MANCHESTER UNITED – “Con lo scudo o sopra lo scudo”: passa il Bayern

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All’Allianz Arena, questa sera, è andato di scena il ritorno dei quarti di finale di Champions League tra il Bayern Monaco e il Manchester United. All’andata era finita 1-1, un punteggio chiaramente a favore dei bavaresi. Moyes ha schierato a sorpresa (ma forse neanche tanto…) Wayne Rooney, davanti al trio Kagawa-Welbeck-Valencia, con Carrick e Fletcher davanti alla difesa, composta da Smalling e Vidic centrali con Evra e Jones esterni.

LA PRIMA FRAZIONE – Il primo tempo è stato molto simile a quello della partita d’andata: sia per il risultato (identico: 0-0), sia per il tipo di match. Il Bayern ha avuto un possesso palla di molto superiore a quello dello United, ma, come la settimana scorsa, non ha concretizzato, né ha creato grandissime occasioni per passare in vantaggio. Lo United è stato lì ad aspettare con la difesa schierata, senza mai sbilanciarsi troppo, coinvolgendo ben poco i suoi attaccanti. Rooney, partito titolare con un’infiltrazione al piede e imbottito di antidolorifico, ha avuto l’unica vera chance per i Red Devils: all’8’ in area del Bayern, solo contro due, tarda a calciare e si fa ribattere.

Dall’altra parte, il più attivo è stato senza dubbio Robben: al 14’ a giro di sinistro sul secondo palo ha provato un gol che sarebbe stato fenomenale; e anche sul finale, intestardendosi, ha tirato ancora in porta invece di mettere al centro e favorire i compagni liberissimi in area.
La prima frazione di gioco è stata abbastanza noiosa, va detto, con pochi spunti e poco ritmo. Un Bayern lento e macchinoso, per niente fluido; uno United attendista, che non ha saputo sfruttare l’assenza di praticamente tutti i centrocampisti di Guardiola (eccezion fatta per Kroos), non riuscendo a trovare mai la superiorità numerica in quella zona del campo.

IL SECONDO TEMPO – La seconda frazione di gioco, altrettanto poco entusiasmante sul piano tecnico, ha perlomeno alzato il livello di attenzione degli spettatori, condensando in pochi minuti la risoluzione dell’incontro.
Moyes non ha cambiato nulla tra i suoi, probabilmente immaginando di sfruttare l’effetto sorpresa con Hernández negli ultimi venti minuti. Al 58’ Evra ha messo a segno un gol bellissimo con il quale ha portato in vantaggio lo United, aprendo una luce quasi abbagliante in fondo al tunnel: il pensiero di passare il turno non è mai stato particolarmente radicato nei tifosi dei Red Devils (sogni a parte), figuriamoci il pensiero di passare così, con un bel gol a inizio ripresa…

E infatti, dopo 73’’, Mandzukic ha messo subito apposto le cose, segnando di testa, a marcature praticamente saltate, l’1-1.

Lo United è sembrato non reagire al colpo, come se non fosse in grado di risvegliarsi dalla possibilità appena intravista di portare a casa partita e passaggio del turno; ma gli errori di impostazione e la mancanza di precisione perfino di Rooney (non al meglio, anzi, sul finale dolorosamente lento e quasi zoppicante) hanno finito coll’alleggerire il conto per i bavaresi: non è stato difficile per Robben mettere in mezzo un pallone invitantissimo, che Müller ha solo dovuto girare in porta (2-1).

L’ingresso di Chicharito al 74’ non ha modificato la situazione: Moyes ha scelto di sostituirlo a Fletcher per sbilanciarsi un po’ in attacco, ma il cambio Welbeck-Januzaj otto minuti dopo ha annullato questa impavida volontà.
Ancora meno difficile per il migliore in campo, Arjen Robben, mettere il terzo puntino sulle “i” di “qualificazione”: al 75’, dopo aver passeggiato sulla linea orizzontale dell’area di rigore del Manchester United, dopo aver fatto fuori Vidic e un De Gea in ritardo sulla parata, ha congelato ogni possibilità che fosse diversa da questa. Il Bayern approda in finale a un quarto d’ora dalla fine della partita.

ONORE (DELL)E ARMI – Probabilmente la partita era già persa prima di iniziare, forse aveva ragione la “Bild” a ironizzare sull’avversario fin troppo facile per l’armata bavarese. Eppure, lo United ha giocato le due partite più dignitose dell’anno contro la squadra campione d’Europa, di tutto. Se l’è giocata senza Van Persie, con un Rooney a mezzo servizio; con la pressione di doverla vincere per salvare la stagione. Ma ora, con il sipario chiuso e le speranze abortite, l’impressione è che il Manchester United non abbia perso nulla, o, perlomeno, nulla più della qualificazione. Prima di oggi si diceva che solo arrivando in semifinale di Champions League – forse addirittura solo vincendola – si sarebbe potuta riscattare una stagione di infamie sportive (se paragonate a un passato, recente e remoto, ultraglorioso); noi crediamo che, invece, i Red Devils abbiano salvato l’onore e la stagione, perché hanno avuto l’umiltà di giocare in nove dietro la linea del pallone; hanno avuto il pudore di non provare a vincerla subito in Germania, come se fosse casa; hanno accettato di perdere da pari a pari.

E così è stato. Amen. Finita.
A capo.

Ilaria Ferraro