Liverpool, tutti in quarantena tranne Alisson: il portiere svela il motivo

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Come avvenuto nel maggio 2018 nella finale di Champions League giocata allo stadio Olimpico di Kiev, nel match contro l’Atletico Madrid ancora una volta il Liverpool ha pagato a caro prezzo l’assenza di un portiere di livello a difendere i propri pali. In quella finale, era stato Karius a tradire il popolo di Anfield con due papere clamorose che avevano permesso al Real Madrid di vincere per 3-1 ed alzare al cielo la terza Champions di fila sotto la guida di Zinedine Zidane.

Lo scorso 11 marzo, invece, il Liverpool si è dovuto arrendere già gli ottavi di finale in casa per l’assenza causa infortunio del titolare Alisson, rimpiazzato da un Adrian visibilmente in serata no. Un’eliminazione che ha creato parecchio scalpore, strozzata successivamente dall’emergenza coronavirus che nel giro di pochi giorni ha travolto tutti i campionati di calcio in Europa.

Con la Premier League ai box, anche alle squadre in Inghilterra è stato ordinato un periodo di pausa forzata. Molti calciatori si ritrovano così in isolamento, anche in virtù dei numerosi casi di Covid-19 emersi sia in calciatori, che tecnici e dirigenti. Come rivelato dal The Sun, però, presso il centro sportivo del Liverpool c’è chi quotidianamente sta avendo libero accesso per proseguire gli allenamenti.

Si tratta proprio dell’estremo difensore Alisson, autorizzato dalla società esclusivamente per sottoporsi ad un trattamento di riabilitazione dall’infortunio. Lo stesso portiere brasiliano ha rivelato su Instagram il programma che sta svolgendo, senza mettere a rischio la salute di nessuno. Questa la sua spiegazione: “Il club ha ordinato a tutti di rimanere a casa. Nel mio caso è un po ‘diverso, perché ho un infortunio. Grazie al cielo non era molto grave, ma ogni infortunio ha bisogno di cure e così ho continuato i trattamenti presso il centro sportivo. Non ho alcun contatto con i miei compagni di squadra, poiché tutti sono a casa. L’unico contatto che ho è con il fisioterapista e l’allenatore dei portieri con cui svolgo alcuni specifici lavori di riabilitazione. Prendiamo anche tutte le precauzioni necessarie e cerchiamo anche di parlare a distanza”.