FOCUS – Di Maria: Lettera a tutto il Madridismo

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Everton-West Browich

Di Maria-lettera al Madridismo: sulle colonne di Marca, a cuore aperto

Neanche il tempo di arrivare a Manchester, di ricevere l’accoglienza dei sostenitori del suo nuovo club, che Ángel Di Maria esce allo scoperto rivolgendo parole a cuore aperto a “todo el Madridismo“.
Una lettera, la sua, riportata integralmente nella serata di ieri da Marca, nella quale il giocatore argentino offre non pochi spunti di – chiamiamola così – riflessione. Ci saremmo aspettati un Di Maria entusiasta di approdare all’Old Trafford, in uno dei club più prestigiosi al mondo, di iniziare una nuova vita nel campionato più ambito di tutti: la Premier League.
E invece leggiamo parole di sconforto, quasi di rimpianto. Ma, adesso, giudicate voi.

Stimato Madridismo, 
il mio ciclo al Real Madrid è arrivato alla fine. È impossibile rendere tutto quello che ho vissuto in qualche riga, però questa lettera serva a comunicare quello che provo nel momento della partenza. In questi quattro anni nei quali ho avuto l’onore di vestire questa maglia non ho sentito niente più che orgoglio per tutto quello che ho passato e ottenuto insieme ai miei compagni.
Purtroppo oggi devo andarmene, però desidero chiarire che questo non è mai stato mio desiderio. Come qualsiasi persona che lavori, ho sempre desiderato migliorare. Dopo aver vinto la Décima, sono andato al Mondiale con la speranza di ricevere un segnale dalla Dirigenza, qualcosa che non è mai arrivato. Si sono dette molte cose e molte fandonie. Si è sempre voluto attribuirmi l’iniziativa di andar via dal club, ma non è stato così. […] L’unica cosa che ho chiesto era qualcosa che fosse giusto. Ci sono molte cose che ritengo di valore e molte di esse non hanno niente a che vedere col mio stipendio. Spero di trovarle al Manchester United, uno dei club più grandi del mondo, con il quale spero di poter fare la storia.
Ho avuto la fortuna di condividere lo spogliatoio con giocatori fantastici, che sono stati anche i migliori compagni. Credo che questa è stata la chiave per conquistare la Décima. Desidero chiedere scusa per le volte in cui ho sbagliato, dentro o fuori dal terreno di gioco. Non è mai stata mia intenzione danneggiare qualcuno. Ho sudato questa maglia ogni partita come se fosse l’ultima. Ci sono state volte in cui le cose mi riuscivano e altre no, però quello che senz’altro posso assicurare è che ho sempre dato tutto. 
Desidero ringraziare la Spagna per tutto quello che mi ha dato e in particolare per aver permesso che mia figlia nascesse in questa terra. E in maniera molto speciale alle persone dell’ospedale Montepríncipe, che saranno sempre nel mio cuore. Mia moglie, mia figlia e io saremo sempre grati. Anche ai miei compagni, che mi hanno sempre dato il loro appoggio, nei momenti buoni e in quelli cattivi, ai vari staff tecnici con i quali ho lavorato e anche a tutte quelle persone che lavorano giorno per giorno nel club, con le quale conservo un ottimo rapporto. 
Desidero che il Real Madrid abbia una grande stagione e ottenga tutti gli obiettivi che questo club si pone sempre. Porterò per sempre nella mia memoria quel momento nella Supercoppa nel quale saltavo nel Bernabéu e ho ricevuto dai tifosi un affetto immenso. Moltissime grazie. Ho già la pelle d’oca. Non penso a un addio migliore per quella che purtroppo è stata la mia ultima partita.

¡Hala Madrid! ¡Y hasta siempre!

Angel Di María

NUNCA FUE MI DESEO – I tifosi del Madrid saranno stati commossi da queste parole. E quelli dello United? Non è bello vedere la propria squadra in difficoltà, lo è ancora meno sapere di aver speso tanti (tantissimi) soldi per un calciatore triste (dalla lettera appare questo) di lasciare il club nel quale militava. Il Real Madrid e il Manchester United sono riconosciute come le due squadre più prestigiose al mondo. Qualsiasi calciatore di livello professionistico desidererebbe indossare la camiseta blanca o la maglia rossa dei Devils. Un bambino, da piccolo, nei suoi sogni ad occhi aperti si vede con quei colori addosso.
La lettera di Di Maria fa riflettere per questo. Come può un uomo che ha tutto dalla vita parlare così? E soprattutto come può farlo – per quanto certe tattiche giornalistiche siano più forti di tutto – a poche ore dall’arrivo a Manchester?
C’è un punto, però, nella lettera che fa da svolta, e ci permette di essere più umani e di non giudicare. “Hay muchas cosas que yo valoro y muchas de ellas nada tienen que ver con mi salario. Espero encontrarlas en el Manchester United“. Ci sono molte cose che non hanno a che vedere con il denaro. Che ne dite se in questa storia provassimo a vedere tutti un po’ della magia di quelle due maglie?
Di Maria, come può questo non darLe qualcosa da portare con sé per sempre?

Ilaria Ferraro