FOCUS – La seconda vita del ‘ciccione’ Wes Morgan

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Il meraviglioso Leicester di quest’anno è una favola continua. Ogni singolo giocatore della squadra di mister Claudio Ranieri ha un’incredibile storia alle spalle. Da Vardy, operaio fino a qualche anno fa, a Drinkwater, che non aveva mai visto la Premier League fino allo scorso anno, da Mahrez, sconosciuto ai più, al portiere Schmeichel, che sembrava ormai essersi perso dopo una carriera che prometteva molto di più. Oggi parliamo però di un’altra incredibile storia e ci riferiamo a Wes Morgan, per la precisione Westley Nathan Morgan, difensore centrale classe ’84, 32 anni, Nazionale giamaicano, lui che però è nato a Nottingham. E proprio a questa città è legato tutto il suo destino calcistico.

Morgan inizia infatti la sua carriera nel Nottingham Forest e per lui è sempre stato un sogno far parte del club per cui fa il tifo da piccolo. Tuttavia, la sua carriera non è stata certo facile o piena di tappeti rossi fin dall’inizio del suo cammino. Quando si affacciò in prima squadra, l’allora allenatore del Forest, Paul Hart, la prima volta che lo vide disse: “Ma chi è quel ciccione?”. Non un bell’inizio. Morgan sembrava avesse i polpacci troppo grossi per fare il calciatore e lo stesso Hart sosteneva che non lo aveva mai visto con i calzettoni tirati fin sulle ginocchia, per la semplice ragione che erano troppo stretti per i suoi polpacci. Il responsabile dell’Academy del Forest, Pemberton, finchè ci riuscì, nascose il ragazzo alla vista del manager, nella speranza che nel frattempo Morgan dimagrisse o migliorasse la sua condizione fisica. Anni duri per il ‘ciccione’ Morgan, che per fare il calciatore in Premier League nella squadra della sua città, avrebbe dovuto convincere il manager che non lo vedeva di buon occhio.

Tuttavia, Morgan riuscì lo stesso ad arrivare in prima squadra a 19 anni e da titolare collezionò ben 32 presenze e 2 gol nell’allora First Division, l’attuale Championship. Fu quello il suo primo di 8 campionati e mezzo disputati con la maglia del Nottingham Forest tra Championship e League One. Ma nonostante avesse giocato praticamente sempre da titolare, qualcosa negli anni si ruppe e nel gennaio 2012, benchè avesse collezionato fin lì 22 presenze, dunque un ottimo bottino, fu ceduto al Leicester per circa un milione di euro. Il Nottingham considerava un buon affare la sua cessione, visto che il suo contratto sarebbe scaduto al termine della stagione. Morgan allora aveva 28 anni. Scaricato come l’ultimo dei difensori inglesi. Per di più dalla squadra della sua città, per cui faceva e fa tuttora il tifo. Tutto ciò lo mandò in depressione. “Non ero triste, di più”, commenta oggi il giocatore, ricordando quel momento. In realtà questo cambio di squadra gli cambiò la carriera e gli assicurò una seconda vita, migliore della prima, calcisticamente parlando. Si impose fin da subito da titolare e al termine della stagione successiva, con in squadra già i vari Schmeichel, Vardy e Drinkwater, oltre a un giovanissimo Harry Kane, approdò ai playoff perdendo in una mirabolante doppia sfida con il Watford di Gianfranco Zola.

Siamo alla stagione 2014/2015. Il Leicester, dopo esserci andato vicino l’anno prima, centra la promozione diretta in Premier League, senza passare dalla forche caudine dei playoff. Morgan è ‘titolarissimo’, of course: 45 presenze e 2 gol, il primo col Blackpool e il secondo contro l’Huddersfield. Ah, dimenticavamo. E’ già il capitano di questa squadra e proprio in quell’anno decise di rispondere alla chiamata della Nazionale della Giamaica, di cui lui è originario. Insomma, quel difensore che nelle giovanili veniva deriso dal suo allenatore, era diventato grande e parecchio bravo. Ma non è finita qua. Il neo giamaicano, con tutta la sua squadra, approda in Premier. Ma qui l’inizio non fu certo facile. Fino a 3/4 di stagione le Foxes erano praticamente sempre ultime in classifica, salvo poi quella miracolosa accelerazione finale che portò ad una salvezza clamorosa e ad uno straordinario cambiamento di rotta che dura tuttora. Morgan, nemmeno a dirlo, fu il condottiero con 37 presenze e 2 gol (al Tottenham e al Newcastle).

E siamo ai giorni nostri. La favola del Leicester ormai tutti la conosciamo. Quella di Morgan è vicina a completarsi. Col suo gol contro il Southampton di domenica ha permesso alla sua squadra di portarsi a +7 dal Tottenham a 6 giornate dalla fine. Un sogno, la Premier League, che potrebbe realizzarsi anche per questo ragazzone, tifoso del Nottingham Forest, che ogni tanto si guarda i video della meravigliosa squadra del Forest che fu, quando vinse Premier e Coppa dei Campioni alla fine degli anni ’70, e a cui Frank Clark, difensore esterno di quella squadra che arrivò a dominare l’Inghilterra e l’Europa, e successivamente allenatore e presidente dei ‘Diavoli Rossi’ di Nottingham, ha fatto un grande complimento: ”Wes è uno come me, uno dalla seconda vita. Uno che sembrava arrivato e invece non lo è”. E no che non lo è visto che a metà maggio potrebbe trovarsi a sollevare al cielo il trofeo di Campione d’Inghilterra, alla sua seconda esperienza in Premier alla veneranda età di 32 anni. Ma nulla è impossibile per uno a cui a 19 anni (ancora Hart) avevano detto che non avrebbe potuto mai giocare in Premier League perchè era troppo ciccione. Well done Wes.

Marco Orrù