IRONS CORNER – Se non ora, quando? Se non qui, dove?

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CC – toastbrot81

VINCERE! Questo dev’essere l’unico pensiero dei Martelli in vista di Sabato: non importano le polemiche post-eagles, la querelle legata Big Sam (confermarlo o non confermarlo, questo è il dilemma) o le discussioni sulle prestazioni di questo o quel giocatore… Sabato ad Upton Park arrivano gli Hotspurs!

Una stagione in una partita – Considerato che il calendario ci regalerà per l’ultima di campionato il più che “abbordabileManCity (potenzialmente ancora a caccia della vittoria finale in Premier), il quale in quest’annata calcistica ci ha fatto dono di ben dodici segnature, subendone solo una in tre gare, mi pare giusto affermare che gli Irons, non ancora salvi, avranno solo la gara di sabato per dire qualcosa su questa stagione, nonché per lasciarsi col loro pubblico in modo più decoroso di quello visto nelle ultime quattro gare… il Tottenham signori, non una partita qualunque!
Lasciando perder per un attimo i discorsi su come interpretare la stagione e cosa farne di Big Sam (e di buona parte del suo seguito), proviamo a cambiare prospettiva: tra vent’anni, quando si parlerà di quella che io spero essere l’ultima stagione in claret&blue del “pezzo grosso in panca”, quale tifoso si ricorderà di quanto dannatamente male abbiamo giocato? Chi ricorderà lo scempio che è stato fatto alla tradizione del bel gioco West Ham way? Quanti seppelliranno in angoli reconditi della memoria figuracce come col Nottingham Forest?
Il 3 a 0 rifilato proprio agli Spurs in casa loro invece sarà ben presente a tutti (“d’you know it’s sooo easy at the lane?”) minuto per minuto, perché la mente del tifoso funziona così, da sempre, per sempre.
Ora Sabato c’è da fare quello che non si è fatto per quasi tutta la stagione, tirare fuori orgoglio e voglia di vincere, ipotecare la permanenza in Premier senza aspettare risultati da altri campi (leggi: “cos’ha fatto il Norwich?”)e regalare a noi tifosi, che tanto abbiamo penato questa stagione, un’impresa da ricordare  proprio contro gli odiati North Londoners.
E per una volta, ma solo in via del tutto eccezionale, del gioco non ci importa nulla, arrivassero anche due autoreti dei biancovestiti al novantacinquesimo saremmo contenti ugualmente per la vittoria, e anzi avremmo di che ridere al pub nei secoli a venire!

Finti tonti – Per un sabato fingeremo di ignorare che una serie di sconfitte così, ad Upton Park, non si vedevano dai tempi, purtroppo difficilmente obliabile, di Grant in panchina, per un sabato fingeremo di non ricordare che la squadra ha sistematicamente fallito tutti gli appuntamenti importanti della stagione (ad esclusione delle partite col Tottenham, almeno fino ad ora), fingeremo di non aver mai sentito certe dichiarazioni del tredicesimo allenatore più pagato del globo, come quella con cui portava a scusante della figura barbina dei suoi, la morte di un giovane Hammer, fingeremo di credere che i nostri ragazzi abbiano veramente a cuore questa maglia: fingeremo tutte queste cose, per un pomeriggio solo, perché si tratta del Tottenham, perché si tratta anche della salvezza dei Martelli, perché abbiamo bisogno di un punto solido da cui ripartire per la nuova stagione, perché quando arriva questa partita in casa è così e basta.
Sostegno incondizionato quindi per un obiettivo più importante.

Vinciamo ragazzi, poche storie.

Vinciamo o almeno usciamo dal campo senza un filo di voce, senza riuscire a reggerci sulle gambe per la fatica, senza l’aria di chi è appena tornato da una scampagnata, il West Ham non si merita niente di meno.
Poche parole per questo Corner, la tensione è alta: testa bassa, diplomazia da tastiera, magnesio per digerire i rospi della settimana e carica per sabato…

COME ON YOU IRONS!

Elisa Villani