CHAMPIONS LEAGUE – MANCHESTER UNITED vs. Bayern Monaco – TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI

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Una scenografia meravigliosa ha accolto le due squadre a Old Trafford, con un commovente “UNITED” che si ergeva dalla Sir Alex Ferguson Stand a rimettere insieme orgoglio memoria e passione.

Non ci si aspettava uno United così, sebbene si sperava che fosse così. Combattivo, pronto alla battaglia, mai arrendevole.

FIRST HALF – Il primo tempo ha mostrato la capacità dei Red Devils di provare a giocarla la partita, dando la sensazione di avere forse la chiave per farla propria. In effetti, la chiave per aprire la porta del Bayern l’ha avuta Danny Welbeck al 40’, ma da solo davanti a Neuer ha provato un improbabile cucchiaio, permettendo al portiere di parare (lode anche lui, per essere rimasto in piedi).

Un vero peccato, visto che per il resto del primo tempo il Bayern ha avuto un possesso palla stratosferico: non finalizzato, non perfettamente orchestrato, eppure comunque foriero di qualche occasione (come quella clamorosa avuta da Müller al 37’ e salvata miracolosamente da un Vidic piazzato a meraviglia o i due tiri a giro di Robben, uno fuori e uno parato da De Gea).

Il Bayern avrebbe potuto concretizzare, avrebbe potuto portarsi in vantaggio quando voleva, tuttavia non è riuscito a scardinare la difesa dello United; anzi, i ragazzi di Guardiola, sebbene nelle dichiarazioni si fossero mostrati rispettosi e attenti riguardo all’avversario, sono sembrati quasi scioccati dai primi dieci minuti energici e impavidi dei Red Devils.

SECOND HALF – Il secondo tempo ha messo in atto le premesse del primo, con uno United “gagliardo” e un Bayern Monaco potenzialmente in controllo. La scelta di Moyes di inserire Kagawa al posto di Giggs non è stata premiata: il giapponese non ha svolto al meglio il suo compito, facendo rimpiangere e non poco l’acclamata esperienza di Giggs. Ha vinto stasera invece l’esperienza di Vidic e Rio Ferdinand, protagonisti di una partita super, solidi, concentrati, serafici. A coronare una prestazione già notevole, Vidic ha siglato il gol dell’1-0 (con un colpo di testa meraviglioso) che ha fatto volare alte le speranze dei tifosi sul cielo dell’Old Trafford.

La ripresa è stata comunque all’insegna delle gesta di Bastian Schweinsteiger: autore di un tiro poco alto già al 47’ e del gol del pareggio, arrivato al 67’, nove minuti dopo il vantaggio dello United, al termine di un’azione finalmente bella e concreta insieme.

Comunque, la solidità del Bayern – già non impeccabile e nella sua versione più marmorea stasera – è stata scalfita in maniera evidente ancor di più dopo aver incassato il gol: nervosi, i calciatori allenati da Guardiola si sono fatti ammonire uno dopo l’altro: ha cominciato Schweinsteiger al 61’ per un fallo su Carrick, poi Mandžukić per una gomitata su Vidic all’81’, ancora: Javi Martínez all’89’ per aver fermato il neo-entrato Hernández che correva verso la porta (il difensore salterà la gara di ritorno) e infine ancora Schweinsteiger (rosso, al 90’). I tifosi dello United pregavano – si fa per dire – perché questa volta la propria squadra non finisse in dieci come quattro anni fa, e invece è accaduto l’opposto…

CLASSE O STILE? – E’ terminata in parità, come è giusto che sia.
Ha vinto l’agonismo dello United, ha vinto la superiorità tecnica del Bayern.
Cosa sia preferibile, nel calcio, è impossibile dirlo, quando sarebbe meglio averli entrambi. E il Bayern, di solito, ce li ha. Se li avrà entrambi al ritorno, per il Manchester United sarà impossibile non perdere. Basterà (lasciateci un po’ di umorismo) segnare un gol subito per provare a rendere fruttuoso lo sforzo di stasera.

Intanto, auguriamo a Welbeck di non dormire stanotte. E non perché gli vogliamo male, ma perché certi palloni se li metti dentro ti fanno salire così in alto che poi non scendi più. Lui il suo pallone oggi lo ha avuto, lo ha stoltamente sprecato, ha dato un calcio come peggio non poteva ad una possibilità enorme. Ed è stato dentro fin troppo nel secondo tempo: Chicharito ha preso il suo posto solo all’85’ e in quei dieci minuti scarsi ha causato la squalifica di un avversario. Moyes, oh, Moyes…
Per il resto, Rooney ha portato a casa la sua solita partita sporca uscendone pulitissimo; eccezion fatta per la marcatura saltata sul gol di Schweinsteiger, Fellaini si è comportato decisamente meglio in fase di recupero che in fase di impostazione (questa sconosciuta); il subentrato Young ha dato energia nel finale, mentre Büttner ha lasciato a desiderare nel primo ma si è un po’ riscattato nella ripresa.

E’ stata una bella sfida, audace. Se sarà così anche al ritorno, se quella foga pagherà, sarà una vera lezione di calcio: perché il calcio, e qui non ci sono dubbi, è anche questo. E’ sapersi spremere quando le gambe non arrivano, è sapersi aiutare quando il pericolo è in tutte le parti del campo, è saper dare a un pubblico l’entusiasmo che merita.

Ad maiora.

Ilaria Ferraro