Un pareggio con il Chelsea che lascia l’amaro in bocca, proprio così, cari affezionati amici dell’Irons Corner: chi avrebbe mai immaginato fino all’anno scorso che ci saremmo trovati a commentare un due a due a Stamford Bridge con l’amaro in bocca di chi è arrivato ad un passo dal meritato bottino pieno, per poi vederselo soffiare via? Ed invece eccoci qui, un altro evento inatteso in questa pazza stagione che vede il Leicester dominare la Premier e noi esprimere gran gioco su ogni campo, ottenendo con regolarità buoni risultati.
Siano dannati gli ultimi minuti – Farsi raggiungere una volta a tempo quasi scaduto (il quarantacinquesimo) è una cosa, ma due volte nella stessa partita, subendo l’aggancio con rigore al minuto ottantanove, dopo essere passati due volte in vantaggio nella tana del leone, è eventualità da far venire travasi di bile anche al più pacato dei supporters… sempre se esistessero tifosi tranquilli del West Ham, s’intende.
Entriamo in campo con la testa giusta, da grande squadra che vuole agganciare il quarto posto e riusciamo a concretizzare la nostra superiorità col nostro gioiellino Lanzini (fresco di riscatto dal suo “big club”di provenienza, l’Al-Jazira): il ragazzo ha dei piedi d’oro, il suo tiro dal limite è perla d’autore, al punto che Courtois si distende in tuffo plastico solo per ammirarne la perfetta traiettoria da gol.
Di lì in poi il nostro ardore si placa, ma non rischiamo nulla ed anzi riusciamo anche a costruire col bel gioco fino alla doccia fredda: il Chelsea, sostanzialmente, non fa alcunchè nel primo tempo se non guadagnare un calcio di punizione che il redivivo baciamaglie Fabregas trasforma magistralmente. Che dire, almeno ha i piedi buoni.
Il secondo tempo inizia come il primo, Blues che sembrano contare i secondi alla fine della partita, se non della stagione e noi, giganti, a dominare cercando di ristabilire il vantaggio. Ovviamente chi se non i due uomini simbolo degli Irons potevano riuscire in questa impresa? The Flash Payet riceve palla nel cerchio di centrocampo, fa per allargarsi sulla destra con una delle sue accelerazioni per poi pescare dall’altro lato, con un rasoterra perfetto, il messia in claret&blue: Andy Carroll, the Second Coming, che fa quello che si richiede ad un salvatore, entrare a partita iniziata, segnare e festeggiare sotto le tribune dedicate ai tifosi dei Martelli. Missione compiuta AC9, chi può mai mettere in dubbio un giocatore così?
Purtroppo le cose belle durano sempre troppo poco, una leggerezza dei ragazzi permette a Willian di smarcare il tizio blu col numero 36 (all’anagrafe Ruben Loftus-Cheek, grande talento della nazionale inglese di tuffi) che, sfiorato da Antonio fuori area, vola fino a caderci dentro, dando all’arbitro la possibilità di concedere uno dei più discutibili rigori di questa stagione. Sul dischetto va di nuovo il baciamaglie e non fallisce, mentre Antonio si prende pure un giallo, tanto per gradire.






