Focus sulla lotta per non retrocedere: quota altissima, lotta salvezza mai così mozzafiato

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Photo by Getty Images

Chiuso il girone d’andata, già avviato quello di ritorno, partite ed emozioni uniche e una classifica riscritta come vuole la buona tradizione del Christmas Period. Tra mercato e FA Cup, a gennaio è tempo di tirare i primi bilanci, soprattutto per quelle compagini di cui, classifica alla mano, si parla sempre di meno. Quelle impegnate per evitare la retrocessione, quelle sommerse nelle sabbie mobili di classifica, quelle che per un motivo o per un altro non possono dormire sonni tranquilli.

Considerando un Palace più avviato verso sogni europei o quantomeno metà classifica che altro, considerando che Everton e Arsenal a meno di cataclismi che possano rovesciare l’ecosistema britannico non potranno mai esser considerate compagini a rischio, è giusto partire dai Saints e narrare, leggere, enunciare la graduatoria dal 12simo posto in giù, citando in maiuscolo le formazioni che in questo momento saluterebbero il campionato più prestigioso del mondo: Saints 28, Newcastle 26, Brighton 24, Burnley 24, West Ham 22, Watford 22, VILLA 21, BOURNEMOUTH 20, NORWICH 14. E da qui, visto che non mancano nomi clamorosi, tracciamo argomentazioni e conclusioni. Anche se parlare di conclusioni, data l’imprevedibilità che per matrice caratterizza la spettacolarità del prodotto di marketing calcistico più esportato al mondo, la Premier League, è sempre molto relativo.
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Partiamo dal primo aspetto: difficilmente 40 punti basteranno, quota troppo alta. Una quota alzata da compagini come la prima che leggiamo, i Saints, che meritano applausi per aver lanciato a distanza una vera sentenza o lezione a quei vecchi mangiallenatori italiani, per aver confermato Hasenhuttl nel momento più complicato, persino dopo lo 0-9 interno col Leicester che per dimensioni ha chiaramente fatto il giro del mondo. Già, perchè dopo quel passivo che in un modo o nell’altro ha scritto storia, non solo è arrivata una prestazione autorevole, spavalda, grintosa e confortante all’Etihad prima della sosta di metà novembre, ma soprattutto sono arrivati due mesi straordinari, caratterizzati da vittorie, compattezza, grinta e carattere. Una serie di risultati importanti, prestigiosi, non solo negli scontri diretti chiave di metà dicembre contro Norwich e Watford, ma soprattutto contro Big come Tottenham e Chelsea, coi Blues di Lampard addirittura battuti 2-0 a Stamford Bridge. Una fuga straordinaria, ad allontanare e scacciare fantasmi, ad invertire la rotta e pensare, meditare e sognare un tranquillo piazzamento di metà classifica.
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Ma non si può mai star tranquilli, anche perchè se escludiamo il Norwich, che per dimensioni e qualità giochicchia pure un buon calcio ma appare spacciato e costretto, come da buona tradizione, all’amaro e imminente ritorno in Championship, in fin dei conti la zona retrocessione dista solo 7 punti. Per questo, a questi ritmi, può bastare un mese negativo e riecco qui, sommersi un’altra volta. Anche perchè, chi in questo momento sarebbe costretto a salutare tutti, sarebbero due compagini in grado di far notizia, eccome: il Villa e il Bournemouth. Dopo anni di stabile, meritata e felice Premier, quest’anno rischiano pure le ciliegie di Howe: nonostante l’arrivo di Wilson, sembra essersi rotto qualcosa. Howe doveva realizzare un salto di qualità mai raggiunto, la squadra sembra far fatica a dover assorbire dopo anni e anni sempre i suoi dettami, quella che una volta era una sorpresa adesso non lo è più. E c’è Fraser che fa le bizze, pianta grane e vuol andar via. Soldi spesi male, delusione Solanke, come una difesa che concede e concede, non rocciosa come meriterebbero quelle latitudini. Bournemouth penultimo, ma può cambiare tutto. Fa notizia chiaramente il Villa, che ha deciso di bocciare tutto il glorioso blocco Championship, per promuovere una squadra di giocatori stranieri in Premier. Tutti giocatori che, Grealish escluso, hanno mostrato fatica sia a diventare squadra, sia ad imporsi ai ritmi britannici. Potremmo assistere ad un nuovo caso Fulham e, 140 milioni per giocare alle figurine, non sarebbe più certamente una sorpresa.
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Villa e Bournemouth in questo momento sarebbero in Championship, colpa della clamorosa rimonta del Watford. Prematuramente bocciato Garcia, disastroso il ritorno di Sanchez Flores, la dirigenza ha tentato la carta della disperazione, Nigel Pearson. Risultato? 13 punti in 5 partite! Media Champions, pazzesco. Troy Deeney tornato al centro del progetto, squadra più forte e rocciosa, contrasti duri e voglia di lottare tremendamente britannica. Con una star, completamente rigenerata, nonostante abbia salutato i precedentemente elencati connazionali tecnici spagnoli, Gerard Deulofeu. Giocate d’alta scuola e dribbling mai più fine a se stessi, è tornato, vero e proprio rimpianto Milan.
In piena lotta per non retrocedere c’è il West Ham, che fallito il sogno Pellegrini, ingegnere preso per riportare i martelli in Europa, continua a rischiare eccome. Servirà continuità, servirà metter da parte l’espressione per perseguire la strada del risultato. Servirà il miglior Felipe Anderson, così come un equilibrio difensivo necessario e un contesto dove i vecchi senatori debbano lanciare e rilanciare elementi dal gran mercato futuro, come Diop e Rice, quest’anno sotto rendimento pensato, prospettato, stabilito.
In lotta anche l’altalenante Newcastle, squadra che per storia recente, proprio come il West Ham, è abituata soffrire. Pian piano sta tornando il vero Almiron, stanno tornando i primi risultati, ma la festività natalizie hanno minato certezze di un gruppo che, a dispetto delle premesse, s’era reso protagonista di un ottimo autunno. Non rappresenta certezza nemmeno il Brighton, che per esperimento e voglia di cambiare modo di giocare ha scelto Potter, ma presenta una rosa tutt’altro che superiore alle dirette concorrenti, pregna di calciatori discontinui da cui non sai mai cosa aspettarti. L’unica vera forza sarebbe la rocciosa fase difensiva, ma Potter vanta altre idee. Fin qui la classifica gli da ragione, ma resta cortissima, per questo non sono escluse sorprese. A marzo potremo vedere tutt’altra geografia, ancora troppa piangea, ma statene certi, stay Tuned, ne vedrete delle belle.
Simone Dell’Uomo