ad oggi.
Il nostro più grande manager, con un processo a carico intentato sul nulla da una signora più alla ricerca di vana gloria personale che del bene effettivo della società che le ha dato per anni lo stipendio, cacciato dopo che la squadra gli ha palesemente voltato le spalle giochicchiando in maniera inaccettabile fino a quando poco prima di Natale non si è provveduto all’avvicendamento tecnico.
La squadra non rinnovata, come chiesto dal manager, che gioca svogliata e butta letteralmente alle ortiche l’opportunità per un comodo back-to-back di titoli nazionali.
Con le due squadre di Manchester che per tutta la stagione hanno fatto gara a chi deludeva maggiormente la propria tifoseria, con il Liverpool che ha cambiato guida tecnica ma non ha migliorato una rosa ampiamente non all’altezza anche solo di pensare ad un posto nell’Europa che conta, con un Arsenal che puntualmente stecca quando serve e che, per parola di moltissimi tifosi gooners, è stanco di se stesso e capace solo a rimirarsi nel suo calcio barocco alsaziano ma allo stesso tempo convinto che il suo manager non vincerà più nulla anzi si farà superare dai suoi cugini del nord di Londra, con tutto questo premesso ritengo che non aver vinto il titolo in questa stagione debba qualificarsi come il più grosso ed intollerabile del calcio moderno.
Ed allora ben venga il titolo al Leicester del nostro ex manager Claudio Ranieri, ben venga la cura chiamata Antonio Conte con i suoi metodi da sergente di ferro e con la sua fermezza.
E’ chiaro come da ora fino alla fine della stagione gli stimoli mancheranno e si tirerà avanti alla meglio.
Mi auguro che i nostri giocatori in questi ultimi due mesi di stagione imparino, anche solo minimamente, da John Terry il senso di attaccamento alla maglia, da Willy il voler sempre gettare il cuore oltre l’ostacolo e da Diego Costa quella rabbia agonistica per lottare su ogni pallone.
Cuore, talento e rabbia agnostica questo è il calcio inglese e questo è quello che noi vogliamo vedere dai nostri giocatori perché sappiamo che, almeno in linea teorica, essi sono dotati di tali qualità.
Tutto il resto sta a zero, come le Champions League vinte dall’Arsenal o dal Tottenham.
Come on you blues!
IL MATCH EUROPEO A STAMFORD BRIDGE – Il Chelsea arriva al redde rationem europeo con il PSG teoricamente consapevole di giocarsi non solo il futuro europeo a breve termine ma anche quello del prossimo anno.
Il primo tempo si gioca su ritmi molto alti, almeno per quel che riguarda gli ospiti che al 16’ passano in vantaggio: bel passaggio di Di Maria che premia l’ottimo movimento di Ibrahimovic che, una volta ricevuta palla in area, di piattone la scodella al centro dove Rabiot da due passi trova la rete.
Da notare come l’azione del goal sia sembrata la tipica esercitazione 3 vs 0 che si esegue in allenamento dal momento che i nostri difensori sono rimasti totalmente immobili nell’occasione, lasciando gentilmente fare agli avversari.
Per fortuna il goal ci risveglia ed iniziamo a giocare, se non con manovre corali e ragionate almeno con amor proprio ed un briciolo di intensità.
E’ così che riusciamo a trovare la rete al minuto 27’ quando Diego Costa si libera in area e di sinistro trafigge Trapp.
Finisce così il primo tempo con i ragazzi che, con l’eccezione di un impagabile Diego Costa ed un decente Willian, sono sembrati poco intensi e decisamente impauriti ed impacciati
Nella ripresa ci prova ancora il Chelsea con Willian ed Hazard che impegnano Trapp ma l’infortunio di Diego Costa al 60’ risulta essere la pietra tombale sulle nostre speranze di qualificazione: tempo 7’ minuti e la nostra difesa si pietrifica un’altra volta: scarico di Motta sulla fascia sinistra del PSG per Di Maria, cross al bacio dell’argentino ed Ibra al volo indisturbato insacca sotto porta.
Anche qui risulta difficile comprendere come la nostra difesa si sia meramente limitata ad osservare gli avversari.
Il goal ci smonta totalmente ed i 25 minuti finali sono un carosello annunciato per i parigini, decisamente più volenterosi e meritevoli di questo Chelsea di passare il turno.
Per i blues si profila un anno senza Champions League (prima volta in era Abramovich) ed in generale con grandi probabilità senza coppe europee.
Chelsea 1-2 PSG (2-4 on aggregate) FT
Shots: 15-10
Possession: 40%-60%
Chances created: 9-9
Pass accuracy: 85%-90% pic.twitter.com/46RcJdzy5w— Squawka Football (@Squawka) 9 Marzo 2016
LE PAROLE DEL GUUS – A fine match il nostro manager era ovviamente deluso per il risultato finale avendo visto la nostra squadra un po’ troppo rispettosa dei francesi.
Hiddink sottolineato come poco prima del goal di Ibrahimovic, i ragazzi hanno avuto occasioni per rimettere la contesa su binari appropriati.
La squadra si trova in un periodo di transizione e deve cercare di fare il possibile per recuperare il terreno perduto.
Parlando dei singoli Guus ha sottolineato come Diego Costa ha fatto il possibile per giocare e che Hazard è uscito per un problema fisico.
Here’s what Guus Hiddink said after tonight’s defeat… https://t.co/eymOxwaUmu
— Chelsea FC (@ChelseaFC) 9 Marzo 2016
Thank you for your support throughout our Champions League campaign. #CFC pic.twitter.com/EylIVH46iu
— Chelsea FC (@ChelseaFC) 9 Marzo 2016
LA TRASFERTA DI FA CUP CONTRO L’EVERTON – Il Chelsea si presenta al Goodison Park per provare a tenere accesa una fiammella, seppur lieve, di vincere un titolo in questa disastrosa stagione e tentare di centrare l’obbiettivo Europa, seppure nella versione meno attraente.
Ed anche questa volta, come in tantissime altre volte in questa stagione, ad ogni bivio che ci siamo trovati ci è andata male.
Noi blues usciamo dalla FA Cup sconfitti dall’Everton per 2-0 con due goal di un nostro ex giocatore, Romelu Lukaku, nel secondo tempo: il primo con un bello slalom in area di rigore concluso da un preciso diagonale mancino, il secondo su imbucata in area di rigore ma di destro.
Decisamente non una prova felice per i ragazzi che, come sottolineato da Hiddink, giocano trattenuti e non mostrano la brillantezza o la rabbia positiva, tipica di una precisa volontà di riscatto.
O meglio uno dei nostri, Diego Costa la rabbia e la volontà di combattere l’avrebbe anche messa ma evidentemente non quella giusta se poi l’arbitro si è premurato di spedirlo sotto la doccia per un presunto morso sul collo di Barry.
Curioso notare come proprio colui che avrebbe subìto questo morso abbia scagionato il nostro attaccante.
Diego Costa has denied biting Gareth Barry during Chelsea’s FA Cup defeat at Everton: https://t.co/EMwa5GJ2Mp pic.twitter.com/tNa0Lkg2wD
— BBC Sport (@BBCSport) 13 marzo 2016
Chelsea’s Diego Costa denies biting Everton’s Gareth Barry https://t.co/dgsnqJl1gJ (Photo: BBC) pic.twitter.com/93VDQbEgZi
— Guardian sport (@guardian_sport) 13 marzo 2016
Everton 2-0 Chelsea FT:
Lukaku scores twice vs. his old club to send Everton into the semi-finals of the FA Cup. pic.twitter.com/xi66Dsd3cO
— Squawka Football (@Squawka) 12 marzo 2016
LE PAROLE DEL GUUS – A fine match il nostro manager non era contento della sconfitta e dell’uscita dalla FA Cup.
La squadra ha giocato in condizioni difficili dopo la batosta dell’eliminazione dalla Champions League pochi giorni prima.
E’ una situazione inusuale questa per i ragazzi, continua il Guus, che sono invece abituati a vincere e per questo in momenti come quello attuale bisogna giocare con responsabilità e provare a vincere le partite restanti.
Here’s what Guus Hiddink said after today’s defeat… https://t.co/hLzb56WDos
— Chelsea FC (@ChelseaFC) 12 marzo 2016
Well done to John Terry, who made his 700th Chelsea appearance yesterday. #CFC pic.twitter.com/xH59jHXZNp
— Chelsea FC (@ChelseaFC) 13 marzo 2016
LONDON DERBY – Sabato 19 marzo alle 16:00, ora italiana, i ragazzi affronteranno il West Ham a Stamford Bridge in un derby in cui per la prima volta dopo anni recitiamo la parte degli under dog.
E’ tutto per ora, alla prossima e come on you blues!
Edoardo Orlandi
@Chels_Italy
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