Le tre cose che abbiamo imparato da Manchester United-Bornemouth 5-2

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Il sabato di Premier League ci regala diverse sfide importanti sia per quanto riguarda la corsa europea che per la salvezza; talvolta troviamo di fronte due compagini dagli obbiettivi totalmente opposti. E’ il caso di Manchester United e Bornemouth, che si sono sfidate nel match delle 16 valido per la 33^ giornata di campionato. I primi sono alla ricerca del quarto posto valido per l’accesso diretto in Champions League, mentre i secondi si trovano immischiati nella lotta per non retrocedere. Una sfida che promette spettacolo.

La partita inizia nel segno dell’equilibrio ma la prima occasione è del Man United con Bruno Fernades; il portoghese riceve da Rashford e da solo davanti a Ramsdale prova il tocco sotto, palla che però termina alta. Al 15′ il Bornemouth trova sorprendentemente il goal del vantanggio alla sua prima occasione: sugli sviluppi di un cross la palla arriva nell’area piccola a Stanislas, che dopo un rimpallo salta Maguire con un tunnel e batte sul primo palo un non perfetto De Gea.

La reazione dei padroni di casa non tarda ad arrivare. Al 28′ Bruno Fernades serve Greenwood che si libera agilmente di un difensore e scaraventa in porta la palla dell’1-1; anche in questo caso non impeccabile l’intervento dell’estremo difensore avversario. Qualche minuto più tardi i ragazzi di Solskjaer ribaltano il risultato grazie a un calcio di rigore per fallo di mano di Adam Smith; dal dischetto va Rashford che segna il 2-1. Al 46′ il match va sul 3-1; Martial riceve al limite dell’area, si accentra e fa partite un tiro che si va a depositare sotto l’incrocio dei pali.

 

Nel secondo tempo le Cherries scendono in campo con un atteggiamento più combattivo e dopo nemmeno un minuto Danjuma colpisce il palo in seguito alla respinta di De Gea; sugli sviluppi dell’azione Matic effettua un retropassaggio a dir poco criminale per Bailly che colpisce il pallone con il braccio: King si presenta agli undici metri e accorcia le distanze segnando il 3-2. I mancuniani però non si fanno cogliere impreparati e al 53′ realizzano il 4-2 con Greenwood, che dopo aver aggirato il difensore avversario col destro la mette ancora una volta alle spalle di Ramsdale ipotecando la doppietta personale. Cinque minuti più tardi Fernandes cala il pokerissimo da punizione, 5-2.

Il restante della gara entrambe le formazioni si trovano a giocare con testa e gambe più leggere vista la mole del punteggio. Bornemouth che non impensierisce minimamente la difesa avversaria; Man United che macina occasioni anche con le riserve e conclude la partita in pieno controllo della situazione. Gran vittoria per i diavoli rossi, secondo ko pesante in pochi giorni per Aké e compagni.

 

Manchester United (4-2-3-1): De Gea; Shaw, Maguire (c), Lindelof, Wan-Bissaka; Pogba, Matic; Rashford, Bruno Fernandes, Greenwood; Martial.

Subentranti: 46′ Bailly; 66′ Fred; 74′ James; 79′ Mata, Ighalo

All. Ole Gunnar Solskjaer

Bornemouth (4-4-2): Ramsdale; D. Rico, L. Kelly, Aké (c), A. Smith; Stanislas, Lerma, L. Cook, D. Brooks; Solanke, King.

Subentranti: 46′ Danjuma; 66′ Gosling, Wilson, Billing; 77′ Stacey

All. Eddie Howe

 

Marcatori: 15′ Stanislas (B), 28′ e 53′ Greenwood (M), 32′ rig. Rashford (M), 45’+1′ Martial (M), 49′ King (B), 58′ Bruno Fernandes (M)

 

Le tre cose che abbiamo imparato da Manchester United-Bornemouth 5-2

  • Mason Greenwood è un talento puro. 15 goal alla sua prima vera e propria stagione in prima squadra; corsa, tecnica e sacrificio le sue arme principali. Un ragazzo appena diciannovenne fuori dal comune, un campione nato. Anche oggi ci ha messo del suo con una doppietta, e che doppietta! Una delle migliori scoperte di Solskjaer.
  • Il Bornemouth avrà pure un gran potenziale offensivo, ma la difesa è una vera e propria casa di carta. Fragile, insicura e maldestra. Se Howe e i suoi vogliono rimanere in Premier devono darsi da fare. Non basta avere le frecce lì davanti, serve solidità o di questo passo l’anno prossimo al Vitality Stadium si vedrà la Championship.
  • Red Devils belli ma distratti. Caratteristica ricorrente in questa stagione, un difetto che se limato potrebbe lanciare Maguire e i suoi verso posizioni d’alta classifica. La partita di oggi ne è un esempio, soprattutto tra fine primo tempo e l’inizio del secondo. Chissà che il mercato non potrà aiutare.

di Tommaso Vecchiarelli