Man City-Jovetic: doppietta ed mvp nel match contro il Liverpool
Posizione centrale. Scambia di tacco con Nasri. Sfrutta il taglio sul primo palo di Dzeko che porta via i difensori e col mancino batte un incolpevole Mignolet. 2-0 e seconda doppietta in gare ufficiali al Liverpool (la prima, in Champions, a 19 anni con la maglia viola). Stevan Jovetic quest’anno non vuole vestire il ruolo dell’attore non protagonista. Non vuole ripetere la stagione da “desaparecido” che scatenò l’ironia dei tifosi con l’hashtag #whereisjovetic, parodia del più famoso “Dov’è Wally”, con fotomontaggi che lo ritraevano racchetapalle a Wimbledon, giudice di X-Factor o accanto a Bradley Cooper e Zach Galifianakis in “Una notte da leoni”. Stevan Jovetic è tornato e vuole prendersi il Manchester City.
Jojo masuk. Akhirnya Jovetic ketemu setelah hilang pas shooting film ini. #WhereIsJovetic pic.twitter.com/if4QdiAxZX
— seputarcity.com (@seputar_city) 21 Gennaio 2014
ESORDI: Nasce a Podgorica, capitale del Montenegro e città natale di un altro talento cristallino del calcio balcanico: Dejan Savicevic. Fu portato a Firenze da Pantaleo Corvino, che lo strappò al Partizan Belgrado per una cifra vicino agli 8 milioni di euro, debellando la concorrenza, tra le altre, del Real Madrid dell’allora direttore sportivo Predrag Mijatovic, che ne consigliò al presidente Calderon l’acquisto presentandolo proprio come il “nuovo Savicevic”.
Esordì in Serie A a 18 anni contro la Juventus,, gettato nella mischia da Cesare Prandelli per sbloccare il risultato fermo sull’1-1. Per leggere il suo nome nel tabellino dei marcatori Jo-Jo dovrà attendere la sfida di Bergamo contro l’Atalanta. Un calcio di rigore. Una benedizione. Da 6 mesi corteggiava senza troppo successo la raffinata platea fiorentina che sul ragazzino dai capelli lunghi e ricci come una rockstar inglese degli anni 80 e il sorriso di chi non può e non deve esser consapevole del proprio talento, aveva covato recondite aspettative che non convergevano con la giovane età, ma il desiderio di riportare a Firenze il grande calcio sorvolava gli ostacoli della ragione.
CHAMPIONS: Quella notte di Settembre “l’eleganza del riccio” rovinò sugli uomini di Benitez, ossimoro che al pubblico viola presente sugli spalti inevitabilmente rievocò gli anni d’oro della Fiorentina di Cecchi Gori, tanto bella, quanto incompiuta. L’assenza di Gilardino costrinse Prandelli a schierare Jovetic dietro Mutu. Prima approfittò di una disattenzione di Insua, poi trasformò in rete l’assist di Vargas. Liverpool schiantato. 2.0. Segnerà ancora in quell’amara edizione di Champions per i colori viola. Due reti nella gara di ritorno contro il Bayern Monaco che fino alla sassata di Robben da 20 metri avevano fatto dimenticare l’ingiustizia subita dalla rete di Klose allo scadere della gara d’andata, convalidata dall’arbitro Ovrebo nonostante la posizione di offside del tedesco. Firenze aveva trovato il suo re.
I’BUA: Tagliò i capelli lughi e ricci che gli attribuivano un’immagine immatura e angelica nella quale il prototipo del campione moderno non può specchiarsi, e un incidente in allenamento con Bolatti durante il ritiro pre-campionato tagliò via anche il suo sorriso. L’esito degli esami è drammatico: lesione del legamento crociato anteriore e del collaterale esterno. Insomma, peggio non poteva andare. Tempi di recupero infiniti. Jovetic salta l’intera stagione. Qualcosa si rompe anche nel legame che lega Jovetic a Firenze. E’ l’inizio della fine di una breve ma intensa storia d’amore.
Jo-Jo torna in campo nel Settembre 2011 da vice-capitano. Chiude la stagione con 14 gol, ma i guai fisici sembrano non abbandonarlo mai, anche nella stagione successiva. A Firenze cominciano a soprannominarlo “I’ bua” (il bua) per via della sua soglia del dolore molto bassa. Poi arrivano le voci di un possibile matrimonio imminente con la Juventus. Una storia già vista a Firenze. I tifosi sono disinnamorati, quasi stanchi, la sua cessione al Manchester City viene accolta quasi con gioia.
MANCHESTER: Arrivato a Manchester si presenta in conferenza dicendo “Spero di vincere tanti trofei qua, poichè in cinque anni a Firenze non ho vinto nulla”. Probabilmente le troppe parole spese sul suo addio al capoluogo toscano non sono piaciute nemmeno a lui. Fatica i primi mesi al City. Gioca solo 3 partite da titolare prima di farsi di nuovo male (compresa una doppietta al Wigan in FaCup). Titolare al debutto contro lo Stoke, finisce rapidamente ai margini del progetto di Pellegrini. Rumors dei tabloid britannici prevedono un nuovo ritorno in Italia. I quotidiani sportivi italiani gongolano. Mette a segno il primo gol il Premier nella larga vittoria del Citizens sul Tottenham, entrato in campo pochi istanti prima dell’intervallo per sostituire Aguero. Chiude la stagione con 6 reti all’attivo tra Campionato e Coppe e non incanta praticamente mai.
PELLEGRINI: Se c’è un uomo che a Manchester crede ancora in Jovetic è Manuel Pellegrini. Il mercato dei Citizens è bloccato dalle decisioni Uefa sulla violazione del fair-play finanziario. Il City non può superare l’attuale tetto ingaggi, quindi per acquistare dovrà prima vendere. La cessione di Jo-Jo è invocata da tutte le parti, ma le precarie condizioni fisiche di Aguero e Negredo consigliano prudenza. Jovetic è stato pagato dal City 26 milioni di euro più 4 di bonus, il suo prezzo di mercato e i suoi continui infortuni non lo rendono appetibile per gli altri club, ma al manager del City questo non importa. Pellegrini, nonostante il diffuso scetticismo, ha deciso di puntare su Stevan.
RINASCITA: Bocciato al primo esame in Community Shield, Jo-Jo viene nuovamente schierato titolare a Newcastle in coppia con Edin Dzeko. Dopo pochi minuti, con una meravigliosa giocata mette il bosniaco a tu per tu col portiere avversario e nella ripresa confeziona un altro assist al bacio per la testa di Dzeko che ancora una volta non concretizza. Jovetic gioca un’ottimo match e Pellegrini lo riconferma nel ruolo di seconda punta nel monday night contro il Liverpool, la sua vittima per eccellenza. L’inizio dei Citizens è timido, e Jovetic non fa eccezione. Il Liverpool gioca bene, il City sembra travolto dalla condizione atletica dei Reds, ma al 41′ Stevan si avventa su un maldestro disimpegno di Moreno e calcia da posizione defilata bucando Mignolet. Corre in mezzo al campo, chiama i compagni e scivola sotto il pubblico dell’Ethiad aprendo le braccia come a dire: “Eccomi, io sono questo, cosa avevate capito ?”
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