Benritrovati amici tifosi dell’Everton e amici di Passionepremier.com!
Da un po’ di tempo, qualche anno oramai, si vociferava di un cambio al vertice societario nell’Everton, con Bill Kenwright, che acquistò il club nel 1999 per 20 milioni di sterline (un terzo di Sterling, per intenderci) in procinto di cedere la propria poltrona a chi si sarebbe fatto avanti. Sembrava fatta per una cordata di imprenditori americani, quando all’ultimo minuto si è inserito nella trattativa Farhad Moshiri, che è diventato il nuovo azionista di maggioranza, col 49,9% delle quote.
Chi è Farhad Moshiri? Il 29esimo uomo più ricco del Regno Unito, con un patrimonio stimato attorno al miliardo e ottocento milioni di sterline, è un sessantenne anglo-iraniano, con quote in diverse società che si occupano di acciaio, energia e telecomunicazioni. Ha già avuto a che fare col calcio, acquistando quasi il 30% dell’Arsenal (i 200 milioni del takeover pare vengano proprio dalla vendita delle azioni del club di Londra), ed ha avuto modo così di “farsi le ossa”in Premier League. Come primo atto, per farsi sorridere dai tifosi dei Toffees, ha dichiarato che in estate ci saranno circa cento milioni di sterline spendibili sul mercato. Ottima notizia, certamente, purché si resti con i piedi per terra: un club per crescere ed ambire a traguardi importanti ha bisogno di un periodo di “rodaggio”, che passa anche attraverso la ristrutturazione del debito della società oltreché dalla costruzione del nuovo impianto di gioco, altro ritornello che abbiamo sentito spesso da queste parti.
Diamo quindi il benvenuto a Moshiri pur ricordando che Kenwright non sparirà affatto, rimarrà chairman ma le quote di maggioranza passano in mano dell’iraniano.
Parlando di ciò che più ci compete, ovvero il calcio giocato, segnaliamo il fatto che nel weekend siamo stati costretti allo stop. Si sarebbe dovuto giocare il derby contro il Liverpool, ma quelli erano impegnati nella finale di Capital One Cup contro il Manchester City, dal quale sono stati sconfitti grazie ad una girandola dei rigori a dir poco agghiacciante. Saltiamo dunque un turno e stasera torniamo in campo per l’infrasettimanale. Ci attende Birmingham, la città metallara che ha dato i natali ai Black Sabbath e ai Judas Priest (per quanto, anche i Duran Duran siano di Brummagem), dove troviamo un Aston Villa con un piede e mezzo in Championship. Sono infatti sei i punti che separano gli uomini di Remy Garde dal Sunderland penultimo e sono solo tre le vittorie che i Villains hanno raccolto in campionato, dall’inizio della stagione. Agevolati dal turno di riposo ci sono le premesse per strappare i sei punti ma è proprio in queste gare che spesso l’Everton ha mancato il bersaglio, palesando una mancanza di maturità.
Stavolta però gli uomini di Martinez non sbagliano la partita, che alla mezz’ora può considerarsi già chiusa: dopo soli cinque minuti infatti Funes Mori insacca di testa il suo terzo gol con la maglia dei Toffees mentre al trentesimo minuto Barkley apre largo per Mirallas che si porta la palla sul fondo, vede Lennon lasciato colpevolmente solo da Lescott nell’area piccola e lo serve, con l’inglese che si limita a correggere la traiettoria del pallone quel tanto che basta per infilarla alle spalle di Guzan. La partita si innervosisce per gli uomini di Garde, che in pochi minuti beccano tre ammonizioni ma l’Aston Villa non sembra in grado di reagire. Stesso copione nel secondo tempo, con l’Everton a fare la partita e il Villa ad aspettare per lanciarsi in contropiede ma il grande protagonista di questa serata, cioè Ramiro Funes Mori, si trova sui piedi un pallone prezioso e lo mette in mezzo all’area per Lukaku che d’istinto firma il suo 17esimo gol stagionale fissando così il punteggio sullo 0-3. Solo adesso i Villains si svegliano, ma c’è tempo solo per iscrivere Gestede nel tabellino dei marcatori al minuto 79, per quello che è il punto della bandiera della squadra di casa.
Una prova convincente, senza dubbio, aiutata dalla pochezza degli avversari a cui serve davvero solo un miracolo per evitare la retrocessione. L’occasione per riconfermare questo stato di forma arriverà già sabato, a Goodison Park, quando riceveremo un West Ham impegnato questa sera in un delicato derby cittadino con il Tottenham secondo in classifica. Quella sarà una sfida davvero tosta e se la prenderemo con la giusta dose di impegno chissà che non si riesca a fare un bello scherzetto agli Hammers. Serve concentrazione e serve concretezza: se stasera ci si è potuti permettere il lusso di qualche amnesia, sabato sarà fondamentale tenere alta l’attenzione, l’obiettivo sono i 3 punti per restare attaccati al treno europeo. COYB!
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