Allora, claret&blue fools, come state gestendo questo post-Premier senza la tensione pre-partita, l’organizzazione delle trasferte e le chiacchiere della domenica mattina sui nostri beniamini?
Non per interrompere i vostri piani di conquista della Nuova Zelanda per seguire i Martelli, a Luglio in tournee nella terra dei Maori, ma pensavo di spendere qualche parola sulla stagione appena passata, ripercorrendo mese per mese la strada dei nostri Irons.
Naturalmente a seguirvi sulla via dei ricordi sarà il giusto accompagnamento musicale, in pieno stile Irons Corner, perciò rilassatevi e godetevi “A Change of Seasons” dei Dream Theater (http://youtu.be/DK493an3NHM).
Agosto – Tutti al mare, o quasi. Il gioco stenta, i risultati però paiono incoraggianti, pronti via: 2 a 0 al Cardiff City davanti ai quasi trentacinquemila di Upton Park, con a seguire uno zero a zero coi Magpies che sa di vittoria. Il successo risicato in Capital One Cup contro “l’irresistibile” Cheltenham Town, sintomo delle difficoltà a trovare la strada del gol della squadra, però, avrebbe dovuto allertare i più… ed ecco così arrivare la prima sconfitta in casa in Premier contro lo Stoke City: il primo scontro diretto, la prima battuta d’arresto.
Settembre – Primi sintomi del raffreddore. Niente progressi nel gioco, qualche infortunio fastidioso e San Jussi. La saracinesca finlandese dice no a tutti i tentativi del Southampton di passare in vantaggio, e nonostante le assenze di Downing e J. Cole (di cui ancora non si conosceva esattamente il grado di inutilità per la futura stagione degli Hammers), i ragazzi riescono a portare a casa un punticino nella prima uscita del mese che vale il terzo clean sheet in campionato.
I segnali di pericolo però sono evidenti, al primo scontro con una squadra vera, l’Everton, cediamo il passo in casa nonostante un doppio vantaggio ribaltato negli ultimi sette minuti di gara: testa tra le nuvole o sfortuna?
Ad ogni buon conto dobbiamo ringraziare la compagine gallese del Cardiff City se il nostro inizio autunno è stato meno amaro: affrontati per la seconda volta in due mesi, stavolta in Capital One Cup, si fanno battere nuovamente con una “capocciata” di Vaz Te che sembra appartenere ad un’altra epoca. Torniamo però subito coi piedi per terra, perdendo 1 a 0 con le Tigri dell’Hull City: rigore controverso? Forse, ma intanto perdiamo un’importante sfida diretta per la salvezza.
Ottobre – Stagione giusta per tre castagne agli Spurs, what else? Magari giochi male, magari non entusiasmi, magari certi giocatori ti fanno venire voglia di andare a vedere una partita “scapoli – ammogliati“, tanto per vedere qualcuno che ci mette un po’ d’impegno, magari… magari “spari“un 3 a 0 secco agli Spurs in casa loro e tutto passa in secondo piano: “it’s soooooo easy at the Lane”!
Poi arriva la sconfitta 3 a 1 col ManCity, ma che volete farci? Quelli, coi petrodollari che si ritrovano, giocano un altro campionato, e comunque: non distraetemi dagli sfottò al Tottenham!
La partita con lo Swansea City si rivela una gara di pallanuoto per l’acqua che scendeva dal cielo, ma nonostante il campo giusto a far esprimere il potenziale delle Paperette, o dei Cigni se preferite, i nostri ragazzi li bloccano sullo zero a zero al Liberty Stadium.
Non inganni, infine, il risultato rotondo con il Burnley nel quarto turno di Capital One Cup,a ben guardare ci siamo liberati dei vice-campioni di Championship solo con due rigori nell’ultimo quarto d’ora di gara, ma… hej! Abbiamo vinto tre a zero a White Hart Lane!
Novembre – Tristezza a palate. Smaltito l’entusiasmo della vittoria sugli Spurs, dopo un mesetto di festeggiamenti torniamo coi piedi per terra, grazie al fortunoso zero a zero in casa sull’Aston Villa: è inutile, magari difendiamo compatti, ma le idee con la palla tra i piedi scarseggiano, e l’Eminenza Grigia Mark Noble, per quanto onnipresente, non può essere la panacea per i mali di questa squadra.
Della successiva sfida a Carrow Road vorrei ricordare solo il primo tempo: arrembante, avvolgente e frizzante, il WHUFC si porta in vantaggio con talentuoso Ravel Morrison, peccato che si sia giocata anche la ripresa! I nostri vengono letteralmente asfaltati dai Canaries, il deprimente risultato finale è di 3 a 1.
Con questo stato d’animo i claret&blue tornano in casa ad affrontare la sfida col Chelsea: prestazione meschina dei ragazzi e passeggiata dei Blues ad Upton Park, che si apre con un gollonzo degno della top ten di quest’anno in Premier League: grazie Calamity Demel!
Canto del cigno la vittoria contro il Fulham per 3 a 0: certo, i gol numero due e tre sono arrivati solo dopo l’ottantesimo minuto di gioco, ma per ristorare il morale un po’ sotto i piedi va bene lo stesso, e poi “a tre punti contro un avversario diretto per la salvezza non si guarda in bocca”, recita l’antico adagio.
Dicembre – Altro che feste di Natale! Che mese difficile per i nostri colori: a partire dall’inaspettata sconfitta col Crystal Palace, dopo aver realizzato solo tre giorni prima un risultato così perentorio coi Cottagers. Partita senza mordente per gli Hammers, che replicano nel turno successivo ad Anfield. La differenza è che davanti c’è il Liverpool di Suarez nella sua fase Alien, al termine dei novanta minuti il tabellone mostrerà impietosamente il 4 a 1 per i Reds.
Ad allietarci al Boleyn Ground arrivano, quindi, i Black Cats con le loro divise da trasferta scintillanti e la sterilità del loro attacco, riusciamo così a strappare uno zero a zero, facendo addirittura due tiri in porta in novanta minuti: con Maiga in attacco e la tattica di Big Sam a guidare la squadra, il “calcio champagne” è assicurato!
Fortunatamente torna la Capital One Cup a portarci gli “amici” Spursper la seconda ripassata: 2 a 1 a White Hart Lane in rimonta, Sherwood appena arrivato non sa nemmeno dove voltarsi, e il bomberone che non ti aspetti, Maiga, vola lassù per il definitivo vantaggio.
Sulle partite contro Red Devils e Gunners sorvoliamo: per quanto sconfitte largamente previste, quei due 3 a 1 consecutivi proprio sotto Natale, mi fanno tornare alla memoria il pandoro finitomi di traverso mentre guardavo quelle sfide, tra regali agli avversari, giocatori evidentemente appesantiti dal Christmas Pudding, allenatore con sguardo assente.
A chiudere questo disgraziato mese la partita in casa con il WBA, finalmente una partita West Ham way, sei gol complessivi, continui ribaltamenti di fronte e pure la polemica gratuita col ribelle “de noantri” Anelka: 3 a 3 il risultato finale, che getta un raggio di speranza per un anno nuovo migliore.
E per parafrasare una dotta citazione “Anche questo Dicembre se lo semo levato dalle p…!”.
Appuntamento alla prossima settimana per il prosieguo dell’appassionante recap della stagione…
COME ON YOU IRONS!
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