Cinque motivi che spiegano perchè il Manchester City può vincere il triplete

0
159
Manchester City (@Getty Images)
Spread the love

Per il City, sarà un finale di stagione infuocato. La squadra di Guardiola infatti, è ancora in corsa su ogni fronte. Premier League, FA Cup, Carabao Cup e soprattutto Champions League sono gli obiettivi del club di Manchester. Mai come quest’anno, il triplete, o per meglio dire il “quadriplete”, sembra possibile. Analizziamo quindi, i cinque fattori che giustificherebbero la vittoria finale in tutte le competizioni della formazione del catalano.

1 – Guardiola

La prima ragione del perchè il Manchester City può vincere tutto, è Pep Guardiola. Lo stesso “manager”, per dirla alla inglese, vale da solo come valore aggiunto ed esclusivo. Il catalano, da molti considerato come il miglior allenatore del mondo, parte in pole position ogni stagione come protagonista indiscusso dell’anno calcistico in corso. Insomma, un nome pesante che trascina su di se aspettative e responsabilità importanti. Dopotutto, è l’uomo che ha rivoluzionato il calcio moderno degli ultimi dieci anni…

2 – Solidità difensiva

Uno, o forse l’unico, problema di Guardiola è sempre stata la retroguardia. Dal suo arrivo come allenatore del Manchester City nel giugno del 2016, il tecnico catalano non è mai riuscito a trovare un valido equilibrio che potesse garantire la giusta stabilità difensiva che ogni grande club dovrebbe avere. Da quest’anno però, la musica è cambiata. L’arrivo di Rùben Dias, assieme alla riscoperta di Stones e all’esplosione definitiva di Cancelo, ha creato un assetto nuovo e di sicura affidabilità. Lo dicono i numeri, lo sottolinea Guardiola e lo evidenzia il campo. I Citizens infatti, godono della miglior difesa del campionato con soli 21 gol subiti in 30 match di Premier League. In Champions invece, gli Sky Blues non subiscono reti da 7 partite. L’ultimo ed unico a riuscirci è stato il Porto lo scorso settembre.

3 – Fantasia offensiva

Se la difesa ha contributo in modo essenziale ai successi del City di questa stagione, altrettanto si può dire dell’attacco. Il simbolo è sicuramente Ilkay Gundogan. Il centrocampista tedesco, è il miglior realizzatore della stagione con 12 gol segnati sin qui in Premier League. In Champions invece, il più prolifico è Ferran Torres con 4 reti in sei match disputati. Se per il tedesco è un anno di grazia come mai in carriera, non si può non sottolineare come lo scacchiere offensivo costruito dal catalano sia perfettamente aderente alle caratteristiche degli interpreti. Il Manchester City infatti, è la prima squadra per numero di giocatori mandati a rete quest’anno in Premier League, ed una delle migliori fra i cinque principali campionati europei. Insomma, fantasia e qualità la davanti, non mancano.

4 – “Il nostro centravanti è lo spazio

Questa frase è da sempre lo slogan del credo calcistico di Pep Guardiola. E mai come quest’anno, è stata applicata alla lettera. Con il Kun Aguero out per infortunio, quarantena o positività al Covid-19 e la discontinuità di Gabriel Jesus, l’allenatore catalano ha spesso optato per interpreti con caratteristiche diverse da un vero e proprio centravanti. Il più delle volte, è stato interpretato il ruolo di falso nueve o di trequartista avanzato da molti dei gocatori offensivi a disposizione di Guardiola. Ecco, la novità di questa stagione è proprio questa, l’attaccante non esiste. O meglio, l’attaccante è lo spazio. Quello che si viene a creare favorendo gli inserimenti di De Bruyne, Bernardo Silva, Mahrez, Sterling, Foden o lo stesso Gundogan. Insomma, fluidità e movimenti senza riferimento.

5 – Profondità della rosa

Ultimo ma non meno importante, è il fattore rotazioni. In un anno fortemente condizionato dalla pandemia e per questo molto concentrato, l’avere a disposizione una panchina d’altissimo livello, ha giocato un ruolo fondamentale nello scorrere della stagione. Scendendo in campo ogni tre giorni infatti, la fatica si fa sentire e diviene dunque fondamentale dare modo a tutti di rifiatare e recuperare dalle fatiche fisiche, ma anche nervose. Sapere di avere in rosa 23 o più giocatori di qualità in un momento storico dove, da un giorno all’altro puoi ritrovarti senza più di qualche interprete causa tamponi e positività, ha aiutato tanto la squadra di Guardiola, che gode di ampia scelta fra i vari giocatori a sua disposizione. Infatti, la possibilità di vincere tutto, è nata anche da qui.