MANCHESTER CITY – Yaya Tourè calciatore africano dell’anno

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Manchester CityLA NOTIZIA – La CAF  ha reso noto il vincitore del premio di calciatore africano dell’anno 2013.
Il riconoscimento va a Yaya Tourè del Manchester City, che precede Obi Mikel del Chelsea e Didier Drogba del Galatasaray.
E’ il terzo riconoscimento, consecutivo per di più, per il fortissimo centrocampista dei Citizens che ora vede ad una sola lunghezza di distanza Samuel Eto’o, trionfatore per 4 volte. Riconoscimenti pure alla Nigeria quale squadra dell’anno e vincitrice della coppa d’Africa 2013 ed a Stephen Keshi, allenatore dell’anno proprio della nazionale delle aquile.

IL PERSONAGGIO – Yaya Tourè è nato a Bouakè in Costa d’Avorio il 13 maggio 1983, fratello di Kolò Tourè, centrocampista totale e fuoriclasse di valore internazionalmente riconosciuto, inizia la sua carriera nell’ASEC Mimosas, squadra di Abidjan.
A 18 anni lascia la sua terra per trasferirsi in Belgio al Beveren: due anni e poi eccolo in Ucraina al Metalurg Donetsk dove trascorre altri due anni prima di approdare alla prima grande squadra della sua carriera: l’Olympiacos Pireo dove in un anno vince campionato e coppa di Grecia ed inizia a farsi un nome per davvero.
Infatti nel 2006 è già con le valigie in mano direzione Principato di Monaco.
La sosta pure a Montecarlo è breve: solo un anno in un periodo in cui in territorio transalpino domina il Lione e poi a chiamare è il Barcellona.
Approda in blaugrana nel 2007 ed ha modo di vivere l’inizio dell’epopea della squadra di Guardiola: campionato, coppa del Re, Champions League, supercoppa spagnola, supercoppa europea e campionato del mondo per clubs.
Un’ubriacatura di titoli e di successi: dopo il primo anno di preparazione, nei successivi 2 anni Yaya vince tutto ed in ogni caso più di quello che avrebbe mai potuto sognare da bambino, arrivando in cima al mondo.
Nel 2010, a seguito della sconfitta in semifinale di Champions League contro l’Inter, e nonostante la vittoria finale del campionato decide di cambiare squadra forse anche a causa del dualismo con Busquets, catalano e barcelonista fino al midollo (ndr. questo dualismo in casa blaugrana si sta ripetendo ora con il camerunense Alex Song).
E così finisce al City di Roberto Mancini che gli consegna le chiavi della squadra ed il ruolo indiscusso di leader nello spogliatoio: le prestazioni di Yaya salgono, se possibile, ancora più di tono fino ad attestarsi ai massimi livelli mondiali.
Vince al primo anno la FA Cup ma è il secondo anno quello più esaltante con la vittoria del Community Shield e soprattutto della Premier League all’ultimo  secondo grazie al goal di Aguero.
Nel 2012-13 si conferma ai più alti livelli di prestazioni ma continua per i Citizens, e quindi anche per lui, la maledizione della Champions League: sempre fuori nella fase ai gironi.
La stagione in corso sta procedendo nel migliore dei modi per lui e la sua squadra: l’idea di una corazzata guidata  da un gran condottiero africano è evidente.
I Citizens in casa sono perfetti e stanno aggiustando il loro ruolino di marcia fuori casa, sono secondi ad un punto dall’Arsenal ma sono usciti vincitori dallo scontro diretto fin qui disputato.

NOTA FINALE – Il ragazzone che si metteva in mostra nei polverosi campetti dell’ASEC Mimosas è cresciuto ed ora è un leader indiscusso ed apprezzato ovunque (oltre ad esser molto ben pagato, ndr.) ma Yaya non dimentica le sue origini ed appena può si impegna per la sua terra natìa.
La determinazione e la forza sono sempre state le sue caratteristiche principali e siamo certi che continuando così raggiungerà altri grandi traguardi.

Edoardo Orlandi
@EdoardoO83

Edoardo83
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