
Nel calcio sono molti i momenti a passare alla storia, può trattarsi di un goal decisivo all’ultimo secondo, una parata decisiva del portiere, ma nulla di tutto ciò può competere con la vittoria della Champions League, massima competizione europea per club.
Tra le molteplici vittorie di varie squadre provenienti da tutta europa, non si può non citare il trionfo del Chelsea nella stagione 2011/2012. Sono ormai passati otto anni da quando i blues alzarono al cielo la coppa dalle grandi orecchie dopo aver battuto ai rigori i padroni di casa del Bayern Monaco. Il punto è: dove sono ora gli undici calciatori scesi in campo in quella famosa sera del 19 maggio 2012 ? scopriamolo insieme
TRA RITIRI, PREMIER LEAGUE E UN FUTURO DA MANAGER
Partendo dal portiere non si può che elogiare l’operato di Petr Cech, cieco che ha fatto sognare i supporters inglesi parando un rigore a Arjen Robben durante i tempi supplementari, portando il match alla lotteria finale. Dopo una vita nel Chelsea e ben quattro anni con i rivali dell’Arsenal, l’estremo difensore ha appeso gli scarpini al chiodo ufficialmente nel Luglio 2019.
A comporre la difesa sull’esterno sinistro e destro Anshley Cole e Jose Bosingwa; il primo si è ritirato nell’agosto 2019 dopo le esperienze con la Roma, il Los Angeles Galaxy e il Derby County, il secondo ha trascorso il finale di carriera tra Queens Park Rangers e Trabzonspor prima di lasciare il calcio giocato nel 2016. In mezzo alla difesa David Luiz; che dopo l’esperienza al PSG e una seconda chance col Chelsea si è accasato all’Arsenal la scorsa estate e Gary Cahill, da agosto ufficialmente il nuovo centrale del Crystal Palace.
Davanti al pacchetto difensivo Frank Lampard; dopo la parentesi di sei mesi con il Manchester City, l’avventura americana con il New York City FC e il ritiro nel 2017 è diventato allenatore, prima in Championship con il Derby County e successivamente alla guida dei suoi amati blues, a partire da questa stagione. Ad affiancarlo John Obi Mikel, ora al Trabzonspor dopo le stagioni con il Tianjin TEDA e il Middlesbrough.
Il trio dietro all’unica punta era invece composto da Ryan Bertrand, dal 2014 terzino del Southampton, Juan Mata passato al Manchester United nel gennaio di sei anni fa, e Salomon Kalou che ha trascorso due anni con il Lille prima di passare all’Herta Berlino dove tutt’ora è accasato.
A reggere l’intero attacco il cannoniere della squadra Didier Drogba, uomo chiave e autore dei due goal decisivi, uno su rigore, di quella finale. Shanghai Shenhua, Galatasaray, ancora Chelsea e infine le esperienze in America con l’Impact Montreal e il Phoenix Rising FC; l’ivoriano ha detto basta nel dicembre del 2018. A guidare la squadra con maestria dalla panchina l’italiano Roberto Di Matteo, oggi svincolato dopo i contratti con Schalke 04 e Aston Villa.
Il Chelsea scendeva dunque in campo con la seguente formazione:
(4-2-3-1): Cech; Bosingwa, David Luiz, Cahill, Cole; Lampard, Mikel; Bertrand, Mata, Kalou; Drogba.
All. Roberto Di Matteo
Anche la panchina non sfigurava di certo con elementi di spicco come Fernando Torres che ha trascorso il resto della carriera tra Milan, Atletico Madrid e Sagan Tosu, Daniel Sturridge e Michael Essien. Non presenti alla partita ma fondamentali nel percorso per arrivare alla finale il brasiliano Ramires e John Terry, giocatori cardine di quella splendida cavalcata.
di Tommaso Vecchiarelli
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